Il ruolo del papà nelle famiglie con gemelli

La tendenza degli ultimi anni che vede un’evoluzione nel ruolo del papà da capofamiglia distaccato a genitore pienamente coinvolto nella crescita dei figli, sembra trovare un riscontro particolare nelle famiglie con gemelli.

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Il papà di gemelli, infatti, viene coinvolto sin dai primi giorni nella cura dei bimbi, nelle operazioni quotidiane di allattamento, cambio e bagnetto e nelle responsabilità pratiche che solitamente sono più a carico della madre quando il neonato è uno. Le maggiori esigenze di due o più bimbi e il minor tempo a disposizione per la mamma, infatti, spingono la coppia di genitori a disegnare anche involontariamente un’organizzazione a due. Il papà è pienamente e piacevolmente assorbito dal tornado di novità portato dai neonati.

Già durante la gravidanza, il papà può risultare più coinvolto, poiché spesso le gravidanze gemellari sono più affaticanti, con una maggiore probabilità di parto pre-termine e quindi con la necessità per la madre di sottoporsi a più controlli e talvolta anche a periodi di riposo forzati. In questi casi il papà ha un ruolo ancora più spiccato nel sostenere la madre emotivamente ma anche nel sollevarla delle comuni faccende domestiche.

Quando poi arrivano i bimbi, il papà è fondamentale per aiutare la mamma a gestire i primi approcci all’allattamento, attività che assorbirà tempo ed energie in maniera totalizzante. Sia nel caso di allattamento al seno, misto o con latte artificiale, il papà è di aiuto nel gestire il neonato non allattato o nel posizionare i bimbi assieme quando la madre preferisce e riesce ad allattare i piccoli contemporaneamente o nel somministrare il biberon di latte artificiale o precedentemente preparato con l’ausilio del tiralatte.

Anche quando impegnato nel proprio lavoro e assente per gran parte della giornata, il papà è presenza essenziale una volta rincasato e durante la notte. Oltre ai pasti, segue la gestione dei bimbi nei momenti di riposo della mamma, concedendole qualche doccia e qualche ora di sonno. Affrontare la notte in due, gestendo dei turni di sonno e veglia, permette di vivere in modo più sereno anche il giorno successivo.

Basta poco per agevolare la mamma e consentire comunque al papà un adeguato riposo: nel nostro caso, per esempio, mio marito rimaneva sveglio a badare da solo ai piccoli fino a mezzanotte – l’una, lasciandomi dormire almeno tre ore dalle 21.00, tempo sufficiente per me per recuperare le energie per i pasti delle ore successive; poi si alzava presto al mattino per aiutarmi nella poppata di inizio giornata, prima di andare al lavoro. Quando rientrava alla sera mi trovava spesso sulla porta desiderosa di lasciargli in custodia i bimbi per una doccia e un boccone da seduta…

Anche il solo incoraggiamento dalla persona amata, può aiutare la mamma a recuperare energie ed ad affrontare paure, ansie e senso di inadeguatezza, che spesso emerge quando i bimbi scoppiano assieme a piangere e sembrano inconsolabili da sole due mani.

Con il passare del tempo, il regolarizzarsi dei ritmi dei bimbi e il diminuire dei pasti notturni, il papà comincia ad avere un ruolo essenziale in altre forme: si cimenta nei primi giochi, può aiutare nella preparazione delle pappe ad inizio svezzamento, può seguire i risvegli notturni da incubi o malessere diverso dalla fame.

E più tardi, quando i bimbi cominciano a manifestare esigenze diverse e diventa necessario dedicare a ciascuno del tempo per coltivare l’individualità di ognuno, il papà diventa ancor di più figura di riferimento. Con il papà, alternativamente, ciascuno dei bimbi può vivere i propri impegni, lasciando alla mamma il tempo di seguire quelli del gemello. Doppi impegni, tempo ristretto, massimo coinvolgimento per entrambi i genitori.

Anche per il papà, quindi, quella dei gemelli è un’avventura non stop che risucchia energie ma regala anche gioie immense.

Mamma Paola

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