Allattamento in Italia: manca il giusto sostegno e supporto

In occasione della  Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno (SAM) che si celebra ogni anno dal 1° al 7 ottobre,  ricordiamo i benefici e ci soffermiamo in particolare sulla situazione in Italia.

L’OMS ed il Ministero della Salute italiano raccomandano l’allattamento esclusivo per i primi 6 mesi di vita. Successivamente ai 6 mesi , l’allattamento  andrebbe complementato con cibi solidi e semisolidi e proseguito anche oltre i 2 anni di età.

ll ricorso alle formule lattee risulta indicato solo per motivi medici (WHO 2009) o per scelta informata della madre.

Il latte  materno rappresenta il nutriente di eccellenza  per il corpo e la mente nelle prime età della vita del bambino, e varia nel corso dell’allattamento.

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Proseguendo, confermo di accettare i termini di utilizzo e il trattamento dei miei dati di Periodo Fertile.

Il Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN), Prof. Fabio Mosca, ci ricorda che

“Allattare al seno è un metodo senza pari per fornire ai bambini un nutrimento ideale per crescere e svilupparsi in salute; è inoltre parte integrante del processo riproduttivo, con notevoli implicazioni positive per la salute del neonato e della madre. L’allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi compiuti e la tutela dell’allattamento materno, prima e dopo il parto, devono essere un obiettivo prioritario di tutti i neonatologi/pediatri, se si vuole mettere veramente il neonato al centro del futuro.”

Sul tema allattamento esistono ancora troppi tabù e domande che restano in sospeso,

latte materno

Perché il latte materno è insostituibile?

Il latte della mamma è sempre pronto all’uso o e alla giusta temperatura. Si adatta a tutte le fasi di crescita, cambiano via via la propria composizione.

Come spiegano bene gli esperti della SIN, “è  un alimento “vivo” che varia nell’arco dell’allattamento, della giornata, ma anche della stessa poppata: subito dopo il parto ed in attesa della montata lattea, il neonato succhia il colostro, che rispetto al latte successivo è meno carico di zuccheri e grassi e più ricco in proteine per fornire anticorpi protettivi all’intestino. Inoltre la mamma attaccando subito il neonato al seno avrà benefici nel processo di involuzione dell’utero, nella ripresa dal periodo post-partum e un recupero più veloce del proprio peso forma, con minori rischi a distanza di tumore a mammella e ovaio.”

L’allattamento necessita del sostegno di tutti

Allattare non è facile, non tutte ci riescono, ma non per questo sono meno mamme quelle che ricorrono all’artificiale. Su questo tema scontri e dibattiti sui social sono all’ordine del giorno, è ora di finirla, essere mamme non è una gara a chi è la più brava. Se noi donne, noi mamme in primis,  riuscissimo ad essere solidali e a supportarci senza giudicare, le cose forse sarebbero diverse. Le mamme si sentirebbero meno sole, e non avrebbero paura di chiedere supporto quando ne hanno davvero bisogno.

A troppe donne manca il sostegno adeguato, da parte degli operatori sanitari ma anche  della famiglia e dei datori di lavoro, e del tessuto sociale in cui sono inserite.

I permessi per l’allattamento sono spesso mal visti in ambito lavorativo nonostante siano un diritto della madre e del bambino.

Il sostegno vero e proprio è limitato a iniziative lodevoli ma isolate e non sempre presenti in modo capillare sul territorio nazionale: mamme alla pari, consulenti IBCLC.

Secondo i dati presenti nella  Survey Nazionale 2014 sull’Allattamento condotta dal TAS, il Tavolo Tecnico Operativo Interdisciplinare sulla Promozione dell’Allattamento al Seno del Ministero della Salute,  in Italia il tasso di allattamento esclusivo presenta una forbice statistica molto ampia: in uscita dalla maternità varia dal 20% al 97% e a 5 mesi dal 12% al 30%, documentando per l’Italia quindi una grande disomogeneità.

