Il Metodo Steineriano: vivere apprendendo dalla vita

Il nostro obiettivo: elaborare una pedagogia che insegni ad apprendere, ad apprendere per tutta la vita dalla vita stessa.
Rudolf Steiner

Dopo aver trattato i Metodi Montessori e Reggio Emilia, non possiamo non dedicarci anche alla Scuola Steineriana, basata sulla pedagogia di Rudolf Steiner.

Questo approccio appoggia le sue fondamenta su due pilastri: il primo, la pedagogia del filosofo e pedagogista austriaco Rudolf  Steiner, il secondo  consiste in un radicale ripensamento dell’agire dell’adulto nei confronti del bambino.

Steiner sostenne che la pedagogia dovesse essere applicata in un nuovo modo, lontano da stereotipi precostituiti, perché è proprio in quel caso che si inaridisce e perde di efficacia.

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L’educazione si trasforma quindi un’arte, che gli insegnanti devono apprendere per primi: il principio fondamentale consiste proprio nella capacità dell’insegnante di favorire e assecondare lo sviluppo armonico del bambino. In poche parole, prima di avere la pretesa di “educare”, l’adulto dovrebbe essere in grado di rieducare se stesso.

Il bambino secondo la pedagogia Steiner va approcciato secondo una duplice modalità: con un’attenzione alla maturazione individuale e sociale insieme. Proprio per questo la giornata scolastica sarà scandita da attività pratiche e creative, manuali e artistiche con pari dignità, proprio nella consapevolezza che le mani che sanno muoversi rappresentano null’altro che lo specchio del pensiero e che il benessere dell’individuo si traduce nella corretta sinergia tra corpo, anima e spirito.

I bambini vengono stimolati a liberare il loro potenziale e a trarne soddisfazione personale, sempre tenendo conto di fare parte di una piccola comunità, interessandosi alle attività e ai buoni risultati dei compagni, in modo che non manchino mai l’armonia e la consapevolezza di fare parte di un gruppo: sono proprio gli aspetti di socialità e condivisione i valori cardine della pedagogia steineriana.

Nel settembre del 1919, secondo queste nuove indicazioni, la prima Scuola Waldorf apre le porte ai suoi alunni, in un clima di entusiasmo generale. Pittura, canto e materie artistiche diventano la nuova routine dei bambini di tutte le classi in un clima di calore, amore e rispetto.

Nel frattempo, Stainer diventa sempre più noto anche all’estero e sempre più educatori iniziano a incuriosirsi di questo nuovo metodo.

In Germania, Svizzera, Olanda, Inghilterra, Steiner tenne un’ampia serie di conferenze pedagogiche basilari, invitato da insegnanti di differenti istituzioni scolastiche. Dopo la sua scomparsa, la pedagogia “Waldorf” divenne largamente nota. Il Terzo Reich ne ordinò la chiusura, ma dopo la Seconda Guerra Mondiale un grande numero di nuove scuole Waldorf fu fondato in Germania e altrove.

metodo steineriano

Il Metodo Steineriano: crescere rispettando i propri tempi

 Ogni individuo viene al mondo con caratteristiche che lo rendono unico ed è compito dell’educatore comprendere profondamente le attitudini di ciascuno, metterle in luce e far sì che emergano. La scuola, su queste basi, cambia totalmente prospettiva mettendo in atto una vera educazione alla libertà, alleggerendo il bambino da inutili zavorre e da tutto ciò che possa condizionarlo negativamente.

Non si tratta quindi di riempire i più piccoli di nozioni, ma l’abilità dell’insegnante diventa quella di liberare un potenziale, di diventare una guida credibile senza la pretesa di “plasmare”.

Alla base della pedagogia steineriana troviamo sempre l’essere umano, unico nella sua complessità. Un individuo libero, che fin dai suoi primi passi nel mondo possa iniziare quel cammino che lo renderà sempre più consapevole e presente a  se stesso.

Questo è in sintesi l’obiettivo pedagogico della scuola steineriana: un’educazione “risvegliante”. Gli strumenti per raggiungere questo obiettivo sono altrettanto chiari: garantire la libertà individuale, sostenere e aiutare i bambini nei primi approcci con gli altri bambini, arrivare alla maturità di elaborare pensieri autonomi e di prefiggersi traguardi in linea con i propri reali desideri.

