Lo svezzamento e le vacanze

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Se quattro anni fa mi avessero detto che una volta diventata mamma non mi sarei privata di nulla o quasi non ci avrei creduto.

La mia prima esperienza da madre infatti è stata gestita in modo da vivere in completa simbiosi con il mio bambino sacrificando il mio tempo in base alle sue esigenze.
Ogni minuto delle mie e delle nostre giornate veniva coordinato assicurandomi che ad una determinata ora e/o per un determinato bisogno, fossimo a casa alle prese con i vari bagnetto, pappa e pisolino.

Avevo inculcato abitudini nel suo e nel nostro quotidiano, cronometrando come un orologio svizzero ogni cosa e, a distanza di tempo, questo mi ha fatto riflettere su alcune situazioni di cui non ho potuto godere in sua compagnia e in vicinanza alla mia famiglia.
Ogni singolo momento veniva gestito al meglio per creare delle sane abitudini che ci hanno spogliato di altre cose.

Con l’arrivo del secondo bimbo e successivamente del terzo, ho però compreso che i miei bambini di diverso non avevano solo l’età ma anche le esigenze. Motivo per cui riuscire a far combaciare alla perfezione orari e abitudini di tutti e cinque -due genitori e tre figli- sarebbe diventato pressoché impossibile.

In quello stato per noi sarebbe impossibile poter andare anche a fare delle semplici spese senza pensare di portarci dietro almeno due dei nostri tre bambini. E se avessimo aspettato il momento adatto per fare qualcosa solo per noi, avremmo rischiato di dovere attendere la loro maggiore età (almeno).
Abbiamo quindi imparato a gestire tutte le necessità cercando di sposarle al meglio con quelle dei nostri bambini.

Proprio per questo la prima esperienza di svezzamento fuori casa è stata vissuta proprio con il più piccolo dei tre.

Mi sono ritrovata a dover viaggiare spesso per lavoro e mi piaceva l’idea di abituarlo “in giro per il mondo” permettendo ad entrambi di vivere insieme qualcosa fuori dall’ordinario. E il suo svezzamento fuori casa è iniziato proprio così: tra un aereo, del brodo di verdure e della crema di mais e tapioca.

Quella prima volta fu solo la prima opportunità nell’imparare a dirigere le successive sperimentando volta per volta la situazione più adatta al suo appetito e ai suoi bisogni.
Mi sono munita di termos, scalda biberon, bavaglini usa e getta, posate da viaggio. Ho provato qualsiasi accessorio ho pensato potesse essere utile e l’arrivo dell’estate mi ha permesso anche di poter fare a meno di alcune di queste cose.

Il caldo, l’afa e il continuo sudare spesso rendono inappetente anche i più grandi mangioni ed ecco perché sono riuscita a trovare un modo per poter riuscire a saziare il mio bimbo anche in questi mesi così tremendamente aridi.
Grazie ai vasetti per la conservazione delle pappe di Philips Avent e a quelli di misura inferiore per il latte materno, posso portare sempre con me le porzioni di pappa di cui ho bisogno dividendola anche in più contenitori in base al tipo di alimento.

Mi piace preparare con un certo anticipo i passati di verdura o le pappe con l’ EasyPappa 4 in 1 per poi conservarli in frigorifero o nel congelatore. Scongelare al momento l’intero vasetto mantenendolo in fresco e aggiungendo la pastina completamente cotta e appena preparata per far si che nell’istante del pasto, la pappa, non sia ne fredda di frigorifero e ne calda da cottura appena terminata.

Un piatto “fresco” che si mantiene perfettamente a temperatura ambiente e che permette un pasto più gradevole al palato del piccolino.

Soprattutto adesso che siamo ormai vicino alla soglia dei dieci mesi e che ha iniziato ad apprezzare anche la verdura e la frutta tritata in piccoli pezzetti, riesco a variare maggiormente le portate portando con me dei vasetti con alimenti freschi e di stagione sempre preparati in casa.

Abbandonando piano piano anche il biberon ha iniziato non solo ad esplorare nuove consistenze ma ha anche la possibilità di accrescere i suoi tentativi nel dissetarsi in modo diverso.
Le calde giornate infatti non influiscono solo su cosa e quanto mangiare ma anche sull’estrema necessità di liquidi che si disperdono con la sudorazione considerando anche il fatto che purtroppo non sempre fuori casa mi è possibile allattare.

Quando non mi è possibile infatti, do al mio bambino la sua nuova tazza con cannuccia di Philips Avent che ha la possibilità di essere chiusa con estrema facilità anche dal piccolino in modo che, oltre ad apprendere un nuovo modo di bere, possa intrattenersi giocando con essa.

È incredibile infatti l’evoluzione dell’apprendimento nei bambini di quest’età dove si passa dall’essere nutriti di solo latte al percorso verso un’indipendenza che piano piano viene padroneggiata in gesti quotidiani.

Mi sono infatti resa conto che in questi quasi dieci mesi da quel 3 settembre 2016, moltissime cose sono cambiate e maturate con una rapidità che, nonostante sia il terzo figlio, ogni volta mi lascia spiazzata e incuriosita pronta comunque a conoscere il prossimo passo. E così sarà anche quest’estate dove insieme al mio piccolino e ai suoi fratelli, potremmo godere di questi piccoli progressi che li porterà giorno dopo giorno a raggiungere traguardi importanti.

Dei traguardi che come per i miei due bambini più grandi ricorderò con nostalgia perché il passo dallo svezzamento al primo maccherone rubato dal piatto della mamma, è sempre davvero troppo breve.

Giada Lopresti di Mammachevita.it

Potete seguire Giada Lopresti  e le buone abitudini quotidiane che utilizza con i suoi bambini anche su A Forma di mamma.

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