Mamma svezzami. Autosvezzamento e nuove consapevolezze.

Lo svezzamento era un argomento che mi sembrava complesso e mi riempiva di ansie. Ho provato ad affrontarlo aprendomi a nuove conoscenze e consapevolezze. Ho conosciuto con il passare del tempo l’ autosvezzamento, l’alimentazione complementare a richiesta e vorrei raccontarvi qualcosa della mia esperienza, sperando di poter essere d’aiuto o anche solo un input per affrontare al meglio un momento che, soprattutto per noi mamme, simboleggia un passaggio importante.

Un passaggio che a volte viene “imposto” senza avere la pazienza o anche solo la piccola accortezza di osservare il nostro bimbo.

Secondo le linee giuda dell’Organizzazione Mondiale della Sanità l’allattamento materno esclusivo è raccomandato per i primi 6 mesi di vita del bambino, qualora non intervengano problemi o decisioni di diversa natura. Anche l’allattamento con latte artificiale è raccomandato anch’esso in maniera esclusiva per i primi 6 mesi del bimbo.
Al compimento del 6° mese (o intorno ai 5 mesi e mezzo con l’assaggio di frutta) sembra scattare il timer di un orologio (o di una bomba! :D) e la mamma che decide di seguire uno svezzamento classico per il proprio bambino si rifornisce di verdure per il brodo e di creme di riso, mais e tapioca e così via.

Ecco questa è la strada che io avevo deciso di seguire con la mia bimba, salvo poi avere nuove informazioni, acquisire nuove consapevolezze e modificare strada facendo il mio punto di vista e mie “strategie” nei confronti dell’alimentazione di mia figlia. La mia bimba ha compiuto i sei mesi nel mese di luglio, la sua prima pappa si componeva di 150-200cc di brodo vegetale di zucchina, carota e patata, 4 cucchiai da minestra di crema di riso e un cucchiaino di olio evo.

Nonostante la mia curiosità e apertura verso il nuovo non mi sono posta la questione di informarmi su una via “alternativa” per affrontare lo svezzamento ( e, ad esempi, non mi sono mai fatta domande sulla stagionalità delle verdure che proponevo , perchè seguivo uno “schema”) e sinceramente (cosa di cui mi pento) non ho osservato se mia figlia fosse effettivamente pronta per questo passo ,fortunatamente lo era, ma a posteriori, ripensandoci, avrei potuto aspettare dei suoi segnali di interessamento verso il cibo (ed informandomi poi anche altri segnali e situazioni a cui potevo stare attenta, li trovate qui).

La mia bimba è stata alimentata con latte materno in maniera esclusiva e a richiesta fino al compimento dei sei mesi, e poi in maniera complementare e sempre a richiesta fino a 25 mesi (no, non sono stata fortunata, ma questa è un’altra storia).

Con il mio latte cresceva bene (anche troppo visto le sue morbide “forme”) e arrivata allo svezzamento, con quelle quantità precise scritte su un foglio, ma con delle variazioni sul tema come ad esempio l’esclusione di omogeneizzati industriali, formaggini di dubbia provenienza e pappe pronte preconfezionate, mi son sentita “al sicuro”. Non saprei come altro spiegarvelo. Era come se, avendo tutto scritto su un foglio, la mia responsabilità di fronte ad eventuali errori (sia chiaro, non avvelenavo mia figlia introducendo verdure e farine, ma parlo di una visione olistica della “missione svezzamento”) svanisse magicamente.

Ciao, posso accompagnarti nei primi mesi del tuo piccolo?
Mese per mese tante piccole notizie ed idee per stare bene con il piccolo e tutta la famiglia. Elena.
  
Proseguendo, confermo di accettare i termini di utilizzo e il trattamento dei miei dati di Periodo Fertile.

“Sicura di non sbagliare…sbagliare cosa poi?”

