Disfunzione erettile e ricerca di un figlio: risponde l’andrologo

La disfunzione erettile può portare all’incapacità di concepire un figlio? Quali rimedi si possono adottare?

Salve, sono una ragazza di 24 anni e sono insieme ad un uomo di 39 anni. Stiamo cercando un figlio, il mio ginecologo ci ha fatto già fare tutti gli esami pre-concezionali per via del fatto che io ho l’ovaio policistico e soffro di ipotiroidismo. I risultati sono tutti buoni, ma ho difficoltà ad ovulare e quindi sono al secondo ciclo di clomifene. Stiamo però avendo anche dei problemi nella sfera sessuale e la cosa ci sta creando delle preoccupazioni.

coppia

Nell’ultimo anno non abbiamo avuto una grande vita sessuale perché io ho subito un importante intervento alla gamba e quindi ero “fuori uso”. Siamo pertanto “fuori allenamento”. Ormai è da mesi che sto cercando di ritrovare e ricreare la nostra intimità ma lui ha dei problemi, si blocca, non riesce ad avere un’erezione oppure se ce l’ha la maggior parte delle volte non riesce a tenerla.
Non so come aiutarlo, oltre a stargli vicino e a non farglielo pesare, ma io dentro ci sto male e sono preoccupata, non so se è qualcosa di fisico oppure di psicologico, magari per lo stress del lavoro , per via che suo papà sta male o comunque ormai l’ansia di deludermi e di non sapermi dare il figlio che tanto desideriamo.
Io ora voglio sapere cosa posso fare, come posso aiutarlo, perché lui di farsi aiutare da uno specialista non ne vuole sapere.
Spero mi possa dare qualche consiglio.
Grazie.

Risponde l’andrologo

Gentile lettrice,

voglio innanzitutto tranquillizzarla in quanto il problema di cui soffre il suo compagno è molto più comune di quanto si possa pensare.
La disfunzione erettile rappresenta, dopo l’eiaculazione precoce, il principale disturbo sessuale nell’uomo e se non adeguatamente trattata può portare a calo del desiderio sessuale, stress psico-fisico e paura nell’affrontare in maniera serena il rapporto sessuale. 
Le problematiche relative alla difficoltà di ottenere una gravidanza e l’intervento alla gamba che vi ha portato “fuori allenamento”, rappresentano sicuramente una concausa del problema ma per un corretto inquadramento clinico e soprattutto terapeutico sarebbe opportuno indagare la presenza di eventuali patologie organiche.
Una componente psicologica in questo tipo di disturbo è comunque *sempre* presente, e porta il suo partner ad affrontare i rapporti sessuali in maniera ansiogena creando un circolo vizioso di sfiducia ed inadeguatezza che inevitabilmente conduce alla difficoltà a raggiungere o mantenere l’erezione, come da lei accuratamente descritto.
 
La terapia medica, sia che la causa sia esclusivamente psicologica o organica, in questo campo ha fatto passi da gigante e non vi è nulla che non sia risolvibile con l’aiuto di un bravo andrologo.
 
Rimango a disposizione per ogni ulteriore chiarimento
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