Parto Naturale dopo un Cesareo: dalla cicatrice al “Sorriso sulla pancia”

Il test di gravidanza positivo e il viaggio può iniziare.
Partono le fantasie (e le paranoie!) sul giorno del parto. Sulla nascita di Tua Figlia. Nella tua testa tutto è stupendo, semplice, idilliaco, emozionante e lineare. Sì dai, farò un po’ di fatica, sentirò tanto dolore, ma so che tutto avrà un senso quando incrocerò il suo sguardo per la prima volta, quando me la appoggeranno sul petto ancora tutta sporca e lei saprà che è al sicuro con la sua mamma vicino.
Ma purtroppo questo non è stato il mio parto. La nascita della bimba meravigliosa non ha avuto nulla di idilliaco (nemmeno di catastrofico, eh!), insomma non è stato come me lo ero immaginato per mesi, settimane, giorni, ore. Non è stato come me lo ero fantasticato e costruito per ore sul divano di casa chiacchierando con il mio compagno.
Complicazioni, sofferenze, una anestesia totale e un taglio.

“Ed ogni cicatrice è un autografo di Dio, nessuno potrà vivere la mia Vita al posto mio”

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Proseguendo, confermo di accettare i termini di utilizzo e il trattamento dei miei dati di Periodo Fertile.

canta Jovanotti e io mi identifico in queste parole guardando il “Sorriso sulla pancia”. Sono qui a raccontarlo, con una bimba meravigliosa di 30 mesi che scorrazza felice per casa e risucchia tutte le mie energie per restituirmi giornate intense e indimenticabili.

Raccontavo qui il mio parto, ero (e sono) serena nonostante tutto, ma inevitabilmente arriva la fase di elaborazione, l’elaborazione di un fallimento. Non fraintendetemi, non mi sento meno mamma per il fatto che mia figlia sia nata con parto cesareo, ma inevitabilmente sento di essermi persa per strada un passaggio importante.

Nel mio racconto, che rileggo ora con occhi diversi, dicevo una frase che in questo momento non mi rispecchia per nulla (“al diavolo la naturalezza del parto e tiratemela fuori sana”) e che in questo momento pesa come un macigno! E questa mia rassegnazione iniziale ora si è trasformata in rabbia per non aver chiesto di più a me stessa e in sensi di colpa per non aver dato a mia figlia il benvenuto che si meritava.

Ma si sa che un neonato ti assorbe completamente e con un allattamento avviato alla grandissima (e durato 25 stupendi mesi) e una quotidianità di altissimo contatto tutti i miei dubbi su quella “nascita rubata” non hanno trovato il tempo per una giusta riflessione.
Passa il tempo e in rete conosco molte mamme e incontro il gruppo “che fa per me” su FB: “Noi vogliamo un VBAC”, ritrovo amiche virtuali che non sapevo avessero subìto un TC.

sorrso sulla pancia

Tra queste Dariae Francesca, le ho conosciute sul web e mi sono affezionata a loro. Leggo i loro racconti, loro che ce l’hanno fatta ad ottenere un Vaginal Birth After Cesarean (parto vaginale dopo il cesareo), anzi per la precisione Daria e la sua piccola Elena hanno fatto un Home Birth After Cesarean (Daria ha partorito in casa!). Mi danno forza e affrontare con loro questa fase di elaborazione diventa piacevole e di aiuto. Leggo le testimonianze di molte donne, i commenti di supporto e comprensione di chi si sente sulla stessa barca e può capire come ci si sente.

Proprio in questi giorni è uscito un video nato proprio dalla volontà delle mamme del gruppo di dare voce e supporto a chi lotta per un Parto Naturale dopo un Cesareo. Non tutti i ginecologi e gli operatori nel ramo sanitario se la sentono di sostenere una mamma che prende questa decisione, ma nel gruppo il supporto e le informazioni sono tante e se la volontà c’è davvero, la soluzione si trova! Nel gruppo ci sono mamme e ostetriche pronte a dare tutte le informazioni corrette che una mamma che decide di intraprendere questa strada sta cercando.
Io spesso entro e leggo tutti i post e i commenti, magari me ne sto in disparte (non per mancanza di rispetto, probabilmente perchè la mia ferita è ancora aperta) ma gioisco sempre per chi “ce l’ha fatta”! Per chi ha lottato a denti stretti per ottenere un VBAC che purtroppo, soprattutto in alcune regioni, sembra un concetto utopico se non impossibile!

Scrivo questo post un pò per liberarmi da un peso (e mi scuso se lo uso a scopo personale), un pò per far conoscere ad altre donne questa possibilità. Non sono un’ostetrica, nè un’addetta ai lavori. Sono solo una mamma che ha cercato conforto nelle parole, nei racconti e nelle esperienze di altre mamme. L’empatia che si crea nel momento del “disagio” è qualcosa di difficile da raccontare a parole, perchè sminuiscono le sensazioni e le emozioni.

Vi lascio il video meraviglioso fatto dalle mamme del gruppo, cantato dalla mia amica cantante e artista dei Pannolini Lavabili Elisabetta Rappoccio, che in pochi giorni ha raggiunto più di 3000 visualizzazioni , ed il link alla pagina FB Un sorriso sulla pancia”: “campagna di sensibilizzazione sul ricorso al taglio cesareo solo se necessario, sui disagi che tale operazione chirurgica può generare, sull’elaborazione della ferita dell’anima e sulla promozione del VBAC, parto naturale dopo cesareo”.

Spero di non aver urtato la sensibilità di nessuna di voi raccontando le mie sensazioni, le mie debolezze e le mie paure.
E’ il caso di dirlo…ho scritto questo post “di pancia”.
Buona Vita a tutte voi!

Francesca Calori

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