L’autosvezzamento

Ecco, dopo 2 settimane mi sono data una risposta e nonostante la mia bimba accettasse di buon grado le pappine cremose era anche molto incuriosita da quello che io e il papà mettevamo in tavola.

La svolta è arrivata incappando nel sito autosvezzamento.it:

Autosvezzamento è il termine inesatto ma semplice e immediato per indicare l’alimentazione complementare a richiesta: il più naturale, sano e rispettoso modo per una naturale evoluzione dell’alimentazione dei bambini dall’allattamento ai solidi, guidandoli attraverso il lento e graduale passaggio da una dieta a base di solo latte materno o artificiale all’universo dei cibi “dei grandi” per uno svezzamento senza traumi”.

Ho deciso che da quel momento in poi avrei osservato di più le risposte della mia bimba, mi sarei fatta più domande e avrei lasciato “scegliere” a lei, perché anche se aveva solo 6 mesi e mezzo era in grado di farsi capire e di avere idee ben chiare su quello che desiderava o meno. E così il suo pasto non era più separato dal nostro ma avrebbe mangiato CON noi, condividendo un momento dedicato alla nostra famiglia.
Soprattutto (svolta non da poco anche per mamma e papà) da quell’istante tutta la famiglia avrebbe mangiato in maniera più sana, equilibrata e consapevole.

Le ho sempre lasciato la massima libertà di sperimentare con il cibo, non sono una mamma che ha “paura” che la figlia si sporchi, mi sono dotata di questi favolosi bavaglini e almeno la maglietta della piccola era salva (per il pavimento e le pareti non c’erano bavaglini :) ).

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Da subito nella sua “postazione” che era al tavolo con noi, eliminando il vassoio del seggiolone che la separava dalla tavola, ci sono stati piatto, bicchiere (inizialmente un biberon con beccuccio e manici), forchetta e cucchiaio. Sin dall’inizio ha testato la consistenza dei cibi potendo esplorarli liberamente con tutti i sensi. Non ha mai assaggiato omogeneizzati, ho sempre preferito far associare al cibo la giusta consistenza (e il giusto gusto) e se dovevamo uscire (soprattutto all’inizio) un buon passato di verdura homemade ( e tanti piccoli assaggi di nuovi sapori)  svolgeva egregiamente il suo “compito”.
 L’unica cosa che ho seguito della “tabella di marcia” che la pediatra mi aveva dato è stata l’introduzione dell’uovo intero dopo l’anno (anche se poi nelle torte e nei biscotti che mangiava l’uovo c’era) e forse il pomodoro dopo gli 8 mesi. Per il resto le ho sempre proposto il cibo “della famiglia” e se magari noi grandi ci concedevamo qualcosa di “proibito” alla bimba (magari crostacei o pesce crudo) allora le proponevamo una alternativa ( al massimo c’era sempre la tetta! ).

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Anche con il quantitativo di sale abbiamo modificato le nostre abitudini. E’ risaputo che il sale in quantità elevate non fa bene, nè ai grandi nè ai piccini.

Condivido con voi un articolo molto interessante che consiglia e informa sull’uso e le quantità adeguate di sale da poter utilizzare senza esagerare ma dando comunque ai nostri piatti il giusto sapore e guadagnandone in salute.

Noi personalmente per molti piatti abbiamo sostituito il sale con le spezie e da circa un anno per condire insalate e verdure utilizziamo il gomasio (condimento da tavola a base di sesamo, alghe marine e una bassa quantità di sale), ci piace il sapore che conferisce ai cibi e anche la piccola di casa lo apprezza.

Col tempo e le nuove conoscenze il nostro carrello della spesa si è modificato.

Verdura a chilometro zero

Ora cerchiamo di comprare verdura a km zero o comunque biologica, al posto della solita pasta o del solito riso mi cimento con altri ingredienti come ad esempio miglio, farro, cous cous, orzo e se la fantasia manca mi affido al web con i siti di cucina.

