Primo giorno di scuola materna: pensieri sparsi di una mamma

Tuo figlio la sera quando va a letto chiama la persona che ama e vorrebbe che non lo lasciasse. E quando noi andiamo a mangiare, lui vorrebbe venir con noi, non già per mangiare anche lui, ma per guardarci, per starci vicino.
L’adulto passa accanto a questo mistico amore senza riconoscerlo: ma badate, quel piccino che vi ama crescerà e scomparirà.
Chi vi amerà come lui?
Chi vi chiamerà andando a letto, dicendo affettuosamente: “stai qui con me” anziché dire con indifferenza: “buona notte”?
Chi desidererà altrettanto ardentemente starci vicino mentre mangiamo solo per guardarci?
Noi ci difendiamo da quell’amore, ma non ne troveremo mai un altro uguale”.
Maria Montessori “ Il segreto dell’infanzia”

C’è qualcosa di unico in settembre. Qualcosa che profuma di nuovi inizi, di aspettative, di novità. Qualcosa che ha il sapore del ricominciare, delle pagine bianche di un diario, di obiettivi da raggiungere.

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Proseguendo, confermo di accettare i termini di utilizzo e il trattamento dei miei dati di Periodo Fertile.

Uno di questi è un passaggio di vita che da sempre emoziona per tutti i significati che porta con sè, l’inizio della scuola materna. Un momento sul quale ogni mamma si trova a riflettere  fin quando sembra ancora lontano e quando invece si avvicina è in grado di smuovere dal profondo anche i vissuti che sembravano sopiti. Accompagnando il proprio bambino verso una nuova avventura alla scoperta del mondo e di sé, ci si trova a fare i conti anche con i propri vissuti d’infanzia, che non solo riemergono in modo più o meno impetuoso, ma che ci ricordano che tra giorni di sole e momenti meno facili il tempo è trascorso senza chiederci il permesso.

Diventare mamma ci abitua forse come poche altre esperienze a convivere con sentimenti ambivalenti: felicità e sfinimento, senso di pienezza e malinconia, entusiasmo e amore immenso per il proprio bambino insieme alla nostalgia di quelle giornate di ragazza, fatte di leggerezza, energia, sogni e tempo da dedicare che a sé, proprio quel tempo che d’un tratto svanisce con l’arrivo di un figlio.

E se per molto tempo capita di sentirsi “divise” tra il desiderio struggente che il tempo non passi, e quello di riappropriarsi almeno in minima parte dei propri spazi, ci sono fasi, come quella dell’inizio della scuola materna che ci ricordano che quel tempo è davvero trascorso.

primo giorno di scuola materna

Ed è proprio per questo che stamattina, proprio da qui, da quella linea di confine che segna questo momento di passaggio, non ho potuto fare altro che prendere carta e penna, per lasciare una traccia di queste emozioni, che forse altrimenti un giorno faticherei a ricordare.

Dalla soglia della porta dove la maestra mi ha “confinato” per abituare il bambino (e me) al distacco, cerco di cogliere ogni segnale. Sorridi, stai ritagliando un foglio, inconsapevole che io sia lì dietro a osservarti, finché ti rendi conto che non sono più vicino a te e non saranno sempre e solo le mie parole e i miei abbracci a consolarti. Non avrei mai immaginato quanto possa essere difficile farsi da parte.

Mi lascia, questo momento, il valore della transizione, quella sensazione che una fase di vita si stia per concludere ma non ne sia ancora iniziata una nuova né per me né per te. Questo passaggio ha il sapore dell’attesa e dell’ascolto ed è proprio qui, che per la prima volta rivedo me stessa nei tre anni trascorsi, consapevole del valore immenso di quelle giornate che sembravano interminabili, di quegli abbracci, di quei piccoli piedi che esploravano il perimetro del salotto e che ora hanno bisogno di muovere i primi passi nel mondo.

Cambiano i tuoi bisogni e sarò io a dovermi adeguare.

So che sta per concludersi una fase di vita in cui il nostro mondo siamo stati noi due, i nostri rituali, la mia stanchezza, il rumore delle foglie la mattina al parco, le canzoni, le risate. E mentre mi assalgono emozione e malinconia insieme, i tuoi occhi sbucano vivaci e un po’ smarriti dalla porta della classe.

Per oggi finisce qui e dentro di me tiro un sospiro di sollievo, orgogliosa del tuo entusiasmo verso nuove esperienze e altrettanto sollevata: ho ancora un po’ di tempo per abituarmi a tutto questo. Per oggi però, ancora per oggi, posso fare finta che il tempo possa fermarsi, che il salotto di casa sarà sempre invaso dalle tue macchinine, e che crederai sempre che un bacio possa guarire un ginocchio sbucciato.

Solo oggi. Domani, promesso, tornerò a fare il mio dovere. Ti accompagnerò ancora a questa porta e farò il bene per te, come ho sempre fatto: gioirò delle tue conquiste e ti starò vicino quando avrai bisogno di me.

Sarà il mio primo piccolo passo indietro farti capire che puoi essere felice anche quando non ci sono, che il mondo e le relazioni sono qualcosa che vale la pena di esplorare e soprattutto che hai tutti gli strumenti per farlo, a modo tuo. In fondo forse, è soprattutto questo essere mamma, comprendere i bisogni e saper lasciare andare quando è il momento, anche con qualche piccolo peso sul cuore.

Un abbraccio a tutte le mamme che come me stanno accompagnando i propri bambini verso questa nuova avventura, non sempre sarà facile, ma qualcosa mi dice che ne vale comunque la pena.

Valentina Desario

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Valentina Desario

Spirito libero, da sempre. Appassionata di sceneggiatura, sociologia e letteratura. Copywriter, redattrice, divoratrice di libri, sognatrice con i piedi per terra. Da qualche mese totalmente stravolta dall’arrivo di un paio di occhi più limpidi dell’acqua.