13 miti da sfatare sull’allattamento al seno

Questo articolo espone i più comuni timori e dicerie  relativi all’allattamento al seno. Domande che mamme e future mamme mi pongono ogni giorno a cui rispondo  dimostrando se si tratta di dicerie e falsi miti o meno.

L’allattamento al seno è uno degli argomenti su cui molte persone che circondano la neomamma si dilettano a dire la propria, molto spesso a sproposito. Tutti sembrano sapere se il bambino ha fame, se è sazio, se è viziato, se bisogna svezzarlo e addirittura come è la composizione del latte materno.

E’ un fenomeno che può sembrare divertente per una mamma con un allattamento affermato ma per una neo mamma tutto questo mette in crisi.
Vediamo insieme alcuni di questi miti:

1. Allattare è una questione di fortuna

Allattare non è una questione di fortuna ma di fisiologia in quanto siamo dei mammiferi.

Tutte le donne sono fisiologicamente predisposte, in quanto abbiamo una ghiandola mammaria e un collegamento ipofisario, a produrre latte nella quantità e qualità adeguata al proprio bambino.
Statisticamente solo 1 o 2 donne su 10.000 non allattano per problemi fisici o psichici!
Basti pensare che anche le mamme che adottano, se stimolano in modo opportuno il seno possono allattare.
La mammella durante tutta la gravidanza e sopratutto dopo la fuoriuscita della placenta, completa la sua maturazione e si predispone all’allattamento. Con la caduta dei livelli degli ormoni della gravidanza, inizia la produzione di prolattina e quindi di Colostro. In realtà molte donne gia in gravidanza stessa hanno già perdite di Colostro.

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Proseguendo, confermo di accettare i termini di utilizzo e il trattamento dei miei dati di Periodo Fertile.

Esistono due motivi per cui una mamma non può allattare e quindi non ha latte:

  • Una cattiva gestione dell’allattamento
  • Una anomalia della struttura mammaria o della funzione ghiandolare.

Consiglio questa lettura:

Allattare al seno

2. Allattare fa ingrassare

L’allattamento richiede un dispendio di circa 500 calorie in più al giorno. E’ importante, come in gravidanza, anche in allattamento prestare attenzione all’alimentazione in modo che sia sempre sana ed equilibrata.
In allattamento la donna non ha bisogno di mangiare per due perchè è stato visto che tra il metabolismo basale che c’è e la spesa energetica non c’è differenza tra la donna che allatta e quella che non allatta se non di 500 calorie. Però è vero che le mamme che non allattano nella maggior parte dei casi restano in sovrappeso più a lungo dopo il parto. Se si desidera perdere peso durante l’allattamento,basta fare attività fisica insieme al bambino, come 45 minuti di camminata al giorno per 5 giorni.

Parlane con la tua ostetrica e insieme stilate una dieta per questo periodo. Vedrai che i chili di troppo andranno via senza fatica e senza accorgersene perchè l’allattamento al seno è un fattore determinante nella perdita di questi e goditi questo momento.

3. Durante il periodo dell’allattamento bisogna bere almeno 3 litri di acqua al giorno

Falso. E’ importantissimo bere ma la donna non deve assolutamente sforzarsi. Di solito è consigliato bere un bicchiere d’acqua prima e dopo la poppata. Se si assumono liquidi in modo eccessivo è possibile che si crei un ristagno di questi nel seno materno al davanti delle ghiandole e può causare un edema con conseguente attacco scorretto e difficoltà di suzione del bambino.

