Via il pannolino! La mia recensione.

Tempo fa  vi raccontavo (qui) l’esperienza di spannolinamento della mia bimba, messo in pratica attraverso la “pratica” dell’ Elimination Communication.

Oggi mi piacerebbe fare un breve viaggio all’interno di una delle letture che mi è stata più utile nel mio percorso di mamma alle prese con il quotidiano accudimento di un bambino e le ansie e 1000 domande che ne derivano.
Il libro di cui vorrei parlarvi si intitolaVia il pannolino!”, l’autrice è Elena Dal Prà pedagogista e insegnante di massaggio infantile e mamma di 2 splendide bambine.

Non è un libro che parla di EC, non solo (se ne parla nel cap.7). È un libro che parla di educazione al vasino sotto molteplici punti vista.

Mese per mese tante piccole notizie ed idee per stare bene con il piccolo e tutta la famiglia. In regalo il manuale dello svezzamento di Madegus!
  
Proseguendo, confermo di accettare i termini di utilizzo e il trattamento dei miei dati di Periodo Fertile.

Nei vari gruppi che frequento spesso mi trovo a leggere e condividere i dubbi di molte mamme alle prese con i loro bimbi che non dormono, che non mangiano, che non stanno buoni, che parlano poco, che parlano troppo, che non rispettano le “tabelle di marcia”…spesso mi sento in empatia, altre volte mi domando se interrogare 500 mamme in un gruppo sia davvero “utile”, se il confronto è davvero utile quando partiamo da una situazione di totale indecisione.

Mi spiego meglio. Per quello che è il mio punto di vista sulle cose, mi piace sempre prima interrogarmi in prima persona (e torturare il papà, soprattutto se l’argomento riguarda la crescita della nostra bambina), avere chiara una “strategia” e leggere, leggere, leggere quanto più posso sull’argomento. A quel punto se mi rimangono dubbi interrogo lo spirito di solidarietà femminile e mammesca che forse può capire le mie ansie e aiutarmi. Quasi sempre, perché troppe volte noi mamme (e mi butto nella mischia) abbiamo la spiccata capacità di travisare le parole a favore di un netto e veloce “Ah ecco! Sa’ tutto lei! Vuole farci vedere quanto sia brava/bello/precoce il suo bebè” e tutto va a farsi benedire. Cerchiamo di avere almeno un punto di partenza sul quale ancorare le nostre decisioni e i nostri confronti, cerchiamo di capire che mamme/donne siamo, quanto siamo disposte a metterci in gioco ed accettare e fare nostri dei punti di vista differenti e trovarne comunque una crescita.

Via il pannolino! di Elena dal Prà

Un manuale? Non direi. Un guida? Circa. Un aiuto? Sicuro!
Abbraccia vissuti genitoriali (nel libro sotto il nome di “Voci di mamma e papà”) e ricerche scientifiche, dando al lettore una gamma di informazioni complete.

pannolino1Lo spannolinamento coinvolge tutti, anche i pupazzi. 

Iniziamo a sfatare alcuni miti, ho raccolto in rete le domande e affermazioni che leggo più spesso.

  • “Si inizia con lo spannolinamento a partire dai 2 anni circa, non prima!”.

In genere questo è uno dei “consigli” che danno i pediatri…e qui nasce la mia domanda: “Ma cosa ne sa il pediatra di MIO figlio? Delle routine di MIO figlio e della MIA famiglia, del rapporto di MIO figlio con l’igiene, con il cambio pannolino…etc…etc…”. Insomma siamo noi mamme/papà/nonni/altre figure di accudimento (baby sitter) che abbiamo un rapporto di osservazione e condivisione delle emozioni privilegiato con il bambino, ed è da questa osservazione che devono partire le nostre considerazioni. Inevitabilmente si stabiliscono delle routine, ed è su queste che dobbiamo puntare anche nell’educazione al vasino. Nelle routine il bambino si sente al sicuro, sa cosa aspettarsi e si sente tranquillo a mettere in atto determinate azioni e comportamenti.
Consideriamo anche un’altra cosa che l’autrice sottolinea nel primo capitolo. Se partiamo con i tentativi di spannolinamento intorno ai 2 anni incapperemo con quasi totale certezza nei “fantastici” terrible two, un periodo complicato dal punto di vista della gestione di una piccola personalità in divenire e che ha bisogno di affermarsi quasi sempre in maniera oppositiva.

“Proporre il vasino o il water con il riduttore non vuol dire togliere del tutto il pannolino, ma semplicemente rendere l’utilizzo del vaso un gesto quotidiano e normale, che si inserisce con naturalezza nelle abitudini di tutti i giorni: ci si veste, si mangia, si dorme e a volte ci si siede sul vasino”.

Altra cosa importante e che a volte viene sottovalutata. Molto spesso quando non vogliamo che il bambino tocchi qualcosa diciamo: “No, cacca!” e in questo modo creiamo nel bambino il pensiero che la cacca (chiamiamo le cose con il loro nome, tranquillamente, renderà tutto più semplice!) sia qualcosa di brutto.

