Allattare un bambino adottato

Allatto… e non ho mai partorito. Allatto e non ho mai partorito: come è possibile? Già solo questa frase potrebbe sembrare un ossimoro, una contraddizione. Eppure, le mamme che hanno allattato senza aver avuto un bimbo in grembo sono tante, solo quelle seguite da chi ha inventato il protocollo di lattazione indotta, o “allattamento adottivo”, sono più di 500.

Allattamento indotto o “allattamento adottivo”

Allattamento indotto: la prima volta che ne ho sentito parlare era il 2007, il protocollo esisteva già da 7 anni. Non sapevo potessero esistere mamme che non avevano partorito e potevano allattare. Invece, con mia meraviglia, scoprii un mondo di cui vi parlerò in questo articolo: il mondo delle mamme che non possono avere bimbi oppure li adottano e decidono di dare loro il proprio latte. Questo tipo di lattazione è infatti anche conosciuto come “adoptive breastfeeding”, letteralmente “allattamento adottivo”

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Proseguendo, confermo di accettare i termini di utilizzo e il trattamento dei miei dati di Periodo Fertile.

Sono Katia Micheletti, consulente di allattamento certificata IBCLC (la certificazione internazionale che viene rilasciata a seguito di un lungo percorso di formazione medico-scientifica e molte ore di consulenza), mi occupo di allattamento da 10 anni e sono founder di Lallafly.com, dove la mia esperienza personale e professionale è messa al servizio dei genitori con per-corsi formativi multimediali pensati per aiutare in vari passaggi del delicato ruolo di genitori (guarda ad esempio il per-corso “Niente più urla e conflitti in famiglia”)

Il protocollo di “lattazione indotta”: le regole per far si che una mamma adottiva possa allattare

Il protocollo di lattazione indotta nasce dall’idea di una Consulente Professionale in allattamento materno, l’IBCLC canadese: Lenore Goldfarb.
Dopo 8 aborti, lei e il marito decidono di tentare la strada della maternità surrogata con ovulo suo e spermatozoo del marito e trovano una mamma surrogata in California. Il desiderio più grande di Lenore, quando l’inseminazione va a buon fine, è quello di poter allattare il bimbo una volta nato. Chiede quindi aiuto ad uno dei guru dell’allattamento mondiale, il Dott. Jack Newman, anche lui canadese, per poter allattare il bimbo al seno.
Da qui inizia l’esperienza di Lenore di lattazione indotta che la porterà qualche anno dopo a stilare insieme al Dott. Newman il protocollo per l’allattamento dei bambini adottivi o nati via maternità surrogata.

allattamento bambino adottato

Non è necessario aver avuto una gravidanza per allattare!

Durante la gravidanza, il corpo della mamma produce ormoni che aumentano mano a mano che la gravidanza prosegue: progesterone, estrogeni e prolattina.

Sono questi gli ormoni che preparano il seno all’allattamento: quando la gravidanza finisce, progesterone ed estrogeni calano e si alzano i livelli di prolattina e il seno comincia a produrre latte.

Il protocollo Goldfarb-Newman ricrea la situazione ormonale di progesterone estrogeni e prolattina esattamente come avviene durante e dopo la gravidanza.

La storia di Lenore: la prima mamma a decidere e documentare l’allattamento del suo bimbo avuto da maternità surrogata.

Lenore iniziò il protocollo 7 mesi prima che il suo bimbo arrivasse, assumendo sotto controllo del dott. Newman le sostanze che “simulavano” la gravidanza.

Cominciò a tirare il latte quando vi fu un’avvisaglia di parto pretermine della mamma surrogata. Quando il bimbo nacque, con due mesi di anticipo sulla data presunta, Lenore già riusciva a tirare 500 ml di latte, arrivando a tirare fino a 1000 ml senza mai aver avuto una gravidanza.

