La lallazione e lo sviluppo del linguaggio

Ciascun genitore sa bene quanto sia emozionante sentire il proprio bimbo chiamare “mamma” o “papà” la prima volta.

Sebbene sia comune raccontare a tutti con entusiasmo che il proprio bimbo ha cominciato a parlare, non si tratta di vere e proprie parole, ma di lallazione.

La lallazione

La lallazione è una fase dello sviluppo del linguaggio infantile che inizia dal quinto/sesto mese di vita circa e consiste nell’emissione di suoni sotto forma di sillabe, ripetute in serie. Di solito le sillabe emesse sono “ma-ma-ma”, “pa-pa-pa”, “ta-ta-ta”, “da-da-da”.

In questi suoni non vi è ancora un vero significato linguistico: si tratta piuttosto di un allenamento motorio dei muscoli fonatori che danno al bimbo piacere nell’ascoltarsi. Inoltre, a seconda del tono, del ritmo e dell’intensità con cui vengono emessi, il bambino impara a comunicare i vari stati d’animo, come gioia, dolore, rabbia.

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Col passare del tempo, il bimbo comprende che questi suoni generano una reazione negli altri, incrementando il piacere della comunicazione e il desiderio di sviluppare questa capacità ulteriormente.

La fase della lallazione è seguita, verso l’anno di età, da una nuova fase nella quale il piccolo comincia a comprendere il significato delle parole e le utilizza per farsi comprendere. I primi tempi il vocabolario del bimbo è composto da circa 20/30 parole, che il piccolo utilizza in qualche modo, spesso molto tenero e divertente. Nei mesi successivi il loro numero aumenta gradualmente e, a circa 2 anni, impara ad associare 2 o 3 parole formando delle piccole frasi e riuscendo a rendersi comprensibile almeno in famiglia.

Tra i 2 e i 3 anni, poi, il linguaggio si sviluppa notevolmente: il numero di parole aumenta in modo esponenziale, il bimbo impara a pronunciarle in modo sempre più chiaro e comprensibile e il linguaggio diventa più articolato.

Linguaggio: un processo lungo da fare assieme

Lo sviluppo del linguaggio è un lungo processo, che richiede alcuni anni per essere completato e che richiede un coinvolgimento attivo da parte dei genitori, sin dai primi mesi di vita. Oltre all’aspetto fisico legato allo sviluppo della muscolatura orale infatti, le cure e l’attenzione che i genitori dedicano al bebè sono fondamentali per influenzare e stimolare la lallazione prima e il linguaggio dopo.

L’ideale è cominciare a parlare con il bebè quando ancora questi si trova nella pancia della sua mamma, in modo da rendere familiare il suono della voce dei genitori.

Nei primi mesi di vita, sebbene il bimbo non riconosca ancora il significato di ciò che gli viene detto, i genitori devono parlargli molto, per cominciare ad attivare i meccanismi di comprensione che utilizzerà successivamente.

Bisogna rivolgersi al piccolo parlando sempre in modo chiaro e corretto. Quando il bimbo comincia a pronunciare le prime parole e le prime fasi è di solito teneramente buffo. Non bisogna però prenderlo in giro o ripetere le parole storpiate. Piuttosto bisogna sempre incoraggiarlo a parlare, facendo domande e stimolando la conversazione.

La lettura di storielle e fiabe, così come le canzoncine sono un ottimo strumento d’aiuto.

A cura di Cristina Castello  

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