Nella Biofattoria HIPP per scoprire come nascono i loro alimenti per l’infanzia

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Lo sapevate che dalla presenza dei lombrichi possiamo giudicare se un terreno sia sano e fertile? Noi lo abbiamo scoperto durante una trasferta in Polonia nella tenuta di Mr. Stefan Hipp, che ha regalato a un gruppo di mamme blogger una full immersion nella natura, per spiegare loro cosa significhi veramente coltura biologica, raccontando con passione i principi che animano la sua azienda di baby food.

Tutto comincia dalla terra, che qui a Podaji, nella Polonia del nord, è rispettata e trattata con amore, senza l’uso di fertilizzanti chimici o pesticidi, mai.

Il mantra dell’azienda agricola è infatti quello di imparare ad ascoltare e osservare la natura, lasciandola il più possibile libera di fare il suo corso, perché solo così si ottiene un circolo virtuoso: terreno sano che significa piante sane e animali sani. E quindi esseri umani più sani.

Mentre quando si riempie il suolo di agenti chimici, come accade nell’agricoltura convenzionale che modifica l’ordine di creazione della natura per adattarlo alle esigenze dell’uomo, si rischia di mettere a rischio la nostra salute e quella dei nostri bambini, perché i veleni utilizzati passeranno nell’acqua, nel mangime del bestiame, fino ad arrivare dritti nei nostri piatti.

Tra l’altro un terreno rovinato dai pesticidi impiega 20 anni a rigenerarsi.

Tornando al nostro lombrico, scavando tunnel e dissodando la terra, è uno dei migliori alleati dei contadini, perché agisce da fertilizzante naturale, creando un terreno perfetto per la coltura che diventa casa di altri microrganismi buoni. Il terreno di coltivazione biologica è un terreno sano, e naturalmente ricco di vermi, batteri, microrganismi, insetti. Mentre un terreno sfruttato con fertilizzanti chimici per produzioni intensive è un terreno impoverito, dove anche i nostri amici lombrichi fanno fatica a vivere. (Pensate che in un ettaro di terra biologica si trovano circa 500 vermi, contro i 18 di un terreno tradizionale).

A spasso per l’immensa tenuta dove profumi e colori si mischiano e lo sguardo si perde, abbiamo ascoltato le parole di Mr. Hipp, piene di amore e stupore per la sua terra,  ed era impossibile non restare contagiate dal suo entusiasmo, mentre tirava fuori una carota dal campo con le sue mani o ci mostrava il campo di patate che crescono spontanee, spiegandoci che sono proprio questi ortaggi la base delle pappe Hipp.

E’ incredibile come un manager del suo calibro ami sporcarsi le mani nell’orto e conosca tutti i segreti della campagna come fosse l’orticello di casa sua.

Tra aneddoti e consigli su come coltivare rispettando la biodiversità, senza fare stragi di api, preziosissime impollinatrici di fiori e utilizzando solo pesticidi naturali come il neem, che è una pianta dalle preziose proprietà anti-batteriche, una domanda sorgeva spontanea: come si fa ancora a non pensare di mangiare solo biologico per il resto della nostra vita?

Hipp: zero pesticidi, molti controlli e assoluta trasparenza

Soprattutto quando si tratta di nutrire i nostri figli, la consapevolezza di cosa mettiamo nella pappa diventa fondamentale, per questo abbiamo chiesto a mr. Hipp in che cosa si differenzia la HIPP rispetto alle altre azienda con certificazione biologica EU. Ci ha risposto in modo chiaro, ecco le sue parole:

Per la Hipp organico significa senza nessun rimedio chimico, e nessuno per noi significa zero, zero, zero. Non c’è niente di rintracciabile (perché nessuna sostanza viene utilizzata nei nostri campi). Quando invece si parla di regolamentazione per il biologico in generale, esiste una soglia  equivalente a 10 ppb di sostanze chimiche accettate. 0,01 mg/kg (10 ppb).  

La seconda differenza è che i nostri campi si trovano in zone incontaminate, lontani da fabbriche o territori inquinati e tutti i rapporti con le aziende che lavorano per noi sono all’insegna della trasparenza. Noi per ogni ingrediente che utilizziamo nella produzione del baby food, siamo in grado di dire da quale azienda proviene.  

