Sopravvivere alle vacanze…dei bambini

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Vacanze. Le  sogni da matti quando sei bambino, non vedi l’ora che termini  la scuola per poter finalmente giocare a tempo indeterminato, andare a letto più tardi la sera e non dover avere a che fare con compiti e interrogazione  per un po’  di settimane.

Da grandi è più o meno la stessa cosa non vedi l’ora di aver quelle due settimane di pausa per dedicarti a te stesso e alla tua famiglia, per ricaricare le pile e fare finalmente nel possibile quello che ci piace di più, anche se fosse solo dormire un paio di ore di più la mattina.

Per chi fa  un lavoro da casa come me, da un certo punto di vista le cose si complicano quando iniziano le vacanze dei bambini.

Da un lato sono contenta perché la mattina dormo qualche minuto di più visto che sono nottambula, dall’altro la conciliazione con il lavoro diventa una vera e propria crociata.

Loro sono euforici, i primi giorni dopo la chiusura della scuola ti mettono a soqquadro la casa come a voler  utilizzare tutti i giochi che non hanno fatto in tempo ad usare o hanno sfruttato poco durante l’anno scolastico, in un colpo solo. Un delirio!

Oggi ad esempio siamo nella fase strumentale: pentole, armonica a bocca e pianoforte in una stanza, dall’altra hanno appena finito di usare tutti i mattoncini possibili per fare una casetta delle bamboline.

E tu che in quel trambusto, devi lavorare, concentrarti, rispondere alle telefonate, magari via skype ma tassativamente senza webcam che potrebbero trovarti  ancora in pigiama alle 3 del pomeriggio. Perché  nel frattempo hai dovuto rispondere alle email urgenti, preparare gli ultimi post, fare i letti, la spesa perchè il frigo ora è sempre vuoto, da mangiare perché con loro non più scuola per il pranzo,  non te la puoi più cavare con un panino al volo. E ovviamente senza dimenticare di incastrare un giretto al parco giochi che serve per stancarli un po’ e sperare che la sera si addormentino presto.

parco

Devo dire però che grazie a loro l’aria di vacanza aleggia per le stanze, anzi soprattutto in una stanza in particolare. Si perché nonostante ci siano una cucina, un soggiorno due camere e due corridoi, dove si mettono a giocare nella maggior parte del tempo?  Nel tugurio dove lavori tu. Quindi delle volte qualcuno si arrampica sulla tua sedia, si infila sotto la scrivania perché sta giocando a nascondino,  ti fa ruotare la sedia nel mentre stai scrivendo un articolo o un ‘email e ti parte per sbaglio quell’invio che non vorresti.

E tu no non puoi “sbroccare” perché altrimenti ti servirebbe almeno un’altra ora di  tempo per placare gli animi offesi.

E allora in nome di Tata Lucia, nascono le REGOLE per una convivenza civile e devo dire che per qualche giorno hanno un tacito successo.

Poi subentra la noia e la routine delle  vacanze che un po’ riesci a stanare grazie ai compiti (per fortuna) che rompono la monotonia e dall’altro con il conteggio alla rovescia dei giorni che mancano alla partenza per il mare quando finalmente anche tu staccherai il pc e potrai finalmente dedicarti in toto a loro con  la certezza che prima o poi la scuola ricomincerà 😉

 

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