Le emozioni delle gravidanze difficili. Parliamone.

15564355_sCi sono gravidanze che scorrono serene e la sera, quando ti ritrovi spiaggiata sul divano come una balena, nonostante le nausee, le gambe gonfie e il mal di schiena, appoggi la mano sul pancione e pensi a quando vedrai il tuo bimbo, a quanto sarà bello e alle cose che farete insieme. Ti ricarichi di pensieri felici e sorridi.

La mia prima gravidanza è stata così, faticosa, incredibile, entusiasmante, felice.

Ci sono poi gravidanze che procedono serene fino al momento in cui una frase cambia tutto.

«Signora, il bimbo ha un problema».

Alla mia seconda gravidanza ho sentito pronunciare queste parole e, da allora, la sera, spiaggiata sul divano, con la mano sul pancione, mi ritrovavo a fare i conti con le mie paure, con le domande sul futuro e sulle mie capacità di affrontarlo.

I pensieri felici, richiamati comunque dai calcetti e dal tamburellare incessante del mio bimbo che amava le capriole, spesso venivano offuscati dalle lacrime. Ho pianto molto e mi sono sentita tanto sola, nonostante mio marito mi sia stato sempre vicino. Ecco, è più corretto affermare che CI SIAMO sentiti soli.

Quando «c’è qualcosa che non va», che siano problemi piccoli e risolvibili o gravi e invalidanti, quando sai che il bimbo che aspetti avrà una qualche diversità, alle emozioni del divenire mamma, a quell’attesa estenuante ed elettrizzante, si mescola la paura per quello che sarà e ti pervade un’ansia malinconica.

Non è stata una gravidanza serena la mia: aspettavo il mio Killó, che ora ha quattro anni, sapendo che aveva la Sindrome di Down e una grave malformazione al cuore.

Non sapevo allora ciò che sto scoprendo insieme a lui (e che tanto mi avrebbe aiutato), cioè che lo amo profondamente, è un bimbo delizioso, intelligente e vivace e che non sono sola ad affrontare le difficoltà. Imparo da lui e dalle altre mamme e donne che affrontano  le mie stesse emozioni ed esperienze.

La nostra storia la potete leggere sul mio blog e, vi avverto, è una storia felice, in cui si sorride spesso e ci si rimbocca le maniche.

Non posso dimenticare però il senso di solitudine che ho provato durante la gravidanza, quando gli amici non sapevano cosa dire, quando anche io mi barricavo dietro al mio silenzio addolorato.

Credo invece che per tutte le mamme che vivono una gravidanza piena di dubbi e paure per un qualsiasi problema del loro bimbo, il parlare e il confrontarsi, diventino strumenti ancora più preziosi per combattere la solitudine e per affrontare le proprie ansie.

Il web è una grande risorsa e le mamme, qui, su Periodo Fertile, l’hanno già scoperto e la utilizzano per darsi conforto e sostegno.

Ci anche sono gravidanze più complesse, come lo è stata la mia, a cui vogliamo dare voce. Elena ed io vi aspettiamo qui.

Scriveteci. Raccontateci i vostri sentimenti e le vostre emozioni.

Su Periodo Fertile ci sono a disposizione esperti  per rispondere alle nostre e vostre domande e io stessa, come mamma, sarò felice di abbracciarvi virtualmente.

Mi rivolgo a voi, care future mamme, ma non vi chiamerò «speciali», perché non mi piace quando lo dicono a me. Può bastare solo mamme, con bimbi con qualche bisogno in più.

Perché ci sono tanti tipi di genitorialitá, tante mamme e tanti bimbi, tutti diversi e tutti unici, e, insieme, si possono creare occasioni di confronto e di crescita.

BarbaraMFC