Gemelli: tutto doppio? La mia esperienza

Quando si parla di gemelli balzano alla mente immagini di passeggini gemellari, doppi ovetti, doppi lettini, doppi seggiolini, doppi giochi… con i due genitori improvvisamente circondati e costretti a muoversi in un ambiente domestico ristretto e più simile ad un asilo nido che ad una casa.

Ma anche in questo, i gemelli sanno stupire, dimostrando spesso una predisposizione innata per la condivisione degli spazi e una straordinaria capacità di adattamento ai tempi e alle esigenze l’uno dell’altro, compensandosi e aspettandosi, quasi consapevoli sin dall’inizio di essere in due con un unica mamma.

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Nella mia esperienza, così, il passaggio zero-due si è rivelato per molti aspetti graduale, consentendoci di dotarci via via di quello che i bimbi richiedevano.

Al rientro a casa, infatti, io e mio marito ci siamo resi conto che i nostri gemellini Giulia e Davide avevano bisogno di stare costantemente vicini, pena un pianto nervoso ed ingiustificato, e che la sistemazione ideale era in un unico lettino, con entrambi posizionati orizzontalmente, anziché verticalmente, nel normale senso di utilizzo dei lettini. Per ricreare loro il senso di protezione dell’utero materno, abbiamo utilizzato due cuscini antispiffero piegati ad “U”, ideali anche per mantenere tra i bimbi un minimo di distacco ed evitare che qualche movimento dell’uno potesse infastidire o svegliare l’altro. I bimbi hanno condiviso così il lettino per tutti i primi quattro mesi di vita. Quando lo spazio è divenuto risicato, abbiamo posizionato due lettini vicini in unica stanza, sicuri che la percezione l’uno dell’altra avrebbe comunque garantito loro di addormentarsi sereni.

In bagno ci siamo attrezzati con un unico fasciatoio, consapevoli del fatto che comunque cambio pannolino e bagnetto sarebbero stati gestiti come momenti successivi nella maggior parte delle occasioni, vista l’impossibilità per una mamma di gestire quattro piedini agitati sotto lo stesso getto d’acqua (e vista l’impossibilità di far entrare nel nostro bagno ulteriore mobilio ). Nei primissimi tempi non abbiamo usato alcuna attrezzatura particolare: finché un bimbo veniva lavato nel lavandino, l’altro rimaneva adagiato sulla sdraietta, spostata in bagno per consentire di avere sempre sotto controllo entrambi i bimbi. Quando i gemelli sono cresciuti, abbiamo acquistato un unico supporto reclinato e dotato di ventose da inserire in vasca, continuando a gestire i bagnetti come attività successive (ci si inventa di tutto per intrattenere quello che sta fuori vasca, senza rischiare di annegare quello che sta dentro!). A volte in due genitori a quattro mani ci siamo dedicati al “bagnetto di famiglia” con i due bimbi seduti in vasca su un tappetino antiscivolo e un genitore dedicato ciascuno ad un solo bebè.

In cucina, con l’inizio dello svezzamento, ci siamo dotati di due seggioloni pappa, i modelli meno ingombranti in commercio, che consentissero di tenere affiancati i bimbi in uno spazio ristretto e con le due boccucce facilmente raggiungibili. Per il resto, si sono rivelati sufficienti un unico piattino a scompartimenti, un unico cucchiaio e un unico bicchierino per l’acqua, vista la pratica adottata con successo di alternare un boccone all’uno e un boccone all’altra.

Innegabilmente i gemelli comportano uno sforzo economico e fisico maggiore per i loro genitori, ma con piccole accortezze ci si può arrangiare con meno di quello che si potrebbe immaginare.

Nei primi tempi, il confronto con bis-mamme già entrate nel ruolo può aiutare ad individuare soluzioni efficienti e può guidare nella scelta degli acquisti che meglio si adattano alle esigenze dei propri bimbi. Poi a piccoli passi si fa esperienza anche in questo!

Ecco allora che per una bis mamma non è necessaria sempre doppia energia, anzi spesso pur con tempi e forze necessariamente misurati, si ottengono risultati più che raddoppiati!

Mamma Paola

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