La pedagogia Waldorf e l’assenza di voti

Secondo la pedagogia Steineriana l’“ansia anticipatoria” dell’adulto nei confronti del raggiungimento delle tappe di crescita dei bambini potrebbe rivelarsi assolutamente dannosa e pregiudicarne al contrario l’armonioso sviluppo.

Non solo, le scuole steineriane non prevedono voti: quantificare le capacità dei bambini non appartiene alla pedagogia Steiner-Waldorf per tre ragioni: un numero non può dare la misura della maturazione e della crescita di un organismo complesso come quello dell’individuo in formazione; i voti pregiudicano le fondamenta dell’autostima e stimolano la competizione a discapito della collaborazione. Ciò non toglie che il percorso di acquisizione di capacità sia monitorato in modo attento, anche attraverso frequenti incontri con i genitori.

La Scuola Steineriana: ogni cosa a suo tempo

Secondo la pedagogia Waldorf l’individuo subisce importanti cambiamenti ogni sette anni di vita, mutamenti che vanno non solo accolti, ma assecondati nel modo più naturale.

  • Da 0 a 7 anni: la felicità nei “Giardini di Infanzia”
    In questa fase il bambino apprende a vista d’occhio: inizia a spostarsi da solo, cammina, parla, inizia a riconoscere se stesso come individuo “diverso” dalla madre. Si tratta di una fase delicata da tutelare e proteggere da stimoli che potrebbero rivelarsi non adatti a lui: “Come prima della nascita la natura prepara il giusto ambiente per il corpo fisico umano, così, dopo la nascita, l’educatore deve provvedere per l’ambiente fisico adatto. Soltanto un ambiente fisico adatto agisce sul bambino in modo che i suoi organi fisici si plasmino nelle giuste forme” R. Steiner. Fino a 7 anni nei “Giardini di Infanzia” il bambino avrà la possibilità di sviluppare immaginazione, fantasia (viene data ad esempio grande importanza alla lettura di fiabe)  e  creatività con musica e danza attraverso tante attività pratiche e utilizzo di materiali naturali.
  • Da 7 a 14 anni: dal bambino che gioca all’allievo
    In questa fase il ragazzo sviluppa una nuova dimensione. Sarà accompagnato sempre dallo stesso insegnante, con un affiancamento poi di altri  educatori, e verrà sempre dato ampio spazio al ritmo e all’arte.
    Secondo Steiner infatti: “Fino ai nove anni è necessario parlare delle cose del mondo, di piante e animali, di monti e fiumi come nelle fiabe, appellandosi di preferenza alla fantasia; piante, montagne e sorgenti gli devono parlare e venire incontro dal mondo esterno con lo stesso linguaggio che egli conosce già in se stesso.
    Quando raggiunge l’età caratterizzata fra i nove e i dieci anni, lo conduciamo alla botanica che fa parte dell’intelletto, ma dell’intelletto mobile, vivente e alla zoologia che conduce al rafforzamento della volontà
    ”.
    Il settimo anno rappresenta un punto di svolta della crescita: è il periodo del rafforzamento della socialità, dell’acquisizione dell’autostima, ed è la fase di passaggio da un apprendimento basato sui processi imitativi a un apprendimento simbolico creativo che incide su tutto il percorso scolastico successivo.
  • Da 14 a 21 anni: pensiero astratto e autonomia di giudizio
    A partire dai 14 anni si sviluppa l’autonomia di pensiero e la capacità di astrazione. Un team di professori prendono il posto del maestro e agli alunni a fine percorso scolastico sarà data la possibilità di frequentare stage in azienda.

Oggi il Metodo Steineriano è presente in tutti i continenti: nel corso  degli ultimi dieci anni si è assistito ad una importante espansione di realtà scolastiche che adottano la pedagogia Steiner-Waldorf in tutte le culture del mondo.

A differenza di altre iniziative educative a livello globale che cercano di esportare modelli culturali occidentali, questa pedagogia si dimostra universale, in grado di essere rielaborata e applicata nel rispetto di ogni contesto sociale e religioso proprio perché restituisce un’immagine universale dell’essere umano, che prescinde da religioni ed etnie, nel pieno rispetto della meravigliosa unicità di cui ogni persona è testimone.

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Valentina Desario

Spirito libero, da sempre. Appassionata di sceneggiatura, sociologia e letteratura. Copywriter, redattrice, divoratrice di libri, sognatrice con i piedi per terra. Da qualche mese totalmente stravolta dall’arrivo di un paio di occhi più limpidi dell’acqua.