Impariamo a riconoscere le emozioni dei bambini

Secondo diversi studi, che hanno analizzato le espressioni del volto dei neonati, le emozioni sono presenti fin dalla nascita. Le emozioni sono quindi innate e gioia, dolore e rabbia le provano anche i bambini seppur non consapevoli; questo lo dimostra il fatto che anche i bambini non vedenti le esprimono allo stesso modo. Le prime figure con cui il bambino entra in contatto, solitamente i genitori, sono fondamentali per poter comprendere la differenza tra il mondo esterno e quello interiore che gli sarà d’aiuto per costruire un modello di rapporto con gli altri. Gli adulti spesso riescono a percepire e manifestare solo pochi sentimenti, perché alcuni per cultura sono approvati e incoraggiati come la gioia, mentre altri considerati negativi, come la paura e l’invidia, sono da nascondere o da temere. Al contrario, tutte le emozioni hanno la stessa importanza e non sono né positive né negative, adatte al genere femminile piuttosto che al genere maschile. E’ infatti fondamentale aiutare il bambino a riconoscerle e ad esprimerle con le parole.

riconoscere le emozioni

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I bambini piccoli collegano le emozioni ad eventi concreti come ad esempio la gioia può essere ricondotta alle coccole dei genitori, la rabbia ai dispetti dei fratelli, la tristezza ad un rimprovero e la paura al buio, al temporale o ad altro.

I bambini fino a circa 6 anni sono emotivamente sinceri, in quanto in questi anni sperimentano i propri e gli altrui stati d’animo, dopodiché sono in grado di mascherare le proprie emozioni, soprattutto se all’interno del contesto familiare, non gli si è data l’opportunità di esprimere le proprie emozioni e se le emozioni non sono mai state ascoltate o capite. Ciò non toglie che in età scolare impareranno comunque a mascherarle, in quanto sapere quando manifestare le emozioni e quando non manifestarle rappresenta la base per mantenere i rapporti sociali e contribuisce alla crescita della competenza emotiva del bambino.

 Come riconoscere le emozioni dei bambini?

Tutti i genitori possono imparare a riconoscere le emozioni dei propri figli seguendo piccoli ma importanti strategie. Innanzitutto occorre avere una buona conoscenza di se stessi, quindi essere in grado di riconoscere, capire e riuscire ad identificare i propri stati d’animo. In seguito si potrà imparare ad avere un ascolto empatico verso ciò che il bambino sta esprimendo talvolta con difficoltà.

Quando i bambini raccontano, nelle loro poche o tante parole ci sono anche paure, preoccupazioni, gioia, entusiasmo che meritano l’ascolto da parte dell’adulto. Spesso i bambini hanno difficoltà a descrivere l’emozione che stanno provando e quindi a nominarle, per questo occorre l’aiuto dell’adulto per identificarle e classificarle e solo così il bambino potrà imparare a distinguerle,ed  esprimere così  più facilmente il suo stato d’animo. Il bambino che ad esempio ha paura dei ladri durante la notte e che corre dai genitori o li chiama, deve imparare a gestire le sue emozioni attraverso il supporto e l’empatia dei genitori, senza che questi ultimi intervengano nella risoluzione del problema al posto del bambino; ciò non vuol dire che il bambino deve “arrangiarsi” ma che tramite il sostegno dei genitori e la loro comprensione rispetto alla paura lui sarà in grado piano piano di fare fronte ai suoi timori e risolverli.

I bambini, data la tendenza dell’adulto ad utilizzare termini vaghi per indicare i vari stati d’animo, non sono in grado di indicare con facilità i termini adeguati per descrivere l’emozione che sta provando; bisognerà quindi cercare di aiutarli a discriminare le varie emozioni imparando ad utilizzare i termini più appropriati per esprimerle.

Per insegnare ai bambini a comprendere e distinguere le emozioni si possono utilizzare alcuni strumenti:

  • ai bambini più piccoli si possono fare osservare delle figure/volti (ritagliate dalle riviste o stampate da internet ecc.) che esprimano le sei emozioni di base (gioia, rabbia, tristezza, meraviglia, paura e disgusto) per valutare la capacità del bambino di riconoscerle.
  • Per i bambini più grandi invece si può costruire il termometro delle emozioni dove oltre a distinguere le emozioni si attribuisce ad ognuna anche un’intensità. Verrà quindi costruito dai genitori e dai bambini, su un cartoncino, un grande termometro colorato con le diverse intensità (poco, abbastanza, molto e moltissimo) e si potranno esporre alcune situazioni (come ad esempio: “oggi l’insegnante mi ha sgridato perché ho spinto un compagno”, “volevo andare fuori a giocare con mio fratello più grande ma è iniziato a piovere”, “l’insegnante mi ha fatto i complimenti perché sono stato il più bravo in matematica”, “questa notte mi sono svegliato perché ho fatto un brutto sogno”, ecc.) di cui i bambini dovranno indicare nel termometro sia l’emozione che l’intensità del loro stato d’animo. Al termine di ciò si possono porre alcune domande (come ad esempio: “come mai in alcune situazioni il termometro ha segnato moltissimo e in altre poco?”, “pensi che si possa fare qualcosa per diminuire l’intensità delle emozioni spiacevoli?” ecc.). Durante questo gioco è fondamentale che i genitori facciano attenzione a non comunicare il messaggio sbagliato ce cioè che sono le situazioni a far sentire il bambino in un certo stato d’animo. Risulta quindi necessario evitare di utilizzare affermazioni come “la situazione che ti ha fatto arrabbiare” ma usando espressioni come “la situazione in cui ti sei arrabbiato”.
    termometro
  • Per tutti i bambini sia di età prescolare che scolare si può utilizzare il disegno, in quanto attraverso le rappresentazioni grafiche i bambini esprimono il loro mondo interiore, fatto di gioia, paura, rabbia ecc. Si può chiedere loro di rappresentare le diverse emozioni, ognuna in un foglio diverso, appendere i fogli in casa e utilizzarli per descrivere l’emozione che si sta provando dopo un litigio con il fratello, una caduta dolorosa, un rimprovero, un risveglio notturno ecc.. Questa attività può aiutare i genitori ad aprirsi ai propri figli accogliendo il loro bisogno di esprimersi.
  • Per tutti i bambini possono essere utili le favole lette con la presenza del genitore. E’ fondamentale permettere al bambino di prestare attenzione a quello che accade nella storia e riflettere insieme all’adulto su cosa sta succedendo. Le favole stimolano la fantasia dei bambini attraverso varie situazioni e diversi personaggi con caratteristiche ed emozioni differenti che aiutano i bambini a distinguere la fantasia dalla realtà.

Questi sono solo piccoli consigli ma che se utilizzati bene possono essere una grande risorsa per lo sviluppo emotivo dei bambini e per creare un rapporto di fiducia, sostegno e collaborazione tra bambini e genitori.

Dott.ssa Erika Silighini

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Erika Silighini

Psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi e specializzata in Psicoterapia Sistemica Relazionale. Nel mio lavoro ho approfondito la conoscenza dei bambini, la loro spensieratezza, il loro modo di giocare e imparato anche a conoscere i genitori, con il loro dubbi e lo loro certezze.