L’unicità dei gemelli e la paura del confronto

Sin dai primissimi giorni di vita i miei due gemelli Giulia e Davide hanno dimostrato di avere ciascuno la propria indole e il proprio temperamento. Io e mio marito eravamo convinti che un imprinting univoco non potesse che portare a comportamenti similari. E invece abbiamo scoperto che Davide e Giulia sono due individui assolutamente distinti, con necessità diverse e modi di reagire talvolta opposti.

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Così, sin dai primi risvegli Giulia apriva gli occhietti tranquilla guardando verso la luce e muovendosi armoniosamente quasi come una ballerina ai mie occhi, con i piedini inarcati ancora abituati alla posizione fetale. Davide invece si svegliava di scatto, con i pochi capelli in testa sempre arruffati, urlando e reclamando attenzioni a gran voce.

Ho imparato presto a distinguere anche da lontano il pianto dell’uno e dell’altra: nervoso e sonoro per il maschietto, quasi pacato al confronto quello della femminuccia. E nei mesi le differenze sono andate acuendosi. Davide ingordo di latte, sempre in movimento e con energia da vendere, Giulia tranquilla e controllata, più decisa ma anche più suscettibile.

Nel nostro caso non è stato difficile dare a ciascuno dei due un proprio spazio, pensare per due invece che per “uno e replica”. Ma il rischio di fare continui confronti e la tendenza a standardizzare per semplificare sono sempre in agguato per i genitori di gemelli. Forse per chi come me ha un maschietto ed una femminuccia, il rischio è comunque contenuto, mentre immagino sia decisamente più forte quando i bimbi hanno lo stesso sesso.

Il tempo passato con i gemelli è sempre sacrificato, le attenzioni sono inevitabilmente dimezzate e la stanchezza a volte porta a desiderare che l’uno si adegui perfettamente all’altro.

Ma ciascun figlio è unico, risponde a modo suo, manifesta bisogni e sensazioni in modo peculiare e, anche quando piccolissimo ed inerme, insegna agli adulti come coltivare una relazione unica e speciale.

Ecco allora che il confronto talvolta c’è, ma può essere vissuto come strumento per misurare i progressi invece che evidenziare i limiti e può regalare sorrisi invece che causare ansie ingiustificate.

Mamma Paola

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