Perché è così difficile parlare di mestruazioni?

Ha fatto scalpore  negli Stati uniti la pubblicità mandata in onda sulle principali emittenti televisive riguardante un marchio di biancheria intima assorbente, lavabile e riutilizzabile, che può sostituire tamponi, e altri prodotti usa e getta.

Lo spot aveva l’intenzione di affrontare quello che è ancora considerato un vero e proprio tabù:  le mestruazioni, e le donne che hanno le mestruazioni.

Perché ancora oggi in quei giorni dobbiamo sentirci delle “appestate” o per dirla in termini più moderni, delle “sfigate”?

La pubblicità, che consiglio di guardare in toto, voleva, nel suo essere provocatoria,  rispondere alla domanda:

Se avessimo tutti, maschi e femmine  indistintamente, le mestruazioni, ci sentiremmo più a nostro agio a parlarne?

Protagonisti dello spot, sono questa volta i maschi, uomini che devono affrontano tutte le “peripezie” e i contrattempi  a cui le donne sono abituate in quei giorni: cercare di andare in bagno senza che nessuno veda tamponi e assorbenti, trovare il distributore degli assorbenti vuoto, farsi prestare un tampone o un assorbente da un’amica, sporcarsi i pantaloni…

L’immagine che a quanto pare ha fatto gridare allo scandalo, è quella che vede un uomo  camminare in  uno spogliatoio con il filo del tampone che penzola dagli slip. Così scalpore  che diversi emittenti televisive ne  hanno chiesto la rimozione prima di trasmetterlo.

Mestruazioni, un tabù mondiale

Circa metà della popolazione mondiale convive una volta al mese con le mestruazioni.

Perché è così difficile parlarne? O solo anche rappresentarle?

Se pensiamo alle pubblicità che vediamo in TV da noi, di tamponi o assorbenti, le mestruazioni vengono rappresentate in un modo molto soft. L’assorbenza dei prodotti viene mostrata attraverso l’uso di un liquido blu,  che assomiglia sicuramente al detergente che usiamo per pulire i vetri ma non al sangue che le donne perdono  in quei giorni.

Ci fanno vedere donne che fanno le capriole, felici e spensierate. Ma quando mai!

Le mestruaizoni  sono  considerate come qualcosa da camuffare, qualcosa di cui vergognarsi, qualcosa che è preferibile tenere nascosto agli occhi degli altri,  qualcosa di sporco…

Questo modo di trattare le mestruazioni nel mondo ha ripercussioni sociali importanti

La frequenza scolastica delle ragazze a livello globale,  diminuisce precipitosamente intorno alla pubertà e, sebbene ci siano diverse ragioni per l’abbandono scolastico, tra queste  le mestruazioni rappresentano  un fattore importante. Ad esempio, secondo il rapporto UNESCO,  circa 1 su 10 ragazze in Africa non frequenta la scuola nei giorni in cui ha le mestruazioni, perdendo così il 20% delle lezioni in un anno scolastico.  In India, circa 1 su 5 ragazze lascia la scuola dopo l’arrivo delle mestruazioni.

mestruazioni assorbenti

E qui da noi?

Per quanto le ragazzine siano probabilmente più sveglie di quanto eravamo noi 30 anni fa, anche tra di loro non se ne parla, si vergognano di affrontare l’argomento. Si sentono diverse dalle altre quando arrivano le mestruazioni, pensano di essere le prime, quando invece parlandone scoprirebbero che non è così, che anche le altre stanno vivendo questo cambiamento, sicuramente importante, ma che è del tutto normale.

Se siete madri di adolescenti, probabilmente vi sarete accorte delle  difficoltà di entrare in argomento. 

E questo nonostante in casa ne abbiate sempre parlato con estrema trasparenza.

Le mestruazioni nella società altamente industrializzata, digitalizzata, informatizzata,  e chi ne ha più ne metta,  non sono ancora viste come qualcosa di assolutamente normale, naturale.

Certo, sono una rottura di scatole, soprattutto per chi ha  mestruazioni dolorose, emorragiche, magari accompagnate dall’emicrania.

Ci sono donne che non riescono ad alzarsi dal letto in quei giorni, donne che si imbottiscono di antidolorifici.

Ma perché dobbiamo passare per le sfigate di turno se stiamo naturalmente e fisiologicamente male in quei giorni?

Perchè dobbiamo pagare a caro prezzo  gli assorbenti o i tamponi, o le coppette mestruali? Perchè almeno non ci alleggeriscono dell’iva o di almeno  una sua parte?

Se ne sta parlando in Parlamento grazie all’emendamento portato avanti da alcune depitate appartenenti a vari gruppi politici

E’ stata lanciata  una petizione  e  se volete,  potete ancora sottoscriverla su Change.org, le firme stanno aumentando esponenzialmente. Se è questo l’unico modo per far sentire la nostra voce, firmiamo!

Se le mestruazioni le avessero i maschi ( sono anni che auguro loro almeno un mese di mestruazioni)   probabilmente gli assorbenti sarebbero gratuiti da molto tempo! Esisterebbe, a mio parere,  anche la possibilità di usufruire di permessi lavorativi speciali  in quei giorni da bollino rosso.

E invece siamo qui a dover combattere una battaglia impari, per una società ancora troppo  maschilista, irrimediabilmente bigotta che parla di mestruazioni solo quando deve deridere la giornata NO di una donna.

Aggiornamento

Emendamento bocciato ma la battaglia continua..

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Elena

Biologa ad indirizzo fisiopatologico, laureata con lode all’Università di Padova, nel 2007 dopo il primo “mi spiace non c’è più battito”, con mio marito diamo vita a Periodofertile.it, un punto di informazione e di incontro per donne e mamme.
Nel 2019 ho conseguito il Master di II livello presso l'Università di Padova in Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita e Scienze della Riproduzione Umana.