Zuccheri, sale e proteine: quali sono gli errori dello svezzamento?

Solitamente, per i primi 6 mesi di allattamento, il latte è in grado di soddisfare tutte le esigenze del lattante. Tuttavia, il timing del “divezzamento” (o svezzamento)  o dell’alimentazione complementare, non è uguale per tutti ma dipende da numerose variabili individuali: per esempio alcune specifiche richieste nutrizionali del bambino, il suo sviluppo neurofisiologico, la crescita staturo-ponderale, il rapporto mamma-bambino, le esigenze della mamma e il contesto socio-culturale.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), il maggior organo di controllo della salute a livello mondiale, raccomanda l’allattamento ESCLUSIVO al seno per i primi 6 mesi di vita e ancora che “tra i 4 e i 6 mesi possono essere dati alimenti complementari solo se il bambino ha fame e non cresce”. Questa seconda indicazione presuppone il fatto che ci sia un controllo del pediatra.

errori svezzamento

Per quale motivo è importante rispettare i tempi?

Se ogni bambino percorre un percorso differente nella scoperta dei cibi, è essenziale rispettarne le esigenze e fare riferimento ad alcune linee guida del divezzamento, ai fini di evitare la comparsa di alcuni disturbi:

  • Non esiste una precisa sequenza di introduzione degli alimenti; la parola d’ordine deve essere variare, considerando che il gusto del bambino si forma nei primi 3 anni e che quanto sarà più varia la sua alimentazione in questo periodo, tanto sarà più facile avere una alimentazione corretta da adulto;
  • l’introduzione precoce (<4 mesi) o tardiva (>7 mesi) dei cibi solidi è associata allo sviluppo di allergie e intolleranze; per quanto riguarda l’insorgenza di celiachia, si raccomanda di introdurre gradualmente a partire dal 6° mese cereali contenenti glutine.
  • la somministrazione di bevande zuccherate (thè, tisane, succhi di frutta, acque zuccherate) è associata alla riduzione del consumo di latte materno e allo sviluppo precoce di obesità; in particolare la prevalenza di obesità a sei anni è il doppio nei bambini che consumano bevande zuccherate rispetto a quelli che non le consumano. A parte il latte, l’unica bevanda a dover essere offerta dai 6 mesi in poi è l’acqua. Vedi : perchè limitare l’uso dello zucchero
  • l’assunzione di cibi ad alto contenuto di sale è associata a patologie cardio vascolari in età adulta. Secondo i LARN, l’assunzione adeguata di sodio nel secondo semestre di vita è pari a 0,4 g/die.
    vedi:  Svezzamento e sale: usarlo o no?

Le proteine e i lipidi

Un capitolo a parte meritano le proteine, i cui apporti in età pediatrica sono un argomento ancora oggi ampiamente dibattuto. Da alcuni studi infatti è emersa un’associazione positiva tra elevata assunzione proteica (>15% energia giornaliera) nelle prime fasi della vita e aumentato rischio di sviluppare obesità e altre patologie cronico-degenerative nelle età successive, specialmente considerando le proteine di origine animale. Per questo motivo, il latte vaccino, che presenta un elevato contenuto proteico rispetto a quello materno, è raccomandato solamente dal 12° mese.

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Al contrario, una dieta povera di lipidi è vivamente sconsigliata durante lo svezzamento, in quanto sembra esercitare un ruolo protettivo contro l’obesità: è dunque molto più importante fare attenzione alla qualità dei lipidi, piuttosto che alla quantità.

È pertanto auspicabile, ove possibile, mantenere l’allattamento durante la finestra temporale del divezzamento, cercando di ridurne progressivamente la frequenza nell’arco dei mesi. Questo svolgerà ruolo protettivo per entrambi:

  • protegge il bambino dalle infezioni respiratorie, dal rischio di obesità, diabete 2 e malattie cardiovascolari;
  • protegge la madre dal rischio di cancro al seno.

Inoltre la prolungata produzione di latte favorirà nella madre la perdita di peso post-parto.

Francesca Giopp per Madegus

Fonti: “Manuale di nutrizione in età evolutiva”, 2017

Madegus

Maestri del Gusto è una società spin off accademico che si occupa di educazione alimentare e divulgazione ludico scientifica nel campo della nutrizione. Studia, progetta e realizza corsi, laboratori, interventi didattici e apposite strumentazioni rivolti a tutti gli interessati, scuole, aziende e professionisti.