La scialorrea, ossia l’eccessiva produzione di saliva, fa parte di quei sintomi strani e inaspettati che alcune donne si trovano a sperimentare in gravidanza.
Gli esperti parlano di ipersalivazione gravidica o ptialismo gravidico, una condizione che, per quanto benigna e passeggera, può essere molto fastidiosa da sopportare, rendendo difficile deglutire, parlare, dormire, e andando ad accentuare la nausea e il malessere generale.
La ragione? Alcuni ricercatori ipotizzano un effetto protettivo nei confronti dell’acidità di stomaco spesso associata alla nausea del primo trimestre. Ecco cosa devi sapere se sta capitando anche a te.
Indice
Quando compare la scialorrea in gravidanza e quanto dura?
L’ipersalivazione può comparire già a inizio gravidanza, fin dalle prime settimane, e spesso si accompagna a nausea e vomito. In genere è presente soprattutto dopo i pasti e la sera.
Solitamente tende a regredire intorno alla 12° settimana, quando anche la nausea migliora. In alcune donne, però, può durare diversi mesi e, più raramente, fino al parto.
Il fatto che la scialorrea possa continuare oltre il primo trimestre non significa necessariamente che ci sia un problema nella gravidanza, ma merita comunque di essere riferita al medico se è intensa o interferisce con la vita quotidiana.
Quali sono le cause di scialorrea in gravidanza?
Al momento non sono note, ma si ritiene che l’eccesso di salivazione sia collegato agli ormoni della gravidanza, come accade per molti altri sintomi della gestazione.
Scialorrea e nausea: perché spesso compaiono insieme?
Il motivo per cui le due condizioni compaiono spesso insieme non è ancora completamente chiarito.
Una delle ipotesi è che l’aumento della salivazione possa avere, almeno in parte, una funzione protettiva nei confronti di vomito e reflusso acido. La saliva contiene infatti altre sostanze che contribuiscono a neutralizzare gli acidi e può aiutare a proteggere i denti e la mucosa della bocca e dell’esofago.
A sua volta, però, la nausea può rendere sgradevole o difficile deglutire la saliva e accentuare il malessere. Anche per questo, alcune donne tendono a eliminarla (ad esempio con l’aiuto di un fazzoletto) anziché inghiottirla.
Gli studi suggeriscono che la scialorrea è particolarmente frequente nelle donne che presentano nausea e vomito particolarmente importanti (iperemesi gravidica). Questo non significa, però, che chi soffre di scialorrea svilupperà necessariamente un’iperemesi gravidica. La scialorrea può infatti presentarsi anche come sintomo isolato.
La scialorrea in gravidanza è pericolosa?
Produrre più saliva del normale non è pericoloso per la donna in gravidanza, e nemmeno per il suo bambino. La scialorrea è una condizione benigna e temporanea anche se può essere fonte di grande disagio.
Il discorso cambia quando l’ipersalivazione si accompagna a vomito frequente, incapacità di alimentarsi o bere, perdita di peso o disidratazione. In questi casi il problema da valutare non è tanto la saliva in sé, quanto la possibile presenza di iperemesi gravidica.
In questi casi, per evitare complicazioni per mamma e bambino, è importante contattare il ginecologo e l’ostetrica.
Cosa si può fare per ridurre a scialorrea?
Purtroppo, non esiste al momento un trattamento specifico della scialorrea gravidica. Per questo l’approccio viene generalmente adattato ai sintomi della singola donna, soprattutto quando la scialorrea è associata a nausea e vomito. Il trattamento di questi ultimi può contribuire a migliorare anche il problema della salivazione in alcune pazienti.
Se la saliva è difficile da deglutire perché accentua la nausea, può essere più pratico sputarla quando necessario, piuttosto che sforzarsi continuamente di deglutirla.
È utile inoltre mantenere una buona igiene orale, soprattutto se la scialorrea è accompagnata da vomito frequente. Il vomito espone infatti i denti all’acidità gastrica e può favorire le evidenze specifiche sul rapporto tra iperemesi e salute orale sono ancora in evoluzione.
Per quanto riguarda farmaci o integratori specifici, è bene non ricorrere autonomamente a prodotti che riducono la salivazione: in gravidanza la scelta di un trattamento deve tenere conto non solo dell’efficacia, ma anche della sicurezza e della compatibilità con la gestazione.
Piccoli accorgimenti possono aiutare
- Spazzolare i denti
- Mangiare snack asciutti
- Bere molta acqua
- Succhiare un cubetto di ghiaccio o un ghiacciolo
- Masticare chewing-gum
- Succhiare una fettina di limone
- Avere sempre a portata di mano fazzolettini per asciugarsi la bocca
- Usare un burro cacao per prevenire o alleviare le possibili screpolature sulle labbr
Quando parlarne con il medico?
- Se la salivazione è così abbondante da rendere difficile mangiare, bere, dormire, parlare o svolgere le normali attività quotidiane, è importante consultare il ginecologo o l’ostetrica.
- Anche se la scialorrea si associa a vomito frequente, difficoltà a mantenere i liquidi, perdita di peso, urine molto scure o scarse, capogiri o svenimenti, è fondamentale rivolgersi al medico, perché questi disturbi possono essere segnali di disidratazione o di una forma più importante di nausea e vomito della gravidanza (iperemesi gravidica).
- Infine, una scialorrea che compare senza nausea e che persiste a lungo merita anch’essa di essere segnalata: sebbene possa trattarsi semplicemente di ipersalivazione gravidica, è bene valutare il quadro complessivo ed escludere altre possibili cause.
In conclusione
La scialorrea in gravidanza è un sintomo reale, anche se non molto frequente. Può manifestarsi con una produzione di saliva molto abbondante, spesso insieme a nausea e vomito, e in alcuni casi può avere un impatto importante sulla vita quotidiana.
La causa precisa non è ancora conosciuta e non esiste una terapia specifica con efficacia dimostrata. Nella maggior parte dei casi non sembra rappresentare un rischio diretto per la gravidanza, ma quando è associata a vomito importante o difficoltà ad assumere liquidi e alimenti è importante non sottovalutare il quadro.
Soprattutto, vogliamo sottolineare che la scialorrea non è un sintomo “immaginario” né qualcosa di cui vergognarsi. Se l’eccesso di saliva rende difficili le tue giornate, parlane con il tuo ginecologo o l’ostetrica per valutare in modo approfondito il quadro dei tuoi sintomi e, se necessario, agire con i giusti rimedi.
Fonti
- Morton A, He JW. Ptyalism gravidarum. Obstet Med. 2025 Jun;18(2):69-74. doi: 10.1177/1753495X241290668. Epub 2024 Oct 21. PMID: 39553177; PMCID: PMC11563533.
- Nelson-Piercy C, Dean C, Shehmar M, Gadsby R, O’Hara M, Hodson K, Nana M; Royal College of Obstetricians and Gynaecologists. The Management of Nausea and Vomiting in Pregnancy and Hyperemesis Gravidarum (Green-top Guideline No. 69). BJOG. 2024 Jun;131(7):e1-e30. doi: 10.1111/1471-0528.17739. Epub 2024 Feb 4. Erratum in: BJOG. 2025 Sep;132(10):1541. doi: 10.1111/1471-0528.18258. Erratum in: BJOG. 2026 Aug;133(9):1823. doi: 10.1111/1471-0528.70298. PMID: 38311315.