Il rientro a casa dall’ospedale e con due gemelli: note pratiche

Prima di partorire, soprattutto per chi è alla prima gravidanza, si fa fatica ad immaginare il rientro a casa e a proiettarsi nella successiva dimensione di mamma. Con dei gemelli, innegabilmente, tutto si fa più complicato e nebuloso.

Personalmente, non avevo un’idea chiara di come avrei effettivamente organizzato i tempi, di come avrebbero reagito i miei bimbi, di quali sarebbero state le loro esigenze nel vivere quotidiano. Ora so che non servono tanti piani di battaglia, quanto piuttosto una minima preparazione degli spazi in casa e una gran dose di pazienza. I ritmi sono dettati dai nuovi arrivati. Lo sono anche quando c’è un solo bimbo, nel caso di due o più, quindi, l’impatto è amplificato.

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Quei visetti che si intravedono tra le lenzuolina e quei vagiti o quei respiri tranquilli nel sonno, per mesi diventano la guida per ogni azione della mamma. L’orizzonte temporale si restringe: non si vive più programmandosi per la settimana, ma si vive programmandosi per le ore successive, sapendo che anche così tutto può essere rimesso in discussione.

Piccole accortezze diventano allora grandi risorse per affrontare questa nuova dimensione da mamma.

In pochi punti vi riporto quelle chicche che mi hanno tanto aiutato nel primo periodo:

  • stilare uno schema di giornata tipo, senza orari fissi, ma con una routine che aiuti mamma e bimbi a cadenzare i ritmi del giorno (poppate, nanna, bagnetto). Ognuno dei bimbi dimostrerà attitudini diverse, ma se si riesce a dare loro una stessa routine, sincronizzando pasti e nanne, si riescono a gestire con un po’ più di tranquillità i risvegli e i segnali di fame;
  • preparare un quadernino o un un’agendina in cui si riportano orari delle poppate, quantità di latte in caso di latte artificiale o misto e annotazioni particolari per ciascun bimbo (pianti, coliche, progressi). Sarà utile per guidare la preparazione dei pasti successivi, sopratutto quando per il peso ridotto dei bimbi è necessario assicurarsi che mangino a sufficienza;
  • tenere oggetti di prima necessità a portata di mano (pannolini, salviettine, biberon per chi li utilizza), con spazi dedicati in zona giorno ed in zona notte, in modo da non dover correre per la casa o fare scale in continuazione;
  • creare degli spazi per tenere i bimbi sempre vicini a sé, in un raggio che consenta di monitorarli durante il sonno e di avvertirne i primi sintomi di risveglio e fame, posizionando delle culle o dei lettini sia in zona giorno che in zona notte (quasi sempre il salotto e il divano diventano l’accampamento ufficiale dei primi tempi);
  • tenere i bimbi nello stesso lettino se condividono bene gli spazi, dividerli se il pianto dell’uno sveglia l’altro;
  • chiedere a parenti ed amici di limitare le visite nei primi tempi per rispettare i ritmi dei bimbi;
  • chiedere aiuto per le faccende domestiche, per riuscire a dormire qualche ora durante il giorno e recuperare le forze per la notte o per ritagliarsi un po’ di tempo

L’ultimo suggerimento sembra banale, ma la responsabilità che si sente verso le nuove creature, l’orgoglio di essere mamme e l’incapacità di capire i propri limiti a volte hanno la meglio. Succede anche con un bimbo solo, con due si è assorbite totalmente e la frenesia dei primi tempi diventa travolgente.

Abituate ad essere indipendenti, a programmare vita privata e lavoro, ci si trova improvvisamente sbalzate in un’altra dimensione, senza tempo, tutta da imparare e da inventare, in cui due mani a volte non bastano…ed ecco che inizia l’avventura di “mamma bis”!

Mamma Paola

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