Come e quando richiedere la maternità anticipata: tutto quello che serve sapere

Per una futura mamma in attesa l’inizio dell’astensione per maternità sarebbe di rito al compimento dell’ottavo mese di gravidanza.

Tuttavia Il testo unico della Maternità e Paternità (art. 17 D.Lgs. n. 151/2001) prevede, in determinati casi, un’astensione anticipata per la lavoratrice.  Si tratta di una misura adottata in quelle situazioni particolari che non consentono alla dipendente di proseguire, in sicurezza, nello svolgimento delle proprie mansioni.

Che cos’è la maternità anticipata

La cosiddetta maternità anticipata consiste nell’astensione dal lavoro ante tempus rispetto ai canonici termini previsti per il congedo obbligatorio. La legge prevede questa misura al verificarsi delle seguenti condizioni:

  1. gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;
  2. condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino;
  3. svolgimento di lavori pericolosi, faticosi ed insalubri ovvero di attività rischiosa per la sicurezza e la salute e impossibilità di spostamento ad altre mansioni.

Analizziamo brevemente le singole ipotesi

  1. gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose.
    Si tratta di una situazione di rischio nello svolgimento delle mansioni lavorative dovuta non all’attività in sé, bensì allo stato di salute della lavoratrice. In tal caso (e solo in questo) sarà il ginecologo a rilasciare un certificato medico in cui chiaramente indica i motivi per i quali la futura mamma dovrà astenersi anticipatamente dal lavoro al fine di salvaguardare la propria salute e quella del nascituro. Il ginecologo, inoltre, determinerà se l’astensione anticipata è temporanea o continuativa fino all’ingresso in congedo obbligatorio, a seconda del tipo di complicanze ravvisate nella paziente. La lavoratrice, con tale certificato medico, si recherà presso gli sportelli dell’ULSS di appartenenza e farà la richiesta di maternità anticipata.Se il periodo di maternità anticipata è temporaneo (secondo quanto indicato dal medico curante), al termine dello stesso la lavoratrice dovrà riprendere l’attività lavorativa. Salvo che il ginecologo, in una successiva visita, ritenga di dover ampliare il periodo di astensione anticipata e pertanto la futura mamma procederà con il nuovo certificato medico a fare una successiva istanza presso gli sportelli ULSS.
  1. 3. Le    condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino; svolgimento di lavori pericolosi, faticosi ed insalubri ovvero di attività rischiosa per la sicurezza e la salute e impossibilità di spostamento ad altre mansioni.Si tratta di una situazione di rischio legata alla tipologia di lavoro e all’impossibilità di adibire la futura mamma ad altre attività più “sicure”. In questo caso l’ente preposto emanerà un provvedimento di interdizione anticipata, normalmente su richiesta del datore di lavoro, che sarà continuativo fino all’ingresso in congedo obbligatorio e tale provvedimento potrà variare esclusivamente qualora vi sia una redistribuzione delle mansioni a livello aziendale che permetta alla lavoratrice di rientrare al lavoro per occuparsi di  “attività non a rischio”. In quest’ultimo caso sarà necessaria una ulteriore comunicazione all’ente preposto per la cessazione del periodo di astensione anticipata.

maternità anticipata

Chi decide quali sono i lavori “a rischio”

Le lavorazioni faticose od insalubri sono quelle tassativamente elencate all’art. 5 del DPR 1026/76. In tale normativa è prevista inoltre l’indicazione delle attività per cui l’astensione al lavoro dovrà essere adottata fino al compimento del terzo mese di vita del neonato, e quelle per le quali l’astensione al lavoro dovrà essere adottata fino al compimento del settimo mese di vita del neonato. (esempio art. 5 DPR 1026/76 “[…]assistenza e cura degli infermi nei sanatori e nei reparti di malattie infettive […]”)

Inoltre ulteriori elenchi di lavorazioni “a rischio” possono essere ricomprese esplicitamente nel documento di valutazione dei rischi che ogni azienda deve redigere. In tale documento, infatti, vengono riportate, tra le altre cose, le lavorazioni specifiche dell’azienda che, per tipologia o modo in cui vengono svolte, comportano rischi per la salute delle lavoratrici in gravidanza e madri (esempio esposizione eventuale ad agenti fisici, chimici, biologici ecc.)

Trattamento economico durante la maternità anticipata

Durante questo periodo di astensione anticipata dal lavoro, alla lavoratrice spetta lo stesso identico trattamento riconosciuto durante il periodo di congedo obbligatorio (due mesi prima e tre mesi post parto).

Come richiedere la maternità anticipata

La richiesta di interdizione anticipata, come sopra accennato, viene presentata:

  1. dalla lavoratrice presso lo sportello ULSS di appartenenza in caso di richiesta di maternità anticipata per “gravidanza a rischio” (attestata dal certificato medico). L’istanza verrà quindi compilata sulla modulistica rilasciata dall’ULSS. Sarà poi l’ULSS ad effettuare le pratiche telematiche di inoltro della domanda ai vari enti preposti. L’accoglimento della domanda verrà comunicato alla lavoratrice e al datore di lavoro con una lettera postale. Nel periodo intercorrente tra la data di richiesta e la data di accoglimento la lavoratrice rimarrà, normalmente, a riposo per malattia.
  2. Dal datore di lavoro in modalità telematica in caso di richiesta di maternità anticipata per “lavoro a rischio”. In questo caso la lavoratrice non dovrebbe effettuare alcun adempimento e sarà il datore di lavoro ad occuparsi delle pratiche necessarie a livello telematico.

Anche in qui l’accoglimento della domanda di astensione anticipata verrà comunicato alla lavoratrice e al datore di lavoro con una lettera postale. Nel periodo intercorrente tra la data di richiesta e la data di accoglimento la lavoratrice rimarrà, normalmente, a riposo per ferie/permessi/assenza giustificata.

Qualora le domande (presentate dalla lavoratrice o dal datore di lavoro) vengano respinte per mancanza delle condizioni previste per legge, la lavoratrice è invitata a rientrare al lavoro per l’espletamento delle proprie mansioni.

Tempistiche e modalità per la presentazione della domanda

Al momento dell’insorgenza della situazione di rischio la domanda dovrà essere presentata immediatamente.

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