Coronavirus: quando le paure delle neomamme diventano un carico troppo pesante

In collaborazione con Humanitas San Pio X Milano

Chi conosce l’universo femminile lo sa molto bene: diventare mamma non è come lo raccontano, non è come ce lo fanno credere e non è nemmeno come molte di noi lo hanno immaginato.

Covid paure neomamme

Gioia, felicità, amore puro sono stati d’animo che si accompagnano anche a sentimenti di angoscia, di ansia e di inadeguatezza che spesso rimangono totalmente inconfessati, come se il solo parlarne sciupasse per sempre e inevitabilmente l’immagine che si aveva si se stesse come madri e di quella che si cerca spesso molto faticosamente di trasmettere al mondo.

Quante volte nel corso degli anni abbiamo ascoltato testimonianze di mamme che hanno dovuto ricacciare le lacrime in gola, perché alla prima lamentela, al primo pensiero negativo, al primo tentennamento, si sono sentite puntare il dito contro.

Perché già essere mamma e avere dato alla luce un bambino sano sono motivi più che sufficienti per essere appagate e per non lamentarsi?

Perché l’abbiamo fatto tutte, perché ti lamenti con uno e cosa dovevo dire io con tre senza aiuti?

Il giudizio sempre troppo facile e spesso ingiustamente duro, rende sempre più difficile confessare stati d’animo che fanno parte di quella vulnerabilità materna che pochi sono disposti a riconoscere.

In realtà, pensieri che si fanno insistenti causando angoscia e preoccupazione sono molto frequenti dopo il parto e ora in concomitanza con la pandemia causata dal Covid-19 la situazione è inevitabilmente più difficile da gestire.

Ne abbiamo parlato insieme alla Dott.ssa Ylenia Barone, psichiatra del Servizio di Psicopatologia Perinatale di Humanitas San Pio X, che ci ha illustrato e spiegato in che cosa  consistono questi pensieri e come distinguerli da un semplice momento di fragilità.

Pensieri ossessivi: i timori nascosti

Di questi tempi, le neomamme possono sperimentare ossessioni che nascono dal timore di contaminazione e contagio del proprio bimbo a causa del coronavirus” spiega la psichiatra”. Non solo il timore che il bambino possa essere contagiato dall’esterno, ma in molti casi, è la donna stessa di temere di essere causa del contagio, anche se negativa al tampone.

Ma al di fuori della situazione di pandemia che stiamo vivendo, in generale le ossessioni più frequenti nelle neomamme verso il bambino possono comparire e riguardare:

–  pensieri ossessivi di contaminazione da sporcizia, prodotti chimici o microrganismi: la mamma è ossessionata dal pensiero di poter contaminare con le sue mani, con prodotti chimici per la pulizia, o con microrganismi l’ambiente e gli oggetti usati per e dal bambino, per esempio il biberon, il cucchiaio oppure il cibo del bambino.

– pensieri ossessivi di simmetria/precisione: la mamma ha ad esempio gesti ossessivi e rituali come mettere la copertina al bambino cercando di farlo sempre nello stesso modo simmetrico e preciso.

–   pensieri aggressivi: come l’idea che il bambino possa morire durante il sonno (SIDS) e che possa soffocare senza che la mamma possa fare nulla per salvarlo, il pensiero di fare del male al bambino e ucciderlo.

Questi pensieri possono dare vita a compulsioni, ovvero comportamenti ripetitivi o azioni mentali che la persona si sente obbligata a mettere in atto secondo rigidi rituali, allo scopo di ridurre il malessere o prevenire gli eventi temuti. In realtà, le azioni messe in atto non aiutano né a ridurre il disagio né alla prevenzione di ciò che si teme”.

Ossessioni post parto e disturbi ossessivo compulsivi:riconoscere è il primo passo 

Durante la gravidanza e il puerperio, il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) può peggiorare fino alla metà delle donne che ne soffrivano anche prima – continua la dottoressa Barone –  sebbene molte neomamme possano anche non vedere alcun cambiamento oppure addirittura migliorare nei sintomi.

Nelle donne in cui il DOC non migliora o compare dopo la gravidanza, aumenta anche il rischio di sviluppare anche depressione postpartum.

Inoltre, le ossessioni e compulsioni sono molto stressanti e faticose fisicamente ed emotivamente per la donna, che riconosce l’irrazionalità di azioni che occupano molto tempo e interferiscono in modo significativo con la vita quotidiana e la gestione del proprio bambino, tanto da generare anche vergogna e sensi di colpa.

Per esempio, per controllare i pensieri ossessivi (ossessioni), le neomamme possono attivare particolari azioni (compulsioni), quali:

–  non fare il bagnetto al bambino da sola

–  stare lontana dal bambino per non metterlo in pericolo

–  isolare il bambino dagli altri per paura che venga contagiato

–  pulire e lavare continuamente superfici e oggetti

controllare in modo costante e ripetitivo il respiro o la febbre del bambino pur in assenza di qualsiasi sintomo, anche di notte

Tuttavia, non trattato adeguatamente, il disturbo ossessivo compulsivo può avere ripercussioni negative per la mamma e il bambino generando una spirale di ansia e di angoscia sempre più difficile da trattare e da arginare:

Sensi di colpa per non essere buone mamme, e bambini più vulnerabili verso alcuni disturbi tra cui il DOC – sottolinea l’esperta – sono alcuni degli effetti sulla relazione mamma-bimbo. I pensieri ossessivi portano la donna a non riuscire a gioire di questo momento speciale, a non sentirsi adatta o adeguata ad essere mamma, o a non sentirsi brava come avrebbe dovuto o voluto essere.

Questo potrebbe portare la donna, sia durante la gravidanza, sia dopo il parto e durante il puerperio, a richiedere continua rassicurazione a familiari e amici, ma anche ai medici, senza però riuscire a rassicurarsi. In questi casi, specie se i pensieri ossessivi iniziano dopo il parto, è fondamentale parlarne con un esperto, e nel caso iniziare un percorso di cura con l’obiettivo di controllare ossessioni e compulsioni e vivere appieno la maternità”.

Importante che se ne parli, e ancora più importante è che si trovino orecchie pronte a carpire i primi segnali di disagio, senza liquidare un tentativo di sfogo come debolezza di poco conto. Le mamme hanno bisogno di ascolto, le mamme possono avere paura, le mamme possono essere vulnerabili. Solo accettando e accogliendo questi stati d’animo, indirizzando se necessario a un consulto con uno specialista, si riuscirà davvero a stare loro vicino, aiutandole a vivere il passaggio alla maternità con tutta l’emozione e l’intensità che merita

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Humanitas

Humanitas San Pio X è una storica clinica milanese situata vicino al nuovo centro della città di Milano, nella vivace zona di Garibaldi, Gioia e Isola. Con i suoi 162 posti letto di degenza accreditati dal Servizio Sanitario Nazionale, 8 Sale Operatorie, 2 sale parto, 46 ambulatori e 2 sale endoscopia, l’ospedale offre assistenza sanitaria in regime ambulatoriale, di ricovero ordinario, Day Hospital o Day Surgery.

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