Consigli per un allattamento sereno

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Nel seno, oltre al cibo, il bimbo cerca e trova affetto, consolazione, calore, sicurezza e attenzione. Non è solo una questione di alimento. Il bimbo reclama il seno perché vuole il calore di sua madre, la persona che conosce di più. Per questo motivo la cosa importante non è contare le ore e i minuti o calcolare i millilitri di latte, ma il vincolo che si stabilisce tra i due che è una sorta di “continuazione” del cordone ombelicale

Gonzàlez C. “Un dono per tutta la vita”

Il primo sguardo non si scorda mai, il primo momento di contatto e di incontro tra la mamma e il bambino, il primo passo dopo la gravidanza per continuare a prendersi cura del neonato: questo e molto altro ancora è l’allattamento.

Durante i nove mesi di gestazione il piccolo è contenuto in un ambiente accogliente e protettivo, in un rapporto di scambio continuo con la mamma: riceve nutrimento, percepisce l’alternarsi dei suoi stati d’animo, ascolta il battito del suo cuore, vive di riflesso le sue emozioni, in una simbiosi totale e perfetta. L’utero materno avvolge e protegge il bambino mentre il piccolo soddisfa i suoi bisogni di nutrimento e contenimento allo stesso tempo.

Dopo la nascita, il neonato affronta un cambiamento improvviso e radicale, venendo alla luce scopre per la prima volta un mondo a lui totalmente sconosciuto. L’unico suo punto di riferimento, ora più che mai rimane la mamma ed essere avvolto tra le sue braccia, è come tornare a casa.

Il momento dell’allattamento rappresenta l’appagamento dei principali bisogni del piccolo; non solo riceve nutrimento, ma si sente “contenuto” e accolto. Nell’abbraccio della mamma ritrova l’ambiente affettivo e sensoriale che conosce, si sente al sicuro. Il contatto fisico, le sensazioni di calore, sono accompagnate all’atto del nutrire, che in questo caso ha una valenza altamente significativa. Mamma e bambino si osservano a lungo, in un dialogo profondo di conferma reciproca come scrive Giuliana Mieli, psicoterapeuta: “Prima e più della fame, lo lega alla madre un bisogno affettivo di sicurezza. La natura userà questo luogo in cui si stempera l’urgenza affettiva per far passare il latte. L’incontro fisico diventa quindi il tramite attraverso cui si esprime il legame.  E il latte diventerà il segno tangibile della preoccupazione materna”.


Per un buon allattamento la donna nel suo nuovo ruolo di mamma a sua volta ha bisogno di essere sostenuta, dal compagno, prima di tutto, perché qualche momento di naturale stanchezza e sconforto è dietro l’angolo, e da un’ostetrica, se necessario anche una volta tornata a casa dopo il parto.

Spesso le neomamme hanno semplicemente la necessità di sentirsi rassicurate sulle loro competenze e sulla loro capacità, unica e naturale, di intercettare i bisogni del neonato, di essere ascoltate e di poter esprimere liberamente le loro preoccupazioni. E una volte tornate a casa dopo il parto i dubbi non sono pochi: dall’alimentazione da seguire, alla quantità di latte, alla crescita del piccolo.

Dopo la gravidanza e con l’avvio dell’allattamento l’organismo sarà sottoposto a un’ulteriore stress, sia mentale che fisico: ora più che mai occorre supportarlo con una dieta varia e rigorosa, con le stesse attenzioni che si avevano gravidanza. Il fabbisogno energetico in questa fase aumenta di 600-700 calorie al giorno. Nutrire al meglio se stessa e bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, è il modo migliore per alimentare anche il piccolo. Una dieta bilanciata ricca di alimenti leggeri e di qualità non solo garantisce il giusto nutrimento al bambino, ma lo abitua da subito a diversi sapori. Le regole d’oro della gravidanza continuano a essere valide anche durante allattamento: continuare a evitare sostanze eccitanti come la caffeina e gli alcolici sono le prime.

Produco latte a sufficienza?

