Bambini e alimentazione: siamo sicuri di sapere proprio tutto? Nutripedia svela verità e falsi miti

In collaborazione con Nutripedia

Il rispetto per la propria persona e l’attenzione alla propria salute sono temi che si apprendono fin dalla più tenera età e la cura di sé passa senza dubbio da una corretta alimentazione: le buone abitudini alimentari che insegniamo ai nostri bambini costituiranno senza dubbio una solida base per il loro futuro.

Eppure, tra credenze popolari, vere e presunte ricerche scientifiche e mode del momento, anche per i genitori non sempre orientarsi è semplice come si crede: districarsi tra le molte informazioni e “correnti di pensiero” e riuscire, tra le informazioni presenti sul Web a selezionare quelle più o meno attendibili spesso non è semplice.

In questi ultimi tempi, ad esempio, il tema della “dieta vegetariana” è stato particolarmente al centro dell’attenzione e di innumerevoli dibattiti. In molte famiglie, seguendo le orme dei genitori, anche i più piccoli hanno iniziato una dieta vegetariana: è naturale però domandarsi se un regime alimentare restrittivo su un organismo che si sta sviluppando sia in grado di garantirne la corretta crescita psicofisica. I sostenitori sottolineano i vantaggi a lungo termine per la salute, con particolare riferimento alle patologie molto diffuse nei paesi industrializzati come quelle cardiovascolari e legate all’obesità, oltre a un impatto molto positivo sull’ambiente a causa della sensibile riduzione delle emissioni.

Ma non solo, una dieta a basso contenuto di cibi di origine animale limiterebbe i rischi legati a contaminanti chimici dannosi per la salute come la diossina e i PCB, molto più concentrati in latte, uova, carne e pesce che nei vegetali.

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Nel caso dei bambini, la dieta vegetariana è consigliabile?

Quando si parla di alimentazione, e in particolar modo quando si parla di bambini, gli esperti invitano alla prudenza perché, se negli adulti un regime alimentare restrittivo può essere sostenibile, i bambini hanno esigenze diverse.

Per molto tempo le diete vegetariane sono state sconsigliate durante il periodo del divezzamento. Sebbene dal punto di vista teorico tali diete, nel caso in cui siano ben pianificate e seguite, possano essere adeguate dal punto di vista dei fabbisogni, esiste sempre un rischio molto alto dovuto alla gestione in famiglia: non è sempre facile, infatti, attenersi alle indicazioni e le distrazioni possono comportare, ad esempio, danni neurologici da deficit di vitamina B12.

Nel caso in cui si decida di seguire questo modello alimentare durante il divezzamento è necessario assicurare un’adeguata densità energetica della dieta, apporti adeguati di proteine, vitamina B12, D,  acidi grassi omega 3 (in particolare DHA) ferro, zinco e calcio.

Per garantire un apporto bilanciato di tutti i nutrienti necessari per la crescita e scongiurare deficit, diventa indispensabile che il bambino sia seguito in maniera adeguata e costante dal pediatra e dal nutrizionista/dietista, attraverso una pianificazione nutrizionale e un monitoraggio ad hoc.

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Cibi confezionati o preparati in casa?

Anche per quanto riguarda i prodotti fatti in casa e quelli freschi, i falsi miti si sprecano: quante volte abbiamo sentito ripetere che sono migliori di quelli industriali? Quante volte immaginando le famose conserve della nonna, o i prodotti dell’orto, abbiamo rimpianto le “cose buone” di una volta?

Un esempio su tutti, le passate di pomodoro fatte in casa, i sottaceti o i prodotti sott’olio, sono considerati prodotti più “sani” e genuini, ma anche in questo caso la realtà può essere diversa, perchè se non vengono preparati in modo corretto e rigoroso (in primo luogo accertandosi che i contenitori siano sterilizzati alla perfezione) possono mettere in serio pericolo la nostra salute. Dobbiamo tener presente che gli alimenti si deteriorano con il passare del tempo e perdono le caratteristiche nutrizionali e organolettiche; inoltre, il loro scadimento è dovuto anche all’azione di diversi agenti come microrganismi, enzimi o esposizione a luce e calore.

A livello industriale le tecnologie e i processi permettono di rallentare queste degradazioni, garantendo un prodotto sicuro dal punto di vista igienico-sanitario.

In casa non è possibile riprodurre tutti questi processi e chi decide di preparare delle conserve, deve conoscere molto bene tutte le accortezze per farlo in sicurezza.

Stessa cosa quando parliamo di frutta e verdura convenzionali o biologiche che quotidianamente acquistiamo per la famiglia. . Frutta e verdura biologiche sono ottenute con tecniche di coltivazione che escludono l’uso di pesticidi di sintesi. La certificazione biologica garantisce il metodo di coltivazione, ma non il prodotto finale: una contaminazione può essere sempre possibile a causa, ad esempio, dell’inquinamento ambientale o per la presenza di contaminanti “naturali” (micotossine, nitrati) così come a causa di trattamenti con pesticidi effettuati su coltivazioni convenzionali adiacenti a quelle biologiche.

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Per quanto riguarda i limiti per micotossine e nitrati, i prodotti biologici e i corrispondenti prodotti convenzionali seguono le stesse disposizioni di legge. Bisogna però tenere a mente che si tratta di limiti fissati per l’alimentazione dell’adulto. L’alimentazione del bambino tradizionale o biologica che sia, è invece, tutelata da una specifica regolamentazione. In particolare, la legge impone che gli omogeneizzati, e quindi il contenuto del vasetto, sia praticamente privo di pesticidi, e con livelli di micotossine e nitrati ben inferiori ai limiti fissati per gli alimenti per gli adulti, perché destinati a un consumatore particolare: il bambino.  Questa legislazione e in particolare queste regole sulla sicurezza valgono per tutti i prodotti destinati ai bambini fino ai 3 anni.

Le corrette abitudini a tavola, fin dalla prima infanzia, avranno un grande impatto sulla salute dell’adulto di domani: per questo motivo è importante che i genitori ricevano le corrette informazioni.

Nutripedia nasce proprio per questo: promosso dagli esperti di RIMMI (Rete Interaziendale Milano Materno Infantile) e da Fondazione Istituto Danone, è il nuovo percorso di informazione ed educazione alla corretta nutrizione nei primi 1000 giorni di vita. Attraverso l’hub nutripedia.it pediatri, ginecologi e nutrizionisti saranno al fianco di mamme e papà, con l’obiettivo di opporsi alle informazioni confuse e scorrette che al tempo del web e dei social corrono ad una velocità ancora maggiore, creando confusione e disinformazione su temi di primaria importanza per il benessere e la salute di tutti noi.

Fonte: http://www.nutripedia.it/

Valentina Desario

Spirito libero, da sempre. Appassionata di sceneggiatura, sociologia e letteratura. Copywriter, redattrice, divoratrice di libri, sognatrice con i piedi per terra. Da qualche mese totalmente stravolta dall’arrivo di un paio di occhi più limpidi dell’acqua.