Secondo un interessante report riguardante un campione di 1.055 donne residenti in Sicilia che hanno partorito nel periodo compreso tra aprile e luglio 2017, emerge una bassa prevalenza dell’allattamento esclusivo, che a 5 mesi del bambino è ridotto ai minimi termini. 

Anche chi vorrebbe continuare ad allattare spesso è costretta a smettere per problemi di conciliazione di tutte quelle attività che sono a carico della donna, e che non sono strettamente lavorative.

Come cambiare la situazione?

La SIN si sta impegnando da tempo,  e ne parliamo nel prossimo paragrafo in dettaglio. Manca però un impegno concreto e oserei dire  “rivoluzionario”,  da parte  di chi si occupa di  politiche per la famiglia.

Parliamo spesso del bisogno di un reale sostegno alla genitorialità, non strettamente economico. Sarebbe fondamentale  che le istituzioni si focalizzassero su quel quarto trimestre di gravidanza, così delicato, che  necessita di una assistenza continuativa  per dare fiducia alle mamme e a sostenerle nei momenti di difficoltà.

La  settimana dell’allattamento rappresenta pertanto, a nostro avviso, un momento per sensibilizzare su tanti temi legati alla genitorialità. Se davvero si riuscisse una volta per tutte a dare ai genitori quegli strumenti e quell’assistenza degna di un paese civile, anche l’allattamento al seno diventerebbe una pratica diffusa e continuativa,  senza particolari intoppi per la maggioranza delle donne.

Le iniziative della SIN per promuovere l’allattamento al seno

La SIN è da tempo impegnata in diverse iniziative a supporto dell’allattamento al seno.

Tra queste la realizzazione del “Position Statement sull’Allattamento al seno e uso del latte materno/ umano”, nel 2015, insieme a SIP, SIGENP, SICuPP, SIMP e al TAS e la firma, sempre nel 2015, del documento “Promozione dell’uso del latte materno nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale (TIN) ed accesso dei genitori ai reparti”, insieme a Vivere Onlus, che definisce le linee di indirizzo per favorire l’umanizzazione delle cure e l’allattamento con latte materno anche per i prematuri.

La SIN si sta anche impegnando, su proposta del TAS ed insieme alla SIP, alla FIMP e al Collegio dei Direttori delle Scuole di Specialità in Pediatria, per migliorare la formazione, le conoscenze e l’attitudine dei giovani medici e del personale sanitario che opera in ospedale e sul territorio.

La promozione dell’allattamento deve essere un percorso virtuoso, che inizia in ospedale, ma che poi prosegue nei primi due anni di vita, mettendo il neonato al centro delle scelte politiche e istituzionali, per creare ed incentivare condizioni che permettano alle mamme di continuare ad allattare anche dopo i primi mesi, come di recente richiesto dalla SIN ad esempio, prolungando il Congedo di maternità almeno per i sei mesi successivi al parto.

In occasione della SAM, la SIN ha realizzato, quest’anno, diverse iniziative tra cui un numero speciale di SIN INFORMA, il suo magazine, completamente dedicato alla promozione dell’allattamento al seno.

Le Banche del latte

Se il latte di mamma non è sufficiente, o la mamma è  impossibilitata ad allattare, o per i bambini nati prematuri, si può ricorrere alle banche del latte. In Italia sparse sul territorio ci sono 38  banche del latte umano donato ( BLUD)

L’ Associazione Italiana delle Banche del Latte Umano Donato (A.I.B.L.U.D.) è una Onlus che promuove l’allattamento e la donazione del latte materno e collabora attivamente con i Centri di Neonatologia e di Terapia Intensiva Neonatale.
AIBLUD con la SIN ha redatto le linee guida per l’istituzione delle banche del latte in Italia.

 Fonti:

Comunicato Stampa SIN.

INPRIMIS – INDAGINE SULLA SALUTE PRIMALE: I PRIMI 1.000 GIORNI DEI NOSTRI BAMBINI

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