Il ruolo del gioco nella crescita del bambino

L’ONU riconsce il gioco come “un diritto inviolabile ed insindacabile di ogni bambino”.

L’attività del gioco è indispensabile per il processo di sviluppo infantile per vari motivi.

Innanzitutto il bambino attraverso l’attività ludica si esprime, si rapporta con se stesso ed esplora il mondo che lo circonda. Attraverso il gioco il bambino inizia a relazionarsi con l’altro, imparara piano piano i segnali, le risposte e le indicazioni che riceve dall’ambiente esterno.

Tra gli elementi necessari per la maturazione psicofisica del bambino, il gioco è lo strumento per eccellenza attraverso il quale egli costruisce il significato del mondo ed impara a relazionarsi con gli altri.

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Il gioco è fondamentale per lo sviluppo sociale, fisico, cognitivo ed emotivo dei bambini ma anche dei ragazzi e per questo dovrebbe essere garantita loro l’opportunità di sperimentarlo, ovviamente con tempi e modalità differenti, nelle diversi fasi della loro crescita.

Il gioco dovrebbe essere un’attività gratificante e tendere perciò solo al piacere e alla conferma di sé, aiutando il bambino ad acquisire consapevolezza di sé ed ad elaborare un’identità sociale e personale consolidando le prime forme di autocontrollo e di interazione sociale.

Le attività di gioco crescono e si modificano in base alla sviluppo intellettivo e psicologico del bambino ma che permane per tutta la vita dell’uomo, in quanto il piacere di giocare facilita l’espressione delle proprie emozioni, il raggiungimento di un buon equilibrio personale e il confronto con gli altri.

Durante il primo anno di vita il gioco è il modo con cui i neonati imparano a relazionarsi con  l’ambiente che li circonda poi crescendo cominciano a giocare a “fare finta di…” ad imitare le azioni degli adulti, quello che vedono e sentono lo ripropongono nel gioco.

gioco bambini

I bambini trasformano un semplice scatolone in una macchinina, in una tana oppure una coperta in un mantello da super eroe ecc, la loro fantasia è qualcosa di molto semplice e naturale che può essere stimolata dall’adulto che sa osservare e ricnoscerne i bisogni.

I bambini dovrebbero esprimersi liberamente nel gioco per diventare adulti sereni ed equilibrati, per questo l’attività ludica dovrebbe essere e dovrebbe dar la possibilità di sviluppare certi comportamenti.

Infatti il gioco aiuta a migliorare le abilità manuali e verbali del bambino, aiuta a socializzare e da la possibilità al bambino di esprime le proprie emozioni e raggiungere un buon equlibrio psicofisico.

Il gioco deve essere

  • divertente, visuto in maniera positva da chi lo svolge;
  • senza scopi particolari se non per un piacere personale;
  • volontario;
  • limitato nello spazio e nel tempo;
  • un modo per socializzare;
  • un’attività liberatoria, lontana da tensioni, paure, ecc.;
  • un’opportunità di apprendimento;
  • una possibilità per esplorare se stesso e gli altri;
  • distacco temporaneo dalla realtà;
  • d’aiuto per instaurare una relazione con l’altro sviluppando empatia e condivisione;
  • un modo per includere gli altri e non escludere;
  • un modo per sviluppare competenze non verbali;
  • d’aiuto per diminuire lo stress, la fatica e la depressione;
  • d’aiuto per aumentare la gamma dei movimenti, della coordinazione, dell’agilità, dell’equilibrio e della flessibilità;
  • di aiuto per generare intimità, autostima e padronanza di se stessi;
  • di aiuto per aumentare il senso di lealtà, della determinazione, della calma, della capacità di adattamento e dell’abilità di affrontare cambiamenti;
  • di conforto in situazioni di sofferenza.

Secondo Jean Piaget, psicologo, pedagogista e biologo, fondatore dell’epistemiologia  genetica e  degli stadi dello sviluppo cognitivo, il bambino esplorando, manipolando e sperimentando, prima il suo corpo e poi gli oggetti, impara a coordinare le azioni e le percezioni, comprendendone le prime connessioni causali.

gioco bambini 2

Mettendo in correlazione lo sviluppo del gioco con quello mentale, Piaget afferma che il gioco è lo strumento primario per lo studio del processo cognitivo del bambino e che esso rappresenta la “più spontanea abitudine del pensiero infantile”.

Il gioco stimola la memoria, il linguaggio, l’attenzione, la concentrazione e favorisce lo sviluppo di schemi percettivi e la capacità di confrontarsi.

Le 3 fasi del gioco in base all’età

Piaget individua 3 stadi di sviluppo del comportamento ludico:

  • fase “senso-motoria” che caratterizza il primo anno di vita dove ci sono giochi di esercizio che sono la ripetizione degli schemi di comportamento motori o vocali osservati dall’adulto. Infatti afferrando, dondolando o portando gli oggetti alla bocca, aprendo e chiudendo le mani, il bambino impara a coordinarsi e quindi ad esercitare il controllo sui suoi movimenti;
  • fase rappresentativa che va dai 2 ai 6 anni dove prevalogono i giochi simbolici nella quale i bambini sviluppano la capacità di rappresentare, tramite gesti o schemi appresi, una situazione non attuale. La capacità di immaginazione ed imitazione che viene acquisita in questa fase, consente ai bambini di riprodurre esperienze viste, ma che ancora non hanno sperimentate in prima persona;
  • fase “sociale” tra 7 e gli 11 anni dove ci sono giochi con regole cioè quando il bambino inizia a vivere il rapporto con gli altri. Questi giochi, richiedono la capacità di condividere e rispettare determinate regole della socializzazione tra pari.

Le modalità di gioco sono legate allo sviluppo emotivo del bambino e si modificano con la crescita e sono rivelatrici del suo equilibrio psichico per questo motivo è importante imparare ad osservare un bambino nel gioco, le azioni che compie, i gesti, le piccole espressioni del volto, le parole accennate, la postura e tanto altro perchè aiutano a capire lo stato d’animo di un bambino, quello che vive e come lo reinterpreta.

Il ruolo dell’adulto

È molto importante anche la funzione dell’adulto durante il gioco, in quanto è fondamentale che ogni adulto abbia la capacità di tornare un po’ bambino cercando di entrare empaticamente in relazione con il bambino mostrando disponibilità. Per i bambini giocare con i propri genitori è fondamentale per costruire un legame di intimità e si sentono protetti e sicuri.

giocare bambini

Il gioco quindi diventa quindi fondamentale all’interno della relazione genitori-figli anche se i ritmi frenetci spesso lasciano poco spazio a questa attività ma l’importante è la qualità del gioco, dove l’adulto deve abbandonare completamente i pensieri del lavoro e lascarsi trascinare piacevolmente dal gioco.

I giochi tra bambini e adulti devono corrispondere all’età del bambino, stuzzicare la sua creatività e la sua fantasia, non precorrere le capacità del bambino e nemmeno ritardarli rispettando i tempi e le capacità del bambino.

Risulta quindi chiaro il ruolo centrale che il gioco ricopre nel processo di sviluppo cognitivo e sociale dei bambini e per questo i genitori dovrebbero imparare a ritagliarsi del tempo per giocare con i propri figli e per i propri figli.
Dott.ssa Erika Silighini

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Erika Silighini

Psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi e specializzata in Psicoterapia Sistemica Relazionale. Nel mio lavoro ho approfondito la conoscenza dei bambini, la loro spensieratezza, il loro modo di giocare e imparato anche a conoscere i genitori, con il loro dubbi e lo loro certezze.