Il primo sguardo non si scorda mai: a Bimbinfiera con Philips Avent per parlare di allattamento

In collaborazione con Philips Avent

Noi non veniamo dalle stelle o dai fiori, ma dal latte materno. Siamo sopravvissuti per l’umana compassione e per le cure di nostra madre. Questa è la nostra principale natura”.
W. Shakespeare

 La Settimana per l’Allattamento Materno dal 1 al 7 di ottobre di ogni anno raggruppa gli sforzi di tutti i promotori dell’allattamento materno, non solo per sensibilizzare l’opinione pubblica e generare sostegno, ma per favorire in modo efficace la corretta informazione su un tema così importante per la salute dei più piccoli.

Quest’anno, proprio in concomitanza con queste giornate, abbiamo ricevuto un invito che abbiamo accolto con entusiasmo, su un tema che ci sta sempre molto a cuore e che non perdiamo l’occasione di approfondire.

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Presso Bimbinfiera di Milano, il più importante Salone espositivo interamente dedicato alla famiglia, siamo stati accolti alla conferenza “Allattare i primi giorni a casa” condotta dal Prof. Arturo Giustardi, Medico Chirurgo Specialista in Neonatologia e Pediatria.

avent bimbinfiera

L’allattamento è un tema su cui non si conosce mai abbastanza e su cui è facile formarsi un’opinione non sempre del tutto corretta: cercando informazioni sul Web o confrontandosi con mamme che sono riuscite ad allattare senza particolari difficoltà, è facile immaginare che si tratti di un gesto così “naturale” per ogni donna da non prevedere alcun intoppo.

Ai corsi preparto spesso si tende a mettere in luce prevalentemente l’aspetto “emotivo” di questa esperienza, il contatto, la vicinanza con il bambino, la magia dei primi momenti.

L’allattamento è tutto questo e molto altro ancora e permette di trascorrere insieme al proprio bambino momenti indimenticabili e di assaporare una sensazione di pienezza forse mai provata prima: il mondo dopo la nascita di un figlio ha tutta un’altra prospettiva e una nuova luce. Nello stesso tempo però, l’amore per i nostri figli ci spinge a porci sempre nuove domande per dare loro il meglio in ogni situazione.

Può capitare ad esempio che una volta tornata a casa dall’ospedale, la neomamma si ritrovi sommersa di dubbi di ogni genere e si senta disorientata: dall’alimentazione più adatta da seguire, alla quantità di latte che il bambino sta assumendo, alla durata di ogni poppata, a come conservare il latte e molte altre ancora.

Mamma e bambino al centro

Il Prof. Giustardi, forte di anni di esperienza e di ascolto dei neogenitori ha dato avvio alla conferenza proprio ponendo la relazione mamma bambino al centro, con un filmato sul bonding, che non poteva non arrivare dritto al cuore di tutta la platea.

Con il bonding, il primo contatto tra la mamma e il bambino dopo il parto, si da avvio a un legame profondo come forse solo quello tra mamma e bambino riesce a essere: bisogna sapere che appena il bambino viene alla luce si trova in uno stato assolutamente sensibile, è estremamente recettivo e ha enorme bisogno del contatto fisico con la mamma.

Questa vicinanza è preziosa ed è in grado di contribuire significativamente a un buon avvio dell’allattamento: se mamma e bambino hanno la possibilità di essere vicini quanto prima, è più probabile che tutto inizi e proceda nel migliore dei modi.

allattamento al seno bonding

Ma non solo, la natura nella sua sorprendente perfezione ha pensato a ogni dettaglio: il bambino ha capacità uniche e per istinto si avvicina al seno. Se è vero che più probabile che l’allattamento vada a buon fine dopo un parto naturale piuttosto che con un cesareo, è altrettanto utile ricordare che nulla è perduto e si può recuperare e rimediare anche con l’arrivo a casa.

Importante è più che mai il ruolo maschile, anche in questa fase: se la mamma è affaticata dal parto e il bonding non è possibile, può essere effettuato anche dal papà.

Ciò che conta è che i genitori non smettano di comunicare con il bambino, esattamente come facevano durante la gravidanza,  di verbalizzare i sentimenti che provano per lui, la vicinanza, la gioia di stringerlo tra le braccia: si può spiegare che anche se non tutto è andato nel modo in cui si sperava ci sarà modo di rifarsi e di recuperare. Niente è più importante per il bambino  della certezza di essere atteso, desiderato e amato.

In questo come in tanti altri momenti che verranno, è probabile che la neomamma necessiti come non mai di supporto, pratico e morale e il ruolo del papà, ancora una volta, è determinante. Con il suo supporto, protegge e tutela la diade mamma-bambino. Non si sostituisce alla mamma ma ricopre un ruolo diverso e complementare: con la sua partecipazione attiva, il neopapà è in grado di influenzare gravidanza, parto e allattamento in maniera molto più significativa di quanto si possa pensare.

Per quanto positivo e sereno possa risultare il periodo del postparto, tutti sappiamo che non solo l’allattamento, ma la gestione del neonato insieme a tutte le attenzioni e cure che richiede comporta una buona dose di stress e fatica. Riconoscerlo a se stesse è il primo passo per impostare una buona routine familiare, che per essere davvero equilibrata dovrebbe includere dei momenti di riposo per la mamma, spazi da riempire come desidera.

Imparare a delegare a persone di fiducia anche per un’ora o per il tempo di una passeggiata, è fondamentale non solo per il benessere della mamma e di conseguenza del bambino, ma per l’equilibrio di tutta la famiglia.

Sappiamo bene che è stato riconosciuto a livello globale che l’allattamento al seno è il modo migliore per garantire una vita sana al bambino: l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento al seno esclusivo per i primi sei mesi di vita, per poi continuare con un allattamento non esclusivo fino ai due anni.

Sappiamo anche però che per svariate ragioni non sempre questa strada è percorribile. Quando si smette di allattare ciò che è fondamentale, anche in questo caso, raccomanda il Prof. Giustardi, è saperlo comunicare al bambino, parlare con lui e raccontargli il cambiamento a cui sta per assistere nel modo più sereno possibile. I nostri figli non si aspettano la perfezione da parte nostra, chiedono però di venire rassicurati e confortati, accolti nei momenti di fragilità.

Siamo tornati a casa da questo incontro sicuramente arricchiti non soltanto di informazioni utili, ma di un nuovo interessante spunto di riflessione sul diventare genitore. Ogni gravidanza e ogni nascita rappresentano una storia a sé, e diventare genitore è un’esperienza che tocca corde diverse in ognuno di noi.

Ciò che invece ci accomuna, ed è un passaggio fondamentale per ognuno di noi è l’acquisizione di una piena consapevolezza del nostro ruolo, lasciando da parte ogni timore ingiustificato e rinunciando a ogni aspirazione irrealistica di perfezione.

I bambini non arrivano tra le nostre braccia con un libretto delle istruzioni: l’errore, l’incertezza, il dubbio, fanno parte di un gioco di cui non saremo mai certi di conoscere le regole. Semplicemente perché regole non esistono.

Ma le risposte invece ci sono, basta sapere dove cercarle: nel sorriso dei nostri bambini e nei loro occhi che ridono, scopriremo che tutto il nostro impegno sta dando i suoi frutti.

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Valentina Desario

Spirito libero, da sempre. Appassionata di sceneggiatura, sociologia e letteratura. Copywriter, redattrice, divoratrice di libri, sognatrice con i piedi per terra. Da qualche mese totalmente stravolta dall’arrivo di un paio di occhi più limpidi dell’acqua.