Maschi e femmine? Hanno le stesse capacità matematiche

Il mondo è ancora intriso di tanti, troppi stereotipi che riguardano le differenze tra maschi e femmine.

Inclinazioni e talenti non sono legati ai cromosomi X o Y, eppure agli occhi di molti appare strano se a una donna piace il calcio o le auto potenziate, o a un maschio la danza classica e il lavoro a maglia.

Per decenni siamo cresciuti ragionando  e pensando a comparti stagni, quando invece sarebbe bellissimo poter manifestare le proprie inclinazioni e abilità, senza dover fare i conti con inutili preconcetti che tarpano le ali a chi vorrebbe prendere il volo, seguendo le proprie passioni e i propri talenti.

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Le capacità matematiche non hanno sesso

Molti genitori e insegnanti sanno benissimo che l’attitudine di un bambino per la matematica non ha nulla a che fare con il proprio sesso. Negli ultimi anni anni molte ricerche hanno impiegato solo i punteggi dei test per confermare questa verità.

Un nuovo studio pubblicato a novembre 2019 sulla rivista Science of Learning ha seguito una strada diversa, utilizzando la risonanza magnetica funzionale (che permette di vedere non  solo la struttura ma anche la funzionalità di un organo).

In questo modo si è dimostrato che i bambini piccoli usano gli stessi meccanismi e le stesse connessioni cerebrali  per risolvere i problemi di matematica, indipendentemente dal loro sesso.

capacità matematiche

Il gruppo di ricercatori, guidato da Jessica Cantlon della Carnegie Mellon University, ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale per misurare l’attività cerebrale in 104 bambini (da 3 a 10 anni, di cui 55 femmine) mentre guardavano un video educativo che riguardava argomenti di matematica.

I ricercatori hanno quindi confrontato le scansioni di maschi e femmine, ottenute dalla risonanza,  per valutare le similitudini cerebrali.

I ricercatori sono anche andati ad esaminare la maturità del cervello confrontando le scansioni dei bambini con quelle prese da un gruppo di 63 adulti (di cui 25 donne) che guardavano gli stessi video di matematica.

Il risultato: non è stata trovata alcuna differenza nel modo in cui i bambini e  le bambine elaborano le abilità matematiche e nemmeno  nel coinvolgimento durante la visione dei video educativi.

Non è stata trovata alcuna differenza nello sviluppo del cervello tra maschi  e femmine da adulti.

I ricercatori hanno identificato quali aree del cervello rispondono più fortemente ai contenuti matematici dei video e nei compiti, rispetto ai contenuti non matematici come la lettura o l’alfabeto. In questo modo hanno identificato una sorta di “rete matematica” che si attiva quando i bambini sono sottoposti a stimoli matematici.

Nelle bambine, si nota  una particolare regione cerebrale che si attiva, e nei bambini si vedono  esattamente le stesse regioni. Queste regioni si possono sovrapporre perfettamente.

Le differenze? Non esistono.

La somiglianza cerebrale tra maschi e femmine è risultata evidente non solo in ambito matematico e questo dimostra come gli esseri umani siano più simili tra loro di quanto si pensi.

Questi risultati servono anche a  respingere gli stereotipi dannosi ma persistenti che portano le ragazze ad allontanarsi dai campi scientifici, tecnologici, ingegneristici e matematici nel momento delle scelte scolastiche.

Basta  visitare una qualsiasi scuola superiore ad indirizzo tecnico.

Quante ragazze si iscrivono all’ITIS?

Quanti ragazzi si iscrivono a un percorso più umanistico?

In entrambi i casi sono percentuali bassissime.

E tutto questo perché c’è ancora insita nella nostra società una differenziazione professionale legata al sesso.

Non è il caso di aprire le menti e cambiare strada?

 

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