4. Quando il bambino inizia a non rispettare dei tempi tra una poppata e l’altra e mangia anche ogni due ore e si sveglia la notte significa che il latte inizia a scarseggiare

Un bambino allattato esclusivamente al seno materno riceve da questo non solo alimentazione ma attaccandosi si disseta, rilassa, addormenta, consola. Questo vuol dire che risponde a moltissimi dei bisogni del bambino e la frequenza con cui lo chiede non ci fa determinare se il latte è scarso o poco nutriente. Inoltre la composizione del latte materno varia da poppata a poppata e può essere digeribile in tempi diversi nell’arco della giornata. I risvegli frequenti di notte sono importantissimi e fisiologici fino ai 3 anni di età per la maturazione del suo sistema nervoso e sono una protezione nei confronti della morte in culla. Durante la notte inoltre ci sono dei picchi di prolattina che sono indispensabili per aumentare la produzione del latte. Il seno è sempre in grado di soddisfare pienamente la richiesta di uno, due o più neonati contemporaneamente.

5. I legumi, i peperoni, i latticini e tanti altri cibi vanno consumati con moderazione perché favoriscono le coliche del neonato:

Ciò che crea fermentazione del legume, della buccia del peperone è la buccia e questa non passa nel latte, passano invece le sostanze nutritive.

E’ stato dimostrato che però alcune proteine presenti nell’alimentazione della madre possono passare nel suo latte e causare o sensibilizzare il bambino che soffre di coliche. Queste sono le proteine del latte vaccino.

Se vedete che il vostro bambino soffre di coliche potete eliminare dalla vostra alimentazione il latte vaccino, quindi evitando di mangiare latticini freschi come formaggi, yogurt e gelato. Se questo non porta dei cambiamenti nelle coliche del vostro bambino allora provate a prendere degli enzimi pancreatici.

Riassumendo:

  • Eliminare tutti i latticini per 7-10 giorni.
  • Se non ci sono miglioramenti potete riprendere ad assumerli.
  • Se ci sono miglioramenti, continuate ad eliminarli.
  • Se il vostro timore è quello di non assumere calcio, dovete sapere che questo può essere preso anche senza bere latticini. E’ stato dimostrato che le madri che allattano sono protette dall’osteoporosi anche se esse non prendono integratori di calcio. Il bambino assume il calcio dal vostro latte.

6. Allattare fa perdere i capelli:

Falso. Durante la gravidanza, gli ormoni hanno fatto si che i capelli, le unghie e la pelle fosse sempre splendidi. Cessata la gravidanza c’è una caduta degli ormoni e quindi i capelli che non si sono persi si perdono ora.

Basti pensare che la caduta dei capelli avviene anche in quelle donne che allattano il proprio bambino in modo artificiale.

Occorre solo avere la pazienza di attendere che l’esfoliazione del capillizio rientri nei ritmi normali. Un rimedio naturale per aiutare i vostri capelli è quello di assumere due tavolette di lievito di birra da 300mg l’una a pranzo e a cena.

7. Allattare rende miopi

Questa è semplicemente una credenza solo Italiana.

Ci sono due motivi per cui si associa la miopia all’allattamento:

1) a causa dell’aumento dell’estrogeno e del progesterone è possibile che lo spessore della cornea aumenti e questo porta ad avere un difetto di messa a fuoco, ma si tratta di una situazione momentanea e che migliora con la fine di questo.

2) Prima si partoriva intorno ai 20-25 anni quando proprio in questa età la miopia raggiunge la sua punta massima per poi stabilizzarsi.

L’allattamento non influisce assolutamente sulla miopia e  deve essere considerata soltanto una coincidenza.

8. Bisogna usare entrambi i seni ad ogni poppata

Realtà. E’ importante che un bambino stia tutto il tempo che desidera ad un seno in modo che prenda tutte le composizioni del latte contenuto in esso. Una volta che si è staccato da solo e si ritiene soddisfatto allora può essere spostato all’altro seno se ha ancora i segnali di fame. Offrire i seni ad ogni poppata nelle prime settimane aiuta la donna ad aumentare la sua produzione di latte.

9. Lo stress influenza la quantità del latte

Vero. Lo stress, la vita frenetica, le preoccupazioni molto importanti possono causare in pochissimi casi, ma ci sono, una scarsa produzione di latte anche se il corpo difende benissimo questa eventualità. E ‘realmente la suzione non efficace e la posizione scorretta che non permette una stimolazione adeguata del seno e quindi una sua diminuzione.

