Togliere il pannolino: il metodo classico

Solitamente consiglio di togliere il pannolino tra i 2 e i 3 anni, sapendo che il bambino è fisicamente formato ed ha quindi la capacità di controllare gli sfinteri in modo autonomo, come ad esempio riuscire a trattenere la pipì per almeno mezz’ora.

Togliere il pannolino è un passaggio delicato per i bambini che cominciano a diventare grandi e autonomi come lo è andare in bagno da soli. Di norma suggerisco di intraprendere questa avventura nella primavera inoltrata o in estate per una pura questione di comodità sia per le famiglie che per i bambini, a meno che i bambini non ne facciano richiesta prima, lasciando il pannolino asciutto e chiedendo a mamma, papà, nonni o educatrici dell’asilo nido di poter andare in bagno. A questo punto il bambino sta facendo una richiesta molto chiara e pertanto va assecondata.

Per quanto riguarda l’abbigliamento primaverile o estivo, consiglio di evitare pantaloni che difficilmente un bambino da solo riesce a slacciare e consiglio di fare scorta di tante mutandine che si possono trovare a buon mercato ovunque e magari facendo scegliere ai vostri piccoli il colore o la stampa per stimolarli in questa avventura di crescita.

Bisogna mettere in preventivo anche tanta pazienza in quanto per i bambini non è così semplice iniziare a fare la pipì e la cacca in modo autonomo e senza sporcarsi.

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La mia esperienza mi ha fatto arrivare alla conclusione che prendere confidenza con il vasino prima di iniziare a togliere il pannolino è molto soggettivo, c’è chi non lo ha mai voluto usare preferendo il wc come i genitori, e chi invece faceva solo la cacca nel wc, in quanto presumibilmente più comodo per il tempo di permanenza. Se i bambini usano il wc con il riduttore è di fondamentale importanza procurarsi un piccolo sgabello che gli permetta di salire con facilità e far si che le ginocchia siano piegate e siano più in alto rispetto alla linea ombelicale onde evitare possibili stitichezze.

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Dopo questa premessa, consiglio comunque di comprare il vasino coinvolgendo il bambino nella scelta e condividere così l intenzione di eliminare il pannolino.

Bisognerebbe iniziare spiegandogli come si utilizza il vasino, facendogli sedere un bambolotto oppure mostrargli come fanno i grandi, perché per i bambini l’imitazione dei genitori è motivo di orgoglio. Ad alcuni bambini può essere utile cominciare a prendere confidenza con il water leggendo e guardando insieme ai genitori un semplicissimo libro che solitamente riscuote un gran successo:

“Chi la fa nel posto giusto” di A.W. von Konigslow

Ed. Il Castoro.

A volte i bambini chiedono la compagnia di uno dei genitori mentre fanno la pipì o la cacca per mostrare le loro “opere” per le quali non provano vergogna o disgusto, ma ne sono orgogliosi e potrebbero sentirsi frustrati se si rifiutasse il loro invito. Per i bambini andare in bagno non è un gesto privato, di cui ci si deve vergognare per gli odori e quant’altro, per loro al momento fare i bisogni nel vasino o nel wc è un gioco che gli permette di diventare grande e autonomo e solo così potrà scoprire il mondo.

Generalmente, una volta che si è parlato con il bambino, comprato il vasino, scelte le mutandine si è pronti per iniziare con decisione il percorso di allontanamento del pannolino, sapendo che indietro sarebbe meglio non tornare.

Se il bambino frequenta l’asilo nido consiglio prima di iniziare, di confrontarsi con le educatrici e/o la coordinatrice pedagogica che conoscono bene le abitudini del bambino, il suo carattere e il suo sviluppo. La loro competenza potrà esservi d’aiuto soprattutto dopo il primo fine settimana senza il pannolino. Consiglio di cominciare nel fine settimana per avere la possibilità di seguire i bambini durante tutto il giorno.

