Depressione post parto: quando colpisce gli uomini

Di depressione postparto per fortuna si inizia a parlare, timidamente, sempre di più. Non è facile che le neomamme ammettano davanti ad altre mamme e nemmeno in famiglia di avere il sospetto che questo disturbo psicologico dall’entità più o meno severa abbia colpito anche loro.

Se ne parla poco perché il mondo della “maternità” è stracolmo di stereotipi e tabù da non infrangere: uno di questi è proprio il fatto che una donna che ha appena dato alla luce il suo bambino, per quanto amato e desiderato, possa non sentirsi al settimo cielo. Anzi, al contrario, possa trascorrere parte delle sue giornate con la certezza di essere una madre profondamente inadeguata, possa sentirsi quasi “in trappola” in un corpo che non riconosce più, in una routine tanto frenetica quanto ripetitiva, fatta di pannolini, poppate, biberon e uscite con il passeggino.

depressione post parto

Capita che si sorprenda a piangere troppo spesso, ad avere nostalgia della vita di prima, che mai come ora sembra così “leggera”, “facile” e senza responsabilità. Questi sono spesso pensieri che generano un enorme senso di colpa, perché la “letteratura” sulla maternità vuole che la neomamma, sorridente, fiera e realizzata torni a casa dall’ospedale con il suo bambino e sia pronta per quell’idillio che sarà la sua nuova vita.  Sembra scontato che il passaggio dall’essere “semplicemente figli” a genitori sia facile, rapido e indolore. L’attenzione in questa fase così delicata è quasi sempre verso la neomamma, eppure, anche il vissuto maschile, spesso ignorato ma non per questo meno importante, andrebbe preso in considerazione, perché spesso, anche se non si direbbe, la depressione postparto colpisce anche gli uomini.

depressione post parto papà

La depressione post parto nei papà

La paternità inizia con la scoperta della gravidanza: l’uomo non facendo esperienza di una trasformazione fisica sulla pelle la vive “di riflesso”, ma dal momento in cui scopre che diventerà padre il cambiamento inizierà piano piano e nei mesi di questa attesa si farà strada una nuova consapevolezza.

Poco spazio però è dato al vissuto del neopapà dopo la nascita del bambino: si torna a casa in tre dall’ospedale e ben presto ci rende conto che c’è una vita tutta da reinventare.

Nuovi orari, nuove routine, nuovi impegni e poco riposo: anche l’uomo va incontro a una ridefinizione della sua esistenza e di sé che va ascoltata, supportata e contenuta. Anche l’uomo, come la donna, abbandona per sempre una fase del suo ciclo vitale per iniziarne uno nuovo, tutto da scoprire.

Gli uomini di oggi, sempre più presenti in sala parto a sostenere la compagna, sono molto più partecipi e presenti rispetto anche solo a qualche anno fa: andrebbero quindi prese in seria considerazione anche le loro difficoltà di fronte all’assunzione di un nuovo ruolo che va lasciandosi alle spalle la leggerezza tipica della giovinezza.

L’uomo sta facendo enormi passi in avanti nel modo di vivere la paternità, superando, o quantomeno provando a farlo, l’atavica ritrosia maschile nel prendere contatto con le proprie emozioni più autentiche.

In questa fase di profondo cambiamento, anche gli uomini quindi possono manifestare i tipici sintomi della depressione postparto: se nella donna però le cause sono almeno in parte riconducibili a un brusco cambiamento ormonale, per l’uomo invece le ragioni dello smarrimento sono legate alla presa di coscienza di un cambiamento così grande e alla vulnerabilità psicologica che ne può conseguire.

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I sintomi della depressione post parto maschile

I sintomi della depressione postparto maschile sono meno severi rispetto a quelli tipici della donna, ma non vanno sottovalutati: un insieme di ansia, inquietudine, insonnia, preoccupazione sullo stato di salute della compagna e del piccolo, tristezza, malinconia, fino a disturbi psicosomatici di varia natura.

Anche l’uomo inoltre, può avere gli stessi pensieri della donna e sentirsi in colpa allo stesso modo: se la coppia viveva ad esempio una fase di massima complicità, di passione e divertimento è normale che possa provare nostalgia della magia perduta, e delle attenzioni della compagna, ora assorbita dalle inevitabili sfide del suo nuovo ruolo materno.

Non esiste soluzione immediata a un cambiamento così profondo che necessita tempi di assestamento più o meno lunghi, ma il dialogo come sempre può essere di grande aiuto non solo per capirsi ma per tracciare insieme nuovi percorsi. Trovare tempo e modo per parlarsi anche nella frenesia della routine evita molti malintesi e problemi ulteriori. Riuscire a manifestare i reciproci desideri, aspettative e necessità, organizzare una nuova routine che tenga conto delle esigenze di tutta la famiglia, e perché no, se possibile riuscire a dedicare qualche momento esclusivo alla coppia, come ai “vecchi tempi” trovando mani sicure e fidate a cui affidare il piccolo anche solo per poche ore può essere un primo passo per trovare un nuovo equilibrio.  “Diventare famiglia” senza dimenticare che tutto nasce da una coppia che continua ad amarsi è una sfida e una grande opportunità di crescita: nessuno dice che sia facile, ma certamente ne sarà valsa la pena.

A cura di Valentina Desario

Valentina Desario

Spirito libero, da sempre. Appassionata di sceneggiatura, sociologia e letteratura. Copywriter, redattrice, divoratrice di libri, sognatrice con i piedi per terra. Da qualche mese totalmente stravolta dall’arrivo di un paio di occhi più limpidi dell’acqua.

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