La Placenta, più di un organo? Alla scoperta dei suoi “poteri”

“Quel simbolo d’amore con cui tutti arriviamo,
quella palude rossa di cui eri ninfea,
con il cordone bianchissimo,
gettato attraverso,
come una radice estirpata dall’acqua,
come una radice liberata dal cuore”.
George Ella Lyon

Da secoli e ovunque nel mondo, la placenta era venerata e le erano conferiti poteri occulti, considerata come il gemello del neonato o come il suo angelo custode. La si trattava con rispetto e si organizzava (ancora oggi in certe culture) riti per accoglierla, ringraziarla del suo ruolo protettivo e nutritivo o ancora per seppellirla o consumarla.
Oggi nelle nostre culture occidentali, la placenta è considerata come un semplice rifiuto biologico. La maggior parte delle persone non conosce questo “straordinario organo” né le sue proprietà affascinanti. Questo articolo ha l’obiettivo di rendere giustizia a questo organo così importante e proporre modi più rispettosi di trattarlo per il più grande beneficio della madre e del suo bambino.

La placentofagia o il fatto di consumare la placenta del proprio bambino è una pratica non abituale e anche controversa per la maggior parte delle persone. La placenta contiene molto ferro, proteine, minerali e altri elementi nutritivi che sono esattamente proporzionali ai bisogni della mamma dopo il parto. Oltre a compensare la perdita di ferro, il calo ormonale, ridare energia, la placenta possiede delle proprietà meravigliose. Infatti, il solo fatto di consumare un pezzetto di placenta crudo (frullato con succo di frutta) dopo il parto permette di limitare la perdita di sangue. Gli ormoni presenti nella placenta si mettono immediatamente in contatto con l’utero e fermano l’emorragia. L’ostetrica Ibu Lim Robin (Bali) racconta che più di una volta è ricorsa a questa pratica per un’emorragia post-partum. E’ quanto efficace quanto un farmaco, ma essendo prodotta dal nostro corpo viene assimilata meglio dando una risposta migliore.

Nella pratica antica della Medicina Cinese era naturale per una neo-madre consumare la propria placenta, facendola seccare e riducendola in polvere. Diventava un integratore alimentare per la mamma durante tutto il periodo del puerperio per contrastare la perdita di sangue e quindi di energia.

placenta

Artista: Sara Stradi

Oggi, questa pratica è confermata da molte esperienze empiriche. Dopo l’espulsione della placenta (il secondamento), con molta calma (anche dopo 2/3 ore) dopo il taglio del cordone, si comincia la preparazione della placenta. Viene lavata delicatamente e poi tagliata in fette sottili. Si essicca  in un essiccatore elettrico (8/10 ore). Una volta completamente disidratata si riduce in polvere e si incapsula. Si ottengono di media un centinaio di capsule. Le capsule vengono prese tutti i giorni durante i puerperio, poi si calano progressivamente le dosi durante l’esogestazione (9 mesi dopo la nascita del bambino).

Le donne che hanno riconosciuto i benefici della placentofagia raccontano di un immediato senso di benessere dopo l’assunzione della polvere di placenta, il latte non è mai mancato (potrebbe anche anticipare la montata lattea) e l’energia vitale era migliorata.
E’ una vera e propria risorsa endogena: perfettamente adatta ai bisogni della madre in quanto da lei prodotta. Un integratore su misura, sicuramente biologico ed ecologico!

Oppure,da un pezzettino fresco di placenta si può preparare una tintura madre, ovvero un macerato alcoolico di placenta. Dopo una lunazione (luna nuova), la tintura madre è pronta ad essere diluita più volte in modo tale da ottenere diversi rimedi in risposta ai piccoli disagi dell’infanzia.

Varie diluizioni per i vari sintomi del piccolo: coliche del lattante, febbre, irritazioni cutanei, raffreddore, agitazione, dentizione, dopo vaccino, rinforzo sistema immunitario, ecc.

Un alleato anche per la mamma nei momenti di stanchezza, stress, per incrementare il latte, nei disturbi mestruali, ecc.
La placenta continua il suo ruolo attraverso queste diverse preparazioni. E’ una risorsa straordinaria sia per la mamma che per il bambino.

Oppure, si può tagliare un pezzettino di placenta vicino all’inserimento del funicolo. Si lava delicatamente con acqua e si mette il pezzettino grande come un’unghia dentro un contenitore trasparente pulito e viene fatto bollire immerso in 500 ml di soluzione alcolica di almeno 40°. Si lascia questo contenitore alla luce per 21 giorni e 2 volte al giorno si capovolge.

Dopo questi 21 giorni si filtra il contenuto con un colino e si mette in un contenitore scuro e si conserva al buio.

Ora prendiamo 10 cc del liquido e lo diluiamo con 90 cc di acqua bollita e lo scuotiamo per 100 volte.

Prendiamo  10 cc del liquido ottenuto e lo mettiamo in una boccetta. Buttiamo i 90 cc rimasti e aggiungiamo invece 90 cc di acqua bollita.

Scuotiamo per 100 volte.

Ripetere l’operazione 4 volte.

L’utilizzo è assumere 3-4 gtt sotto la lingua più volte al giorno a seconda della necessità.

Questa soluzione può essere tenuta tutta la vita e serve per le coliche del bambino, dentizione, malattie.

Ostetriche e Doule possono venire al Vostro domicilio  per preparare insieme questi rimedi.

A Te mamma, tutto il potere per una nascita gioiosa .

Ostetrica Sara Notarantonio  & Doula Bérénice Delacour

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!