Non sarebbe meglio saperlo prima? Quello che nessuno racconta sul diventare genitori

Alla nascita di un bimbo nessuno è mai pronto”
Wislawa Szymborska, poetessa premio nobel

Chi ci segue lo sa, su Periodo Fertile si parla di tutto, in modo non solo il più possibile trasparente, ma quantomeno nelle nostre aspirazioni, lontano da facili buonismi o allarmismi senza senso.

Siamo vicine alle mamme in attesa, siamo vicine alle mamme che sognano vedere il test di gravidanza colorarsi delle fatidiche barrette rosa, e siamo altrettanto vicine a quella categoria di mamme di cui si parla meno, le neo mamme e in generale i neo genitori perché anche il vissuto dei padri è troppo spesso sottovalutato.

Si parla poco di neo-mamme,  perché probabilmente una volta superate tutte le sfide della gravidanza, del parto e dell’allattamento il pensiero comune è che la strada sia in discesa,  perché “ce l’hanno fatta tutte, ce la farai anche tu“, oppure perché basta il primo accenno di semplice stanchezza per venire zittite con un “hai un bambino stupendo, sei fortunata di che cosa ti lamenti?’.

Mese per mese tante piccole notizie ed idee per stare bene con il piccolo e tutta la famiglia. In regalo il manuale dello svezzamento di Madegus!
  
Proseguendo, confermo di accettare i termini di utilizzo e il trattamento dei miei dati di Periodo Fertile.

Che la solidarietà femminile sia più una favola a cui ci piace credere, è anche questo un dato di fatto con cui è facile fare i conti ogni giorno, perfino sul Web, dove spesso nei gruppi, richieste di solidarietà (sempre più in forma anonima per subire in misura minore il peso delle critiche) vengono silenziate con risposte pungenti, che rendono bene l’idea di quanto condividere sia sempre più un’aspirazione, piuttosto che una possibilità concreta.

Donne e coppie che vivono questo passaggio di vita cruciale con qualche fatica non vedono che un’unica strada: quella di smettere di parlarne sperando che passi, tra senso di inadeguatezza per non essere in grado di vivere appieno un’esperienza così importante e frustrazione per una mancanza di ascolto che alla lunga diventa un macigno sul cuore.

Maternità, favole e altri racconti

In svariate occasioni l’attualità ci ha dato occasione di fermarci a fare qualche riflessione sull’autenticità della narrazione della maternità sui media e sui social network, naturale cassa di risonanza di ogni fenomeno sociale si nostri giorni. Abbiamo visto Kate Middleton dare alla luce 3 figli svettando sui tacchi fuori dalla clinica, abbiamo seguito il racconto mediatico della gravidanza di Chiara Ferragni, ma a fare da contrappunto a questi racconti aproblematici della realtà, sempre più spesso spunta qualche voce fuori dal coro che decide di raccontare la sua verità, un’altra verità su luci e ombre del diventare mamma e di tutti i cambiamenti che deve affrontare la coppia per trovare un nuovo equilibrio.

La cosiddetta “mistica della maternità“, profondamente intrisa di stereotipi e luoghi comuni, esalta esclusivamente il lato luminoso dell’esperienza, tacendo tutti gli aspetti conflittuali o problematici di un passaggio esistenziale così impegnativo, per non parlare poi del diventare padri che a maggior ragione è pressoché inesistente.

Un figlio è una granata. Questa è la verità che nessuno ti dice. Quando hai un figlio, inneschi un’esplosione nel tuo matrimonio. Quando finalmente la polvere si placa, la tua coppia non è più quella di prima. Non peggiore, necessariamente. Non migliore, necessariamente. Ma diversa, per sempre“. Questo sostiene Nora Ephron nel suo racconto Heartburn quando racconta di come un figlio è in grado di trasformare la coppia, per sempre.

diventare genitori fatiche

Ai giorni nostri, diventare genitori può essere un grande banco di prova per la coppia: in molti casi distante dalla famiglia di origine, deve  imparare da subito a fare meno del supporto dei nonni, tra stanchezza, costi esorbitanti per la gestione tra nidi e babysitter e poche, pochissime possibilità di svago. A rivelarlo è il grande numero di separazioni a soli due anni dalla nascita del primo figlio, il cosiddetto baby-clash.