  • “Meglio un bel vasino con luci, suoni. Aiuta il bambino a capire dove fare i suoi bisogni”.

Siamo sicuri? Non è che 1000 luci e suoni distraggono troppo il bambino? Ma poi, davvero è necessario investire dei soldi in un “aggeggio” così(parliamo anche di 40-50 euro contro i 2,70 di vasino semplice!!!!)? A casa luci, suoni, colori e quando siamo fuori il bambino la dovrà fare comunque in un normale wc (o come spesso accade a noi nei prati o vicino agli alberi), no?
In commercio esiste davvero di tutto, io rimango dell’idea riportata anche nel libro che un vasino semplicissimo sia perfetto allo scopo.d

[…]l’importante è che sia comodo e che permetta al bambino di poggiare i piedi bene a terra in modo da facilitare lo svuotamento dell’intestino e della vescica.

Interessantissimo nel cap.3 la parte dedicata all’educazione al vasino all’asilo nido. Ne consiglio vivamente la lettura, soprattutto alle mamme lavoratrici che si troveranno così a poter collaborare con le educatrici in questo passaggio così importante per il bambino.

Nello stesso capitolo anche un paragrafo dedicato alle altre figure di accudimento (nonni, baby sitter…)  con le quali noi genitori e il bambino possiamo collaborare e creare un dialogo su questo tema.
Sempre in questo capitolo interessanti gli spunti su come togliere il pannolino a gemelli, a fratelli vicini d’età, a bambini con bisogni speciali.

  • “Diamo una ricompensa/premio quando il bambino fa i suoi bisogni nel posto giusto!”

Personalmente la trovo una cosa diseducativa e “controproducente”. Il premio per i bambino dovrebbe essere la soddisfazione di avercela fatta, di aver fatto come noi grandi, l’orgoglio e i pensieri positivi rispetto a un suo comportamento che noi adulti definiamo corretto ma che per lui dovrebbe suonare come normale .
Una volta che abbiamo dato, ad esempio, una caramella o un cioccolatino, la volta dopo cosa facciamo? E se fa pipì 5 volte al giorno, diamo 5 caramelle? La volta dopo vorrà qualcos’altro?

Se il piccolo non vuole sedersi sul vasino, un motivo ci sarà e va indagato.

  • “Per insegnargli a rimanere asciutto la notte è meglio svegliarlo e portarlo (di peso) in bagno. Così impara a svegliarsi e farla da solo poi.”

Ecco, per inciso io la vedo come una violenza vera e propria. Se qualcuno nel pieno della mia fase REM mi tirasse sù di peso e mi sedesse con le chiappe all’aria sul wc probabilmente finirei con lo svegliarmi e riempirlo di tanti tanti tanti insulti. 😀

[…] con il passare del tempo, infatti, questo comportamento impedisce l’instaurarsi della connessione tra sensazione di riempimento e risveglio.

Per quella che è stata la mia esperienza posso dire che Carola Sofia si è spannolinata intorno ai 20 mesi di giorni e un mesetto e mezzo fa, quindi a 3 anni e 4 mesi circa, la notte. Per la notte abbiamo semplicemente aspettato. Aspettato che decidesse lei se trattenerla o svegliarsi per farla. Quando ho trovato il pannolino asciutto per più di 15 giorni e abbiamo parlato con lei, chiedendole semplicemente se se la sentiva di andare a nanna senza pannolo, spiegandole che avrebbe potuto chiamarci durante la notte e avvisarci che le scappava. Non c’è stato bisogno, la sua decisione è stata quella di trattenere la pipì e dormire senza svagliarsi per fare pipì, salvo rare occasioni in cui era malata e quindi già sveglia per altri motivi nel cuore della notte.

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  • “Se non parla come fa a dire che gli scappa la pipì? Bisogna aspettare che parli!”

Su questo punto riporto la mia esperienza personale. Iniziato l’EC a 8 mesi, spannolinata di giorno a 20, iniziato a parlare in modo comprensibile 26 mesi. Carola si faceva capire a gesti. La sua manina vicino alle parti intime e un piccolo suono con la bocca. Manina avanti per la pipì, manina dietro per la cacca…anche se poi arrivate al vasino quello che faceva, faceva. 😀
Nel capitolo 1 del libro si parla di 3 aree (fisica, cognitiva ed emotiva) per valutare la solerzia del bambino.

  • “Il mio bambino non vuole saperne di fare la cacca nel vasino. O pannolino o niente. Come faccio?”.

Come spiega l’autrice, si tratta di un passaggio assolutamente normale. Il bambino si trova in una fase intermedia che lo sta portando verso l’autonomia ed inevitabilmente vive questo cambiamento. Sono inevitabili periodi di crisi, ma rimane una sola la parola d’ordine per noi genitori ed è: pazienza. Non cercate lo scontro, non pensate che siano capricci, non arrabbiatevi.

