Lo sviluppo del linguaggio nei gemelli a due anni

Con i due anni i bambini acquisiscono maggiore proprietà di linguaggio e con un vocabolario normalmente di 400 parole riescono a farsi capire e a esprimere chiaramente emozioni e bisogni. Nei momenti di maggiore impulsività o stanchezza, il linguaggio prevalente rimane quello del pianto, ma la parola è ormai mezzo comunicativo acquisito ed anzi, a questa età cominciano anche in quei momenti e tra i lacrimoni a spiegare urlando e a tentoni il motivo di frustrazione. E’ un passaggio fondamentale, perché li aiuta a esternare quello che essi stessi a volte non capiscono e non gestiscono. La parola quindi guida chi sta loro vicino nella comprensione dei bisogni, ma permette anche di canalizzare emozioni e sensazioni.

In questa fase i bimbi sembrano assorbire come spugne canzoncine, filastrocche, sigle, che poi ripropongono allo sfinimento. Chiedono continuamente di leggere gli stessi libretti seguendo da vicino lo scorrere della storia e delle pagine, ripetendo talvolta qualche parola e correggendo l’adulto che prova a cambiare il finale o che distrattamente salta qualche pagina.

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Rispetto ai bambini singoli, i gemelli sono rallentati nel perfezionamento della dizione, perché inevitabilmente influenzati dal fratello e perché tra loro c’è piena comprensione e il fatto di capirsi tra loro li porta a sforzarsi meno. Se guidati in modo corretto dall’adulto e sempre in forma di gioco, però, imparano a correggersi a vicenda e a scandirsi le parole, aiutandosi l’un con l’altro e aiutando inconsciamente se stessi.

Lo sviluppo non è sempre coincidente, ed anzi spesso è uno dei due a dimostrarsi più portato e a precedere l’altro nella costruzione di frasi complesse e nella coniugazione dei verbi. Ma sta anche all’adulto supportare il meno loquace indirizzandogli domande dirette, senza passare per la traduzione del fratello.

Nella mia esperienza con Giulia e Davide, ho notato che non c’è stata una netta prevalenza di uno sull’altro, ma uno sviluppo quasi a scatti con momenti in cui Giulia sembrava più sciolta di Davide e momenti in cui Davide recuperava e superava. Giulia ha primeggiato nell’utilizzo dei verbi corretti, ma Davide, che da sempre adora la musica, proprio stimolato dalle canzoncine si è tuffato per primo nel magico modo dei ritornelli musicali, formando frasi complesse e imitando le vocine dei CD ascoltati. Nel nostro caso poi, la curiosità e il brio che li caratterizza ha trascinato tutta la famiglia nel tunnel dei “perché” e dei “cos’è questo”, da cui dobbiamo ancora uscire 🙂. Mi piace stare ad ascoltarli, cogliere in loro la voglia di raccontarmi tutto la sera quando torno dal lavoro, tutto con frasi sconnesse ed estemporanee, ma così vive. Giulia mi racconta le marachelle di Davide e Davide mi racconta di aver visto per strada ruspe o camion. Così diversi eppure così inseparabili. Lei così perfezionista, lui così fisico. Entrambi assolutamente speciali!

Mamma Paola

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