Il bambino timido e molto introverso: come aiutarlo?

La maggior parte delle famiglie tendono a preoccuparsi se il bambino è molto introverso o timido e poco propenso a lasciarsi coinvolgere nelle attività di gruppo come il gioco.

In realtà ogni bambino è a sé e non è “migliore” o “normale” colui che è estroverso, loquace e socializza con facilità. L’estroversione come l’introversione sono due modi di essere che non sono mai assoluti e che nella maggior parte dei casi dipendono dal temperamento.

È ben chiaro quindi che non esiste un problema di natura psicologica se un bambino è introverso, si parla semplicemente di un bambino tranquillo e forse più timido di altri e che potrà modificare questo suo temperamento con le esperienze che gli verranno proposte nell’arco della vita.

Vuoi ricevere interessanti suggerimenti sulla cura del tuo bambino?
  
Proseguendo, confermo di accettare i termini di utilizzo e il trattamento dei miei dati di Periodo Fertile.

Questi bambini solitamente non amano le novità ed i cambiamenti ma preferiscono le routine, d’altronde come tutti i bambini, ma in modo più intenso rispetto agli altri. Sono timidi anche a livello scolastico e sportivo, infatti di fronte ad un compito, è più facile che partano scoraggiati pensando di non essere capaci di riuscire a farlo.

Purtroppo, nella vita di tutti i giorni, un bambino timido e che non ama socializzare viene a volte isolato dai compagni e nel periodo scolastico può diventare vittima di bullismo. Non solo nel contesto scolastico ciò può accadere ma sicuramente è uno dei luoghi dove il bambino o ragazzo passa la maggior parte della sua giornata. Ciò accade perché il bambino o ragazzo introverso o timido è visto agli occhi dei pari come una persona debole sulla quale dirigere azioni e parole offensive con comportamenti di prevaricazione.

Timidezza e sensibilità  a braccetto

I bambini timidi solitamente anche più riflessivi, sensibili e creativi degli estroversi, per prima cosa non vanno mai forzati, ma sempre incoraggiati con pazienza. Ogni bambino ha i propri tempi e non va mai etichettato come non idoneo a coltivare  amicizie o parlare in pubblico. Bisogna adottare alcune strategie per cercare di attirare la loro attenzione e trovare un aggancio per innescare in loro un interesse che gli permetta di farsi coinvolgere nelle attività di gioco o altro, rispettando sempre il suo carattere e senza forzare i tempi e i modi. Assolutamente da evitare anche il paragone con altri bambini o con gli adulti, piuttosto sarebbe meglio fargli capire che viene accettato e amato comunque.

Questi bambini vanno semplicemente supportati ed incoraggiati soprattutto nel contesto scolastico dove si sentono sempre sotto pressione. Per conoscere il gruppo dei pari, per un bambino introverso, è più facile iniziare un contatto in un ambiente familiare come la propria casa, per questo i genitori potrebbero, ad esempio, organizzare una merenda a casa con i compagni. Con il passare del tempo si incoraggerà la conoscenza con altri bambini in ambienti più caotici come il parco giochi, la scuola, ecc.

La collaborazioni degli insegnanti è molto importante, in quanto, è importante che ad esempio durante i lavori di gruppo i bambini più timidi o introversi facciano parte dello stesso gruppo per sentirsi più sereni e riuscire piano piano ad aprirsi e svolgere il compito o l’attività tutti insieme.

Importanti sono anche le attività extrascolastiche, nelle quali il bambino può conoscere altri suoi pari con personalità differenti ed imparare ad interagire con ognuno di loro. Fondamentale è sempre e comunque rispettare la volontà del bambino, non dovrebbe quindi essere una forzatura ma la piscina, la musica o quant’altro devono risultare stimolanti per il bambino.

E’  molto utile, sia attraverso persone competenti, come insegnanti, educatori e psicologi, ma anche attraverso i genitori, fare con il bambino un lavoro sulle emozioni, come ad esempio ritagliare volti da vecchi giornali e discutere con il bambino sul tipo di emozione che esprime quel volto, sia disegnando a mano le figure, oppure stamparle da internet. Esistono anche tante attività e libri specifici per lavorare sulle emozioni e questo sarebbe molto utile si potesse fare anche durante le ore scolastiche. Riuscire per un bambino a leggere sul volto del compagno il suo stato d’animo potrebbe essere molto utile per imparare ad essere empatico verso di lui ed essergli d’aiuto o richiederlo ad un adulto.

Questi esempi di come supportare bambini introversi o timidi non dovrebbe diventare un lavoro né per i genitori né tanto meno per i bambini che potrebbero aumentare il disagio che il bambino sta vivendo perché si sente di continuo sotto pressione.

Dott.ssa Erika Silighini

Vuoi ricevere interessanti suggerimenti sulla cura del tuo bambino?
  
Proseguendo, confermo di accettare i termini di utilizzo e il trattamento dei miei dati di Periodo Fertile.
Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Erika Silighini

Psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi e specializzata in Psicoterapia Sistemica Relazionale. Nel mio lavoro ho approfondito la conoscenza dei bambini, la loro spensieratezza, il loro modo di giocare e imparato anche a conoscere i genitori, con il loro dubbi e lo loro certezze.