Inoltre tutte le aziende agricole e le fattorie che lavorano per noi sono sottoposte a regolari controlli per garantire lo standard richiesto da Hipp, che è differente dagli altri.  

La trasparenza è un valore che sarà sempre più importante in futuro, perché sempre più spesso i consumatori cominciano a chiedersi non solo se un prodotto sia organico ma anche da dove venga.  I nostri agronomi e ingegneri agricoli passano il loro tempo in giro per il mondo, in Germania, Italia, Sudamerica o Africa, per visitare le aziende e le fattorie che ci forniscono materie prime e parlare con i produttori, facendo test del terreno, delle piante e controlli dei prodotti della terra. Facciamo più di 280 test per ciascun prodotto e poi li ritestiamo per più di 1000 altre sostanze per garantire che siano sani e puliti, prima di metterci il nostro nome.

Continuando la nostra intervista, abbiamo chiesto ulteriori rassicurazioni sulla genuinità e sicurezza dei prodotti Hipp per il baby food.

Ci sono fondamentalmente 2 ragioni per scegliere i prodotti baby food Hipp: Nessun’altra azienda fa tanti test quanti ne facciamo noi. Per avere il baby food più sano possibile una mamma deve accertarsi in primis che sia organico, poi che sia testato come accade in un’azienda come la nostra, che ha una lunghissima tradizione di agricoltura biologica.  Se una mamma decide di preparare in casa il cibo per il suo bebè comprando gli ingredienti freschi al mercato deve sapere che quella pappa non sarà altrettanto controllata, perché ortaggi e carne non sono testati come accade nella nostra azienda biologica specializzata in baby food, che deve rispettare regole severissime studiate apposta per l’alimentazione dei neonati. Con il fai-da-te una mamma non può essere sicura che il cibo che sta dando al suo bambino contenga tutti i nutrienti di cui ha bisogno a seconda dell’età. Questa è una questione molto importante. 

Il bestiame allevato senza antibiotici

A proposito di carne e allevamenti biologici, durante la nostra visita in fattoria, ci hanno più volte attraversato la strada mandrie di Black Angus, che qui vivono liberi e pascolano all’aperto, quasi tutto l’anno. I vitelli restano con le loro mamme per otto mesi e sono allattati naturalmente. E tutti gli animali sono allevati senza l’uso di antibiotici, sempre. Semplicemente perché non ne hanno bisogno, visto che non si ammalano praticamente mai. Hanno una dieta sana, si cibano di tante varietà di erba (e non sempre con lo stesso fieno come accade generalmente negli allevamenti) pascolano liberi e hanno un sistema immunitario più forte.

Come anche le pecore che salutavamo dal finestrino delle piccole jeep che ci portavano in giro da un capo all’altro della fattoria.

Abbiamo poi chiesto a Stefan Hipp quali siano i principali ostacoli che deve fronteggiare, stando a capo di una delle più grandi aziende di prodotti bio al mondo.

Il principale problema che avremo in futuro è continuare a trovare la quantità e la qualità di materie prime organiche di cui abbiamo bisogno. Il buon segno è un crescente interesse generale del mercato verso il biologico e una maggiore domanda da parte dei consumatori, che sta spingendo tante aziende a operare nel biologico. Il problema è il generale inquinamento dell’ambiente che ci circonda ed è proprio su questo fronte che si gioca la nostra più grande sfida.

Soluzioni per il futuro? Come salvaguardare la biodiversità sempre più minacciata da cambiamenti climatici, dall’inquinamento e invertire la rotta per regalare davvero ai nostri figli un futuro sostenibile?

Quello che davvero possono fare i consumatori per il nostro futuro e quello del nostro pianeta è comprare sempre più prodotti biologici, perché solo così il mercato del bio potrà crescere, così come l’offerta di prodotti organici. Un numero sempre maggiore di fattorie si convertirà al bio, sempre meno pesticidi verranno utilizzati sui terreni e le future generazioni potranno vivere in un ambiente migliore più pulito e vivibile. E’ molto importante convincere quante più persone possibile a passare al bio.