Gli aspetti della relazione che vengono colpiti sono molteplici, da quello sessuale, per fare un esempio, quando tempo ed energia sono destinati ad altro, in primis ovviamente alla cura del bambino, all’aspetto dello svago e del tempo libero, al frequentare amici, allo sport, alle proprie passioni. Il bambino, come è normale che sia, catalizza energia, tempo e attenzioni a discapito del resto, e la coppia pian piano ne risente.

Quello che le coppie non sanno e dovrebbero sapere

La cura di un neonato richiede alla coppia genitoriale un dispendio di energia difficile da prevedere se non lo si ha mai provato prima, e se è vero che un bambino piccolo porta a scoprire dentro di sé risorse che non si credeva di avere a disposizione, è ancor più da considerare che non si tratta certo di un cambiamento da poco: quando si trascorrono mesi o anni a non dormire la notte, per fare un esempio tra i più comuni, è assolutamente normale che l’umore e lo stato d’animo ne risentano in modo anche significativo.

E nonostante nell’immaginario comune la cura del neonato venga associata ad immagini tenere e ironiche allo stesso tempo, come mamme e papà dolcemente imbranati davanti a un pannolino da cambiare, la quotidianità è molto intensa e non sempre così spensierata.

Bella, certamente, unica, ma faticosa. E questo aspetto rimane escluso dalla maggior parte delle narrazioni sulla genitorialità.

Talmente poco che sembra quasi che per i genitori non sia lecito esternare scoramento o malumori perché appunto, “Ci siamo passati tutti senza fare tante storie“.

diventare genitori

Rimanere compatti nelle difficoltà può non essere semplice, tantomeno riuscire a creare una relazione genitoriale supportiva e se è vero, come scriveva Danilo Dolci, che “ciascuno cresce solo se sognato“, è importante come non mai, e soprattutto nella fatica, continuare a sognare sia come coppia che come famiglia, senza perdere di vista aspettative e progetti, con la consapevolezza che anche la stanchezza è una fase del cammino, ma passerà con il tempo.

I manuali e il Web proliferano di consigli, che anche in questo, come in molti altri casi, sembrano essere poco connessi con la realtà: si invita la coppia a trovare spazi di “evasione” quando uno dei principali problemi è proprio la mancanza di una rete di sostegno sulla quale contare, unita a costi importanti per trovare qualche aiuto concreto.

Si invita a condividere e raccontarsi, quando non sembra ci siano molte orecchie che abbiano voglia di farlo. Sono tutti consigli validi, ma sicuramente niente che se fosse fattibile mettere in atto, in molti non avrebbero già fatto.

diventare genitori fatiche 2

Parliamo alle coppie prima che lo facciano cinema e pubblicità

E allora qual è la soluzione? La soluzione non esiste ma sarebbe certamente più utile investire in modo serio e strutturato sul concetto di informazione e prevenzione.

Prima che sia la pubblicità a dare una visione del mondo, prima che siano i social network o le riviste di gossip, avvicinare le persone alla genitorialità in modo consapevole sarebbe un primo passo per evitare che stereotipi frutto più di immaginazione che altro, si scontrassero in modo anche piuttosto duro con una realtà inevitabilmente molto diversa.

Informare prima, per evitare di correre ai ripari dopo. Informare senza allarmismi, senza ridicoli spauracchi, ma in modo trasparente. Raccontare quali possono essere le difficoltà, nella coppia ma anche al lavoro e nella gestione della routine. Preparare concretamente a ciò che sarà.

Raccontare che cosa comporta non avere aiuti, dal punto di vista economico e anche pratico, e che naturalmente insieme a quella che è una immensa felicità ci saranno anche tante questioni pratiche a cui far fronte.

Parlarne non cambierebbe la realtà, certamente però porterebbe forse le coppie a guardarsi negli occhi e domandarsi se si è realmente pronti a intraprendere questo passo, andando incontro al bello ma anche alla fatica con quel cuore leggero di chi sa che di tante notti, pannolini, case in disordine e corse contro il tempo, porteremo nei ricordi solo il bello. Forse questo sarebbe un modo per riuscire ad apprezzare davvero la meraviglia di uno dei regali che rendono la nostra esistenza così piena e unica.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!


Valentina Desario

Spirito libero, da sempre. Appassionata di sceneggiatura, sociologia e letteratura. Copywriter, redattrice, divoratrice di libri, sognatrice con i piedi per terra. Da qualche mese totalmente stravolta dall’arrivo di un paio di occhi più limpidi dell’acqua.