Solitamente si inizia al mattino appena svegli, togliendo il pannolino e dicendo al bambino di provare a fare la pipì nel vasino o nel water. Lui deve imparare a sentire lo stimolo quindi probabilmente i primi tentativi falliranno e si bagnerà, ma con calma e con pazienza bisogna cambiarlo e spiegarli cosa deve fare senza mai arrabbiarsi ma continuare a spiegargli dove vanno fatti i bisogni.

All’inizio, quando si chiederà al bambino se scappano i bisogni, risponderà casualmente “no ora non mi scappa” e invece dopo 5 minuti se la farà sotto, oppure “sì mi scappa” e in realtà non farà nulla. Piano piano anche la sgradevole sensazione di bagnato aiuterà il bambino a percepire gli stimoli e a farvi la richiesta o andare di suo spontanea volontà nel bagno. Mi raccomando anche se se la farà addosso più volte trasmettetegli realmente che gli credevate nel momento in cui bisogna fargli percepire che non ha detto bugie quando ha detto che non gli scappava e che comunque non è un problema aver fatto addosso la pipì.

Consiglio di non chiudersi in casa in questi primi due giorni, ma di andare al parco o a fare la spesa o a fare quello che di norma si è abituati a fare nel fine settimana e stimolare il bambino ogni 30 minuti circa a fare la pipì e quando la fa attendere un paio d’ore prima di spronarlo nuovamente. Le tempistiche sono indicative e non possono valere per tutti i bambini, perché quanta pipì fanno e ogni quanto, è molto soggettivo e ogni famiglia saprà regolarsi al meglio con il proprio figlio.

È sconsigliabile mettere il pannolino al bambino per salire in macchina solo per paura di sporcarla, premunitevi eventualmente di asciugamani per foderare il seggiolino, ma mettere e togliere non è per niente di aiuto per il bambino. Ovviamente è consigliabile metterlo per la nanna pomeridiana e per quella notturna, in quanto i risvegli durante il sonno sono generalmente più difficili e richiedono più tempo per essere assimilati.

Per quanto riguarda la cacca se il bambino è abbastanza abitudinario si può aiutare a stare sul vasino per una ventina di minuti con il suo libro preferito, ma senza troppe aspettative di buona riuscita. Ricordarsi che fare pipì e cacca non è un evento eccezionale e che quindi non bisogna urlarlo in casa, ai vicini o chiamare i nonni, basterebbe sorridergli e dirgli che è stato bravo a capire che gli scappava.

Bisogna non dimenticare che se l’adulto si sente stressato ed esaurito perché il bambino sembra non volere capire, sicuramente lo sarà anche lui. Se i genitori lo raccontano ad ogni persona che incontrano con lui presente, il bambino sentirà che non riesce mentre tutti i suoi coetanei sì e se ogni 5 minuti gli viene chiesto se deve andare in bagno, può succedere che la pazienza, che si doveva mettere in conto, svanisce dopo due giorni di tentativi falliti. Proprio in questo momento la pazienza bisogna tirarla fuori più che mai, ricordandosi, che alcuni bambini non reggono lo stress e che quindi anche quel minimo di capacità di controllo che avevano improvvisamente può svanire e ciò rende ancora più difficoltoso espellere la cacca con la conseguenza che cominciano a trattenerla.

Se si pensa che il bambino sia pronto per questo passaggio e le eventuali educatrici vi hanno consigliato di procedere in questa direzione in poche settimane il bambino avrà perfettamente imparato a fare pipì e cacca in maniera autonoma. Prima di togliere il pannolino la notte consiglio di verificare che per almeno una settimana consecutiva il pannolino resti asciutto e e che il bambino chieda di fare pipì al risveglio. Ciò non toglie che possa bagnare il letto nei giorni successivi ma è bene ricordare sempre di non colpevolizzarlo.

Dott.ssa Erika Silighini



Erika Silighini

Psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi e specializzata in Psicoterapia Sistemica Relazionale. Nel mio lavoro ho approfondito la conoscenza dei bambini, la loro spensieratezza, il loro modo di giocare e imparato anche a conoscere i genitori, con il loro dubbi e lo loro certezze.