Bimbi adottivi, gravidanza surrogata, rilattazione: tante possibilità e un solo risultato

Questo protocollo può essere utilizzato sia nel caso di un bimbo adottivo, sia nel caso di una gravidanza surrogata che nel caso di una rilattazione, cioè quando una mamma ha smesso completamente di allattare.

Qualsiasi quantità di latte la mamma possa dare al proprio bimbo è un dono prezioso che gli fa!

In molte culture la lattazione indotta viene utilizzata spesso, ad esempio, dalle nonne nel caso in cui la mamma abbia problemi.

La mia personale esperienza di consulenza in un “allattamento adottivo”

Come Consulente ho avuto esperienza di un allattamento adottivo.

La mamma che ho seguito aveva già allattato i suoi bimbi. Ad un certo punto della loro vita famigliare, la famiglia decise di adottare una bimba con una disabilità: la sindrome di Down.

Mi contattò per sapere se sarebbe stato possibile dare il suo latte. Da lì abbiamo tracciato insieme la strada e seguito il protocollo.

Il suo seno ha iniziato a produrre latte ed era pronto nel momento in cui è stata chiamata per conoscere la sua bimba.

Entrambe eravamo coscienti del fatto che la bimba avrebbe potuto non attaccarsi al seno, sia perchè non era mai stata allattata, o aver perso l’istinto di suzione, sia perchè la sindrome di Down, di cui era affetta, avrebbe potuto essere un problema per un attacco al seno ed una suzione efficaci.

Questa mamma voleva comunque darle il proprio latte ed era fortemente motivata a farlo, attraverso il suo seno o attraverso il biberon.

Al primo incontro con la bimba, la piccola aveva già 5 mesi. La mamma molto spontaneamente l’ha presa in braccio, messa in posizione culla e offerto il seno. La bimba l’ha guardata, le ha sorriso e si è attaccata al seno :), abbiamo scoperto poi che la bimba era stata allattata al seno dalla mamma fino a che era stato  possibile e questo ha probabilmente fatto sì che la bimba si attaccasse subito senza problemi.

Ancora oggi raccontare questa storia mi commuove: per la mamma era molto importante e sono contenta di aver potuto contribuire a dare loro questa possibilità.

Chi ti può aiutare in un allattamento indotto

Dopo aver letto questo articolo potresti voler anche tu percorrere questa strada. Per poter applicare il protocollo Goldfarb/Newman è necessario essere seguiti da un medico e da una consulente professionale in allattamento materno IBCLC.

Se la tua decisione è quella di allattare il tuo bimbo adottivo o di indurre la lattazione, prendi informazioni al più presto e crea la tua rete di supporto: medico, IBCLC, ospedale e la tua famiglia.

Se la tua strada non sarà questa dell’allattamento, ti segnalo un mio articolo su Come preparare correttamente e in modo sicuro il latte in formula.

Qualsiasi sia la tua strada, dopo aver letto questo articolo diffondilo il più possibile a tutte le persone che conosci, perché sempre più mamme sappiano che possono, se vogliono, allattare il proprio bimbo anche senza aver mai partorito.

Noi di  lallafly.com siamo a disposizione per aiutare le mamme che fossero interessate a trovare i riferimenti, i professionisti, il protocollo scientifico da seguire per provare questa meravigliosa avventura.

di Katia Micheletti

Katia Micheletti, consulente professionale certificata IBCLC, tutor d’aula e formatrice, founder e responsabile contenuti di Lallafly.com.

Lallafly.com è un portale dedicato ai per-corsi formativi per chi è genitori o vuole diventarlo.

Vi segnalo un nuovo per-corso dal titolo:
“Niente più urla e conflitti in famiglia” http://www.lallafly.com/niente-piu-urla-e-conflitti-in-famiglia/



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2 Commenti

  • F-A-N-T-A-S-T-I-C-O! Non sapevo assolutamente che si potesse fare e credo sia davvero incredibile! Grazie per aver condiviso questa magica esperienza.

    • Grazie a te <3 Effettivamente non è molto conosciuto il protocollo, ma sperimentarlo e vederne i benefici dà davvero una emozione grande