Per quanto riguarda la produzione del latte, altro punto cruciale, poche sono le mamme che non si sono mai domandate se fosse sufficiente per il loro bambino.

Bisogna sapere che anche in questo caso, la natura non ha lasciato nulla al caso: la produzione del latte segue un meccanismo perfetto per cui la mamma produce le quantità richieste dal bambino. Più il piccolo svuota il seno, più la produzione aumenta, assecondando il bebè.

Modalità di suzione, attacco corretto e posizione del bambino solo le chiavi di volta per una buona riuscita: se la mamma viene sostenuta e  guidata da un’ostetrica fin dall’inizio, il bambino non avrà difficoltà a dare la giusta stimolazione alla ghiandola mammaria regolando nel modo più adatto alle sue esigenze la produzione di latte.

I primi giorni dopo la nascita il  piccolo è intimorito dal nuovo ambiente e le braccia della mamma sono il luogo dove si sente confortato e accolto: rispondere al suo pianto assecondando il suo bisogno è il modo più efficace per tranquillizzarlo.

Niente stime numeriche e niente orologi alla mano: contare le poppate serve a poco. I motivi per cui un neonato reclama seno non hanno solo a che vedere con il nutrimento: spesso ad esempio può capitare che la sera lo richieda anche più del giorno per tranquillizzarsi in caso di “coliche”. Spesso l’aumento della frequenza delle poppate viene scambiato erroneamente per scarsità di latte ma non è così: l’unica regola è ascoltare il bebè e assecondarlo.

Un altro fattore che spesso genera preoccupazione nelle neomamme è l’aspetto del seno: se all’avvio dell’allattamento appariva turgido, con l’andare del tempo sembra quasi svuotato. Anche questo segnale viene scambiato spesso erroneamente per mancanza di latte. Nei primi 40 giorni l’allattamento è in fase di calibrazione e l’organismo materno si assesta alle richieste del piccolo; trascorsa questa fase la produzione di latte si regolarizza, per questo il seno diventa esteticamente più morbido.

Ultimo ma non d’importanza, la stanchezza e lo stress della mamma non sono da sottovalutare: inutile dire che dovrebbe riposare, rilassarsi e trovare momenti per rigenerarsi ma non è certo impresa da poco quando i primi mesi la nuova vita scandita dai ritmi del neonato è tutta da costruire e organizzare; ben vengano quindi gli aiuti di parenti e amici che si propongono di “sollevare” la mamma in qualche modo.

Spesso basta molto meno di quanto si creda: offrirsi di passare al supermercato, fare una commissione al posto suo, cucinare per lei, dedicarle un pensiero: per un buon allattamento ci vuole una mamma serena, e una mamma serena spesso è tale proprio anche grazie alla rete di sostegno attorno a lei.

Nel caso in cui la sensazione che il latte sia davvero diminuito persista, è invece il caso di rivolgersi a un pediatra per verificare la crescita del piccolo e a un’ostetrica. In commercio ci sono integratori particolamente utili in questi casi e adatti a sostenere l’organismo come piùlatte a base di SILITIDIL® e Galega officinalis. La Galega officinalis è nota per la sua funzione galattogoga ovvero favorisce la secrezione del latte materno.

humama piulatte

L’allattamento è una tra le prime sfide della neomamma: può essere a tratti stancante, spesso pieno di dubbi. Non è nemmeno raro qualche piccolo intoppo nel percorso.

La buona notizia però è che la maternità fa vere e proprie “magie”: dopo qualche tempo fa scomparire la fatica rendendola nella nostra mente un ricordo sempre più sbiadito e lontano. Tutto ciò che invece è accaduto di bello, ed è molto, non perderà mai i suoi colori, il contrario. Con il tempo saranno sempre più vivi, indelebili e indimenticabili.

La luce di quello sguardo che frugava dentro i vostri occhi come se vi avesse conosciuto da sempre non perderà mai la sua intensità nella mente.

E già solo per questo, ne sarà sempre valsa la pena.

A cura di Valentina Desario



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