Prolungamento astensione obbligatoria post partum

Gentile Avvocato, a breve partorirò il mio bambino, sono medico e lavoro presso il Pronto Soccorso di un  ospedale .

Mi e’ stato detto presso la sede dell’Ispettorato del Lavoro della città dove risiedo che il mio e’ un lavoro a rischio e in teoria ho diritto all’interdizione prolungata post partum fino al compimento del 7 mese del bimbo. Ho chiesto dunque alla direzione del personale dell’Ospedale presso cui lavoro come poter fare la domanda per  usufruire di questo eventuale diritto e mi e’ stato risposto che fino ad oggi nessun medico e’ stato del Pronto Soccorso ha fatto simile richiesta. Ribadisco che lavoro presso un Ospedale grosso centro di riferimento per tutti i tipi di emergenza compresa quella psichiatrica… A chi posso rivolgermi?

Gent.le Lettrice,

Gli artt. 7 e 17 del D.lgs n. 151/2001 stabiliscono che la lavoratrice madre abbia diritto a prolungare l’astensione obbligatoria post partum qualora le condizioni di lavoro o ambientali siano considerate pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino, come accade senza dubbio nel Suo caso.

Tale estensione non è tuttavia automatica. Infatti i periodi di astensione obbligatoria post-partum prolungati fino a 7 mesi dopo la nascita del bambino sono disposti dalla direzione provinciale del lavoro, servizio ispezione del lavoro. Per usufruire di tale periodo di astensione post parto la lavoratrice dovrà comunicare al datore di lavoro il certificato (o l’autocertificazione) di nascita del figlio e l’intenzione di riprendere l’attività lavorativa al termine dell’astensione obbligatoria di cui all’art 16 del T.U.

 Il datore di lavoro sarà quindi obbligato a valutare se la mansione concretamente svolta dalla donna rientri tra quelle considerate pregiudizievoli per la salute. In quest’ultimo caso, qualora non sia possibile assegnare la lavoratrice ad una altra mansione non dannosa, il datore di lavoro o la lavoratrice stessa dovranno informare la Direzione Provinciale del lavoro di competenza, la quale emetterà il proprio provvedimento.

cordiali saluti,

dott.ssa Nadia Andriolo