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Come prevenire le infezioni di origine alimentare in gravidanza?

In collaborazione con Napisan

Appena scoperta una nuova gravidanza, una delle prime preoccupazioni che insorgono è: cosa posso mangiare?

La paura risiede della possibilità di contrarre qualche infezione di origine alimentare che potrebbe essere trasmessa al bambino durante la gravidanza. In effetti ci sono diverse patologie che possono essere contratte attraverso una errata conservazione o una insufficiente o inadatta preparazione e cottura.

Le infezioni di origine alimentare pericolose per la gravidanza

E’ il caso della toxoplasmosi, della listeriosi o anche la salmonellosi. Tutte e tre queste infezioni vengono scongiurate attraverso una buona cottura degli alimenti perché i rispettivi microrganismi che le provocano muoiono con le alte temperature.

Però, mentre la listeriosi e la salmonellosi riguardano solo alimenti poco cotti (ma che generalmente si consumano cotti) o conservati male (es formaggi freschi e molli), la toxoplasmosi può essere contratta anche attraverso il consumo di frutta e verdura che normalmente non prevedono cottura.

Attenzione alle superfici

Nella prevenzione di infezioni facciamo attenzione anche alle superfici di appoggio degli alimenti. Molto spesso la normale pulizia di base, con l’utilizzo di spugne non perfettamente pulite o non nuove, può lasciare residui di microbi sulle superfici, tavola, seggiolone, per cui, se poggiamo su di esse ortaggi, frutta e verdura, anche già lavati con le procedure di cui sopra, potrebbero contaminarsi ugualmente. E’, quindi, opportuno utilizzare un detergente igienizzante per superfici a contatto con gli alimenti. Un esempio può essere lo spray igienizzante Napisan per superfici, non lascia residui e non necessita di risciacquo. Per una maggiore comodità (quando, ad esempio, si è fuori casa), possono essere molto utili le salviette igienizzanti Napisan, che in un semplice gesto rimuovo germi e batteri ma anche sporco, grasso e residui di cibo.

Toxoplasmosi

Il Toxoplasma gondii è un parassita appartenente al regno dei protisti (quindi non è un batterio) ed ha un ciclo vitale diviso in due fasi:

  • La prima fase avviene attraverso il passaggio nell’organismo di un felino, che si infetta mangiando carne cruda di un animale infetto a sua volta, contenente cisti di toxoplasma. Queste si riproducono sessualmente, infettando le pareti intestinali, e attraverso le feci, vengono espulse sotto forma di sporocisti.
  • La seconda fase consiste nell’ingestione di oocisti di toxoplasma già passato attraverso l’intestino di un felino o con l’ingestione diretta di carne cruda di animale infetto. In questo caso la riproduzione del parassita è esclusivamente asessuata.

Generalmente, in persone in buono stato fisiologico con un efficiente sistema immunitario, l’infezione è asintomatica o quasi, per cui non ci si rende conto di averla contratta fin quando non si effettua un dosaggio degli anticorpi su sangue.

Toxoplasmosi in gravidanza

Se in organismi già maturi (anche bambini di pochi anni) la toxoplasmosi non dà particolati problemi, purtroppo lo stesso non si può dire per le donne in gravidanza. L’infezione si può contrarre in qualunque trimestre, a mano a mano che la gravidanza procede aumenta la probabilità di trasmissione al bambino, ma i danni maggiori si possono avere se l’infezione attraversa la placenta nei primi mesi.

Fortunatamente sono molti i casi in cui non ci sono conseguenze per i bambini, ma purtroppo esistono anche casi negativi, quindi l’importante è effettuare una buona prevenzione.

Prevenire la toxoplasmosi

Per prevenire l’infezione da Toxoplasma gondii ci sono delle semplici regole da seguire:

  • Evitare viaggi in paesi in cui le condizioni igienico – sanitarie sono ancora precarie
  • Evitare di bere acqua non depurata
  • Assumere alimenti, soprattutto carni, ben cotte (almeno 70°C fino al cuore dell’alimento)
  • Cuocere, quando possibile, i vegetali da consumare
  • Evitare il contatto con la lettiera del gatto (per tutto il resto il gatto non rappresenta un problema e può tranquillamente convivere con la futura mamma)
  • Lavare accuratamente ortaggi, frutta e verdura da consumare crudi. Quando possibile, sbucciare.

Lavaggio degli alimenti vegetali

Teoricamente, per eliminare i residui di oocisti di Toxoplasma gondii dai prodotti vegetali potrebbe essere sufficiente un lavaggio energico sotto acqua corrente.

Purtroppo, però, per nostra natura andiamo sempre di fretta, abbiamo poco tempo per fare tutto ed incastrare tutti gli impegni. Difficilmente abbiamo la possibilità di passare almeno un quarto d’ora a strofinare con forza gli alimenti sotto acqua corrente e comunque rimarremmo con il dubbio che sia stato sufficiente. Quindi possiamo utilizzare una soluzione di acqua e bicarbonato di sodio da utilizzare dopo un bel lavaggio (che comunque rimane il trattamento di base), nella quale lasciare in ammollo gli alimenti per circa 15-20 minuti.

Ci sono altre opzioni, prodotti disinfettanti a base di cloro, che, però, comportano altre incombenze: bisogna diluirli, in quanto prodotti tossici quando concentrati, irritanti se non diluiti correttamente, pericolosi se mischiati ad altre sostanze che non siano acqua fredda. Inoltre, necessitano di un risciacquo approfondito, per evitare che rimangano residui sui vegetali stessi che dobbiamo mangiare (ne cambiano il sapore e non sono sostanze da ingerire).

Il bicarbonato non è pericoloso se ingerito né modifica il sapore dei vegetali, quindi si può usare con maggiore tranquillità.

Dott.ssa Giovanna Corona

BIBLIOGRAFIA:

  • Infezione da toxoplasma in gravidanza, Dipartimento di salute della donna e del bambino, Università degli Studi di Padova
  • epicentro.iss.it
  • humanitas-sanpiox.it
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Dott.ssa Giovanna Corona

Dottore di ricerca in Patologia Generale e master in Prevenzione Sanitaria Ambientale. Titolare di SINAS – Studio Integrato di Nutrizione, Ambiente e Salute, dove svolge la sua attività integrando tra loro i tre mattoni della prevenzione: nutrizione, fattori ambientali e gli effetti sulla salute umana.