Perché siamo mamme apprensive e ansiose verso i nostri figli?

Il pensiero che chi si ama, e soprattutto è ancora indifeso come un bambino, possa essere vittima di un incidente, contrarre una brutta malattia, andare incontro ad eventi spiacevoli o situazioni pericolose può attraversare la mente di chiunque in alcune occasioni, ma soprattutto compare quando la persona per la quale temiamo si sta esponendo a rischi reali con il proprio comportamento.

A volte però l’apprensione è costante e indipendente dalla realtà oggettiva e le fantasie negative si fanno strada nella mente senza che ve ne sia un motivo, non abbandonando facilmente chi le produce.

Le apprensioni soprattutto di una neo mamma, a volte possono sembrare banali da chi osserva dall’esterno (“non sarà troppo calda o fredda l’acqua del bagnetto?”, “avrà poppato abbastanza?” ecc…) ma in realtà non bisogna mai sottovalutare le apprensioni o ansie di nessuno.

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Consideriamo che le neo mamme hanno anche un ansia più marcata che è dovuta ad uno squilibrio ormonale. Bisogna sempre cercare di rassicurare e dare la giusta importanza, favorendo il dialogo, cercando di ragionare sulle reali possibilità che un pensiero negativo possa realizzarsi.

In genere le neo mamme di oggi sono già molto sotto stress, perché iper-dedite ad uno o più figli, iper-dedite al lavoro, alla gestione della casa… Talvolta alcune di queste mamme non hanno nemmeno il supporto del compagno, perché molto impegnato fuori casa per lavoro, o perché non è partecipe alla vita del figlio o perché sono mamme che hanno scelto di crescere da sole i propri figli.

La ricerca della perfezione

Alle mamme viene richiesta dalla società la perfezione in ogni campo creando un enorme disagio emotivo, in quanto ogni mamma che sia in grado di soddisfare le esigenze del proprio figlio garantendogli non con poche difficoltà, una casa con tutti i beni di prima necessità e soprattutto l’affetto di cui ha bisogno e un’educazione dovrebbe già sentirsi una super mamma.

L’apprensione eccessiva che può trasformarsi in ansia non sempre è patologica, in quanto a volte viene generata in un momento specifico come ad esempio quando una madre si trova a dover gestire  per la prima volta la febbre alta del proprio bambino. L’ansia in questo caso, che viene maturata per gestire l’evento funge da adrenalina e porta la persona ad impegnarsi al massimo per gestire la situazione e superarla al meglio.

Al contrario, invece, ci sono altrettanti casi in cui l’ansia è patologica, e questo avviene quando le manifestazioni neurovegetative che essa comporta (aumento di sudorazione alle mani, tachicardia, accelerazione del battito,ecc…) determinano un peggioramento della prestazione della mamma. In questi casi, se una mamma non è in grado di riconoscere da sola il problema, dovrebbe essere aiutata dalle persone che ha vicino, per indirizzarla da uno psicoterapeuta per imparare a gestire l’ansia.

Le ansie delle mamme possono essere svariate e parliamo di ansia generalizzata in quanto non ha carattere somatico ma ha solo un’espressione cognitiva ed è quella che deriva dall’ossessione del controllo, o meglio ancora non essere in grado di sapere cosa accadrà, il dubbio, l’incertezza non vengono spesso tollerati come ad esempio “posso fidarmi a lasciarlo al nido?”, “posso lasciarlo dopo scuola a casa di un amico a giocare fidandomi di quella famiglia?”, “il bambino dovrebbe andare in gita ma ho paura che possa perdersi”, ecc…

Le conseguenze sui figli

Tutte queste e altre ansie delle mamme non lasciano indenni i figli, che subiscono negativamente le conseguenze. La mamma è il modello del proprio figlio quindi se lei è troppo apprensiva o troppo ansiosa ci sono solitamente due strade che il bambino può prendere.

Solitamente il bambino si forgia su quelle stesse ansie condizionando il suo sviluppo equilibrato oppure,  molto raramente, può succedere che un bambino con un carattere estremamente forte si ribelli.

Nel caso in cui l’ansia fosse tale da compromettere seriamente la serenità di chi la prova e i rapporti con le persone care, che si allontanano sentendosi eccessivamente controllate e “pressate”, sarebbe opportuno richiedere un adeguato aiuto e supporto tramite un percorso di psicoterapia che consenta di individuare e  liberarsi delle paure che generano l’ansia superflua  rimuovendone le cause.

Dott.ssa Erika Silighini

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Erika Silighini

Psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi e specializzata in Psicoterapia Sistemica Relazionale. Nel mio lavoro ho approfondito la conoscenza dei bambini, la loro spensieratezza, il loro modo di giocare e imparato anche a conoscere i genitori, con il loro dubbi e lo loro certezze.