  • “Fino a ieri le beccavamo tutte. Adesso si rifiuta di fare i bisogni nel vasino. Perchè?”

Nel cap.5 trovate la risposta a questa domanda. Questi atteggiamenti sono comuni e le cause possono essere diverse e dovute magari a cambiamenti ai quali riusciamo a risalire con facilità.

Le regressioni sono sempre temporanee. […] Mettete da parte per un attimo l’orgoglio di avercela quasi fatta o la delusione per l’accaduto, di certo la colpa della regressione non è da imputare a voi: il vostro bambino sta solo superando una normale tappa di crescita.

Insomma, come potete capire questo libro può davvero rispondere a tutti i più comuni quesiti che ci poniamo davanti allo spannolinamento.

Nel cap.7 la spiegazione dell’EC, nel cap.8 preziosi consigli per avere bagno e pulizia a misura di bambino, nel cap.9 la presentazione dei pannolini lavabili e il lato ecologico dell’educazione al vasino (davvero interessante!).

Ecco, fossi in voi non mi perderei una lettura del genere! Perché davvero potrebbe aiutarvi a sciogliere i dubbi su questo importante passaggio, perchè nessuno di noi lo viva come un obbligo o un’imposizione del genitore nei confronti di un bambino piccolo e soprattutto perché credo quando si ha un figlio la parola rispetto (della persona, dei suoi tempi, della sua preziosa individualità) sia un valore da coltivare e condividere.

A presto!

Francesca Calori

 

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3 Commenti

  • Mia figlia no ne vuol sentire nulla di lasciare il pannolino nemmeno sul vasino riesco a farla sedere come devo fare? Ci tento è impossibile tiene già 2 anni

  • Cara Francesca, nemmeno io conosco tuo figlio e neanche il tuo pediatra se è per questo, ma premesso che ogni bambino è diverso e l’educazione è essenziale, si tende ad indicare i 20, 24 mesi perché in quel momento il bambino ha raggiunto un maturazione psichica e fisica tale da controllare la popò…per dirla banalmente….è una questione di muscoli! sai come facevano i vecchi pediatri a capire quando i bambini erano in grado di trattenerla? facevano camminare i bambini sulle scale ….5 gradini di scale domestiche senza attaccarsi…a quel punto i muscoli sfinterici sono pronti per fare il loro dovere…per quanto riguarda i pannolini lavabili ti devo dire che li devono migliorare ….a me piacerebbero ma ho fatto un tirocinio in un nido dove ben 5 bambini li avevano, di marche diverse , e puzzavano talmente tanto di pipì che gli altri bambini li allontanavano…. certo che puoi cambiargli ogni mezzora….ma non so la tua, la mia lavatrice non lava gratis….infatti io sto facendo scorte dei pannolini usa e getta bio de gradabili , va solo staccata l’etichetta e poi tutto nell’umido!
    Posso approfittare della tua esperienza per consigliarmi una fascia porta bebe per donne basse , pratica da mettere? a me interessa solo per i primi mesi, per dargli il contatto petto a petto che tanto lo rassicura. Grazie dei tuoi interventi!

    • Ciao mafaldina, grazie per esserti fermata a commentare il mio post.
      Per come sono fatta personalmente non chiedo al mio pediatra i consigli per lo spannolinamento, preferisco informarmi attraverso i canali che ritengo più consoni e riferirmi al pediatra solo in caso di necessità mediche perché si presume lui abbia in medicina e trovare un pediatra aperto, informato e aggiornato su argomenti come questi (EC, alimentazione, allattamento a richiesta…) è un caso più unico che raro…purtroppo.:worried:
      Per i pannolini lavabili probabilmente le mamme che li utilizzavano non stoccavano, lavavano o asciugavano correttamente perché noi li abbiamo usati per 18 mesi (+ altri mesi sono di notte) e mai nessuno mi ha detto che mia figlia puzzava e io per prima non ho mai riscontrato questo problema, perchè mi sono sempre ben informata sul modo giusto di stoccarli, lavarli e farli asciugare. E così il problema delle 1000 lavatrici che tutti pensano di avere con i PL si risolve facilmemente, anche perchè io li lavavo insieme al resto della biancheria della famiglia, senza far andare la lavatrice 24/24h.(…che nemmeno qui è gratis, eh! :blush:)

      Per la fascia ti lascio il link a un gruppo (https://www.facebook.com/groups/portareibambini/) e ad un articolo/intervista ( https://www.periodofertile.it/bambini/portare-i-bimbi-nella-fascia-perche-lo-chiediamo-a-mamma-francesca che Elena Crestanello mi ha fatto qualche tempo fa, anche lì trovi i riferimenti per informarti. Per qualsiasi altra cosa rimango a tua completa disposizione, qui o via mail a francesca@periodofertile.it .

      Grazie ancora per il tuo commento!

      😉

      Francesca