Tra i miei preferiti per le ricette della bimba che poi sono le ricette anche per me e papà: genitoriveg , e i gruppi FB: Svezzamento naturale e sostenibile e Genitoriveg) nei quali mi sono spesso confrontata e letto molte esperienze interessanti, Pappa e Ceci: blog di ricette vegetariane e non solo, un punto di vista intelligente e consapevole sull’alimentazione che non può essere solo fine a sè stessa con il solo ruolo di nutrizione, ma è anche salute e benessere per sé stessi e la propria famiglia.

Io non sono vegetariana ma da quando la mai bimba ha iniziato lo svezzamento ho ridotto di parecchio il consumo di carne per scelta, cercando comunque il modo di non farle mancare tutti i nutrienti necessari.

Questo mio post non vuole essere a favore o contro un certo tipo di svezzamento, anche perché la mia bimba li ha provati entrambi e con entrambi non ha avuto problemi. Il mio cambio di decisione è arrivato “strada facendo”, cercando in rete e tra le mie conoscenza testimonianze e nuove informazioni. La mia non è una crociata contro nessun tipo di decisione che una mamma e un papà consapevoli prendono per il proprio figlio, ma solo il racconto della mia personale esperienza, che spero possa aiutare qualche lettrice a farsi un’idea delle possibili alternative ad un determinato comportamento.

E ora, con la curiosità che mi contraddistingue, vi chiedo quali sono state le vostre esperienze o se siete in “fase di decisione” cosa ne pensate di svezzamento classico e autosvezzamento?
A presto.

Francesca Calori

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5 Commenti

  • Ciao mamme, vi chiedo un consiglio: noi stiamo provando as con il nostro cucciolo di 6 mesi e mezzo, nonostante la” ricettina” della pediatra… Tetta e assaggi( fusilli carote fagiolini crosta della pizza lenticchie…) qlcs intera che succhia qlcs x paura( tipo la pasta ) la riduco micro e lui assaggia… Ma ho un dubbio: ma le cose con il latte vaccino e le uova(gelato torte fatte da me )sono bandite fino all anno? Scusate ma in internet si leggono pro e contro… Grazie mille

  • Grazie per l’interessantissima testimonianza.
    L’ho appena condivisa sulla pagina FB di Autosvezzamento con la parte che mi ha colpito di più, ovvero questa:

    Era come se, avendo tutto scritto su un foglio, la mia responsabilità di fronte ad eventuali errori (sia chiaro, non avvelenavo mia figlia introducendo verdure e farine, ma parlo di una visione olistica della “missione svezzamento”) svanisse magicamente.

    “Sicura di non sbagliare…sbagliare cosa poi?
”

    Sono sicuro che in molti, almeno incosnciamente, la pensino esattamente così, ma il rendersene conto e il metterlo per iscritto è un altro paio di maniche. :D

  • Io autosvezzamento per la prima e autosvezzamento con il secondo, però ho un po’ forzato lo stettamento con entrambi, con la prima perchè ero incinta del secondo, con il secondo perchè non avevo più le forze di proseguire. Non ho stettato del tutto, solo diminuito per riprendermi un po’, con lei ho smesso a 13 mesi, con lui siamo ancora con una poppata la mattina presto e tra poco compirà un anno.
    Comunque autosvezzamento assolutamente, ora e sempre, e lo consiglio sempre a tutti! Mi ha fatto vivere senza ansie questa fondamentale tappa (o per lo meno poche :blush:) e mi ha fatto rivedere tutto il mio stile di alimentazione, meno sale, meno carne, più legumi, più frutta, meno alimenti industriali, ho cominciato a leggere le etichette, ad autoprodurre.
    Però devo dire che questo era un cammino che avevo intrapreso ancora prima dell’arrivo di mia figlia, già in gravidanza mi ero informata, stavo inoltre facendo un corso di biogastronomia e sono arrivata così naturalmente a cercare qualcosa di naturale per tutto quello che c’entrasse con mia figlia, autosvezzamento compreso.