Le ragadi al seno: come prevenirle

Le ragadi al seno in allattamento sono delle piccole ma dolorose ferite che si formano sul capezzolo o sull’areola. Si formano principalmente se il bambino non si attacca correttamente al seno. Allattare quando sono presenti le ragadi è molto doloroso e ci vuole qualche giorno e tanta pazienza per farle andare via!

Per prevenire la loro formazione è importante attaccare il bambino al seno nel modo corretto.

Non esiste una posizione ideale per allattare ma esiste la posizione più comoda per entrambi, che va cercata di volta in volta.

La posizione che viene usata più spesso è quella seduta con il bambino in braccio. E’ importante in questi casi appoggiare la schiena per riposare i muscoli dorsali che altrimenti con il tempo potrebbero affaticarsi e rendere tale posizione dolorosa. Se usate uno sgabello sotto i piedi ancora meglio così potete rilasciare anche i muscoli addominali.

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Proseguendo, confermo di accettare i termini di utilizzo e il trattamento dei miei dati di Periodo Fertile.

ragadi al seno

Può capitare che subito dopo il parto si preferisca allattare da sdraiate con il bambino accanto. E’ la posizione più adatta nei primi giorni dopo un cesareo ad esempio, o dopo una lacerazione che ha lasciato qualche strascico doloroso.

Variare le posizioni durante la poppata o da una poppata all’altra è anche un modo per esercitare la pressione di suzione su parti diverse dell’areola dando così riposo alle altre.

Come deve attaccarsi al seno

Qualsiasi posizione si scelga è importante affinché il bimbo si attacchi bene e non si formino ragadi al seno, portare il bimbo al seno e non viceversa.

Capezzolo e areola circostante devono essere dentro la bocca del bambino in modo che possa spremere i dotti galattofori  e non succhi solo dal capezzolo. Il labbro inferiore della bocca del bambino dovrebbero essere rovesciato in fuori e il suo mento toccare il seno.

La testa va rivolta verso il seno, libera di estendersi e non premuta a livello della nuca, il naso deve trovarsi alla stessa altezza del capezzolo. Il corpo del bambino va a contatto con quello della mamma ,  ben sostenuto e con testa e corpo in asse, cioè orecchio-spalla-anche sulla stessa linea.

Dopo la poppata

Al termine della poppata  quando il bambino si stacca dal seno, il capezzolo deve apparire cilindrico. Non deve essere né schiacciato, né deformato e questo conferma che la suzione è avvenuta nel modo giusto e  non è invece stato schiacciato tra le gengive o contro il palato.

Alla fine della poppata i capezzoli vanno asciugati e  devono essere mantenuti asciutti tra una poppata e l’altra. Sarebbe opportuno, ma è difficile, esporre i capezzoli all’aria e a un po’ di sole ma sfido chiunque a gironzolare per la casa con una taglia quarta o quinta al vento… io non mi sentivo a mio agio anche se ero a casa da sola 🙂

Le coppette assorbilatte andrebbero evitate. Va invece indossato un buon reggiseno che protegga i capezzoli dallo sfregamento contro i vestiti.

Evitate anche impacchi o pulizie varie con alcol che danneggerebbe la cute perché è disidratante. Volendo si può invece applicare, massaggiando, lanolina pura. Meglio infine non lavare con troppa frequenza il seno con detergenti aggressivi per evitare di danneggiare la cute.

I paracapezzoli

I paracapezzoli sono simili a tettarelle per biberon, nella forma, ma fatti in modo da poter aderire al capezzolo per proteggerlo durante la poppata, quando è dolorante a causa delle ragadi. Se le ragadi stanno rendendo complicato l’allattamento potete provarli. Ricordate che in ogni caso non devono venire meno le normali cure del seno che allatta.

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