10. L’uso del ciuccio può interferire con l’allattamento

Realtà. La tettarella di un ciuccio se data ad un bambino che sta imparando la suzione al capezzolo può creare confusione e dei danni. La tettarella ha una forma ben definita e provoca quindi una stimolazione al palato molto forte che va ad attivare il riflesso di suzione. Il capezzolo materno invece ha una forma e una consistenza molto più morbida e il bambino può non sentire lo stesso stimolo come nel caso del ciuccio e non succhiare in modo efficace al seno. Inoltre è il capezzolo materno a formare il palato del lattante con l’allattamento.

11. E’ importante che anche il papà dia da mangiare al bambino quindi con un biberon in modo che si crei un legame anche con lui

La nutrizione fino al momento in cui il bambino non è pronto per essere svezzato e si alimenta di solo latte materno è deputata solo alla madre. I familiari, il genitore può creare un legame con il proprio bambino in tantissimi modi diversi come il prenderlo in braccio, massaggiarlo, portarlo in fascia. Queste sono cose molto importanti per la sua crescita e il benessere.

12. Il latte materno dopo i 6 mesi diventa acqua sporca

Il latte materno ha la meravigliosa capacità di adattare la sua composizione

Sono molti i miti che orbitano attorno alle neo madri. Il latte materno è l’alimento migliore per il neonato e non solo dal punto di vista nutritivo anche dal punto di vista immunologico e relazionale.
Inoltre, il solo latte materno fino ai 2 anni di età del bambino risponde di aiuto e supporto al suo livello immunitario che è ancora immaturo.

13. Se il bambino si agita durante la poppata vuol dire che non c’è più latte

Durante il momento della poppata il bambino può agitarsi per molti motivi e questo non vuol dire necessariamente che non ci sia più latte. Il motivo potrebbe essere un po’di aria nella pancia (riflesso gastrocolico) o addirittura un eccessivo riflesso di emissione del latte (troppo latte che fuoriesce dal seno a inizio poppata) o di reflusso gastroesofageo. Chiamate un’ostetrica per valutare insieme di cosa si tratta.

Alle future mamme consiglio già in gravidanza di avvicinarsi e scegliere una brava ostetrica e insieme parlare del tema dell’allattamento al seno e auguro alle neo mamme un sostegno adeguato sopratutto nel primo periodo. Mamme non esitate a chiedere aiuto alle Ostetriche, alle consulenti del latte e create una rete di sostegno fra neo mamme.

dott.ssa ostetrica Sara Notarantonio



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6 Commenti

  • Sono un uomo, quindi non una mamma né tanto meno un papà, ma sto studiando per un corso da Oss e tra le materie ho Elementi di puericultura.
    Devo dire che quello che scrive è molto interessante e questo articolo mi aiuterà nell’approfondimento degli studi.
    Ho appreso però che gli Oss non sono molto considerati in Maternità, e ciò mi dispiace perché emotivamente, e quindi ammetto anche un po’ egocentricamente, sono portato a credere che un Oss possa fare molto per le neo mamme e la famiglia fornendo utili consigli, e in reparto sia un’utile aiuto al mantenimento dell’igiene del neonato e al riconoscimento tempestivo delle problematiche che possono si presentare appena dopo il parto.
    Da esperta, le chiedo cosa ne pensa.

    Ad ogni modo, grazie anticipatamente degli utili consigli. Ne farò tesoro anche nell’eventualità che dovessi avere un figlio :sorriso:
    Buona giornata!

  • Bellissimo articolo di vero aiuto Grazie !!! Tante neo mamme dovrebbero sapere tutto questo per credere più in se stesse e allattare !!! Cosa molto importante !!! Io ho allattato fino a 8 mesi la mia bambina e farò lo stesso (e anche per più tempo se lo vorrà) la mia futura 2 bimba !!! :clapping: