Fondazione Telethon presenta le “Casette del pensiero felice”: per ogni momento da ricordare

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La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l’amore, i matrimoni. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l’anima respira e grazie alla quale vive”.

Banana Yoshimoto

I primi raggi di sole fino a pomeriggio inoltrato, il profumo dei gelsomini che ci ricordano che una nuova estate è alle porte, il ricordo di parole ricevute e pronunciate, l’album delle foto che ci racconta chi siamo stati e chi ci è stato accanto per renderci le persone che siamo diventate, le pagine bianche di una nuova agenda da riempire di progetti, parole, idee e sogni.

Il telefono che squilla con le voci di chi amiamo, il profumo del caffè che proviene dalla cucina, il vento che scompiglia i capelli, una risata all’improvviso, la morbidezza della pelle di un bambino piccolo, il rosso acceso di un cesto di ciliegie.

L’ultima carezza della sera e il primo bacio del mattino, il rumore dei passi delle persone che amiamo al ritorno a casa, il suono dolce della risata di un figlio.

Potremmo continuare a lungo, parleremmo di musica, di libri, di amicizia, di bei posti, di viaggi, di scoperte, di partenze e ritorni, di abbracci, della salsedine sulla pelle, del colore acceso dei tramonti, di quello che ci fa sorridere quando ci pensiamo, di tutto ciò che ci rende felici di svegliarci la mattina.

Quante azioni compiamo ogni giorno quasi senza più pensarci, tanto da diventare automatismi, senza renderci forse nemmeno conto di quanto diventino profondamente parte della nostra esistenza? Quante sono le persone, i luoghi, le abitudini, i piccoli gesti che rendono unica la nostra vita?

Si fa un gran parlare di felicità, troppo spesso forse la si identifica con traguardi tangibili, misurabili e dimostrabili, con l’acquisizione di nuovi status symbol da esibire, con l’affermazione (e ancor più spesso l’ostentazione) di sé. Sicuramente tutto questo fa parte della realizzazione della propria personalità, ma qualcosa ci dice che non è sufficiente. In parte forse perché i traguardi raggiunti sono condizioni transitorie, che dipendono certamente da noi e dall’impegno che impieghiamo per raggiungerle, ma solo in parte.

C’è invece un altro stato emotivo, che si potrebbe definire serenità, una condizione di benessere e quiete interiore, di appagamento, di soddisfazione di sé, della propria esistenza, dei rapporti interpersonali costruiti e cresciuti nel tempo, delle esperienze vissute, che sicuramente comprende saper  accettare la vita nelle sue imperfezioni, non certamente con passiva rassegnazione, ma con entusiasmo di migliorare e migliorarsi, insieme alla gratitudine per ciò che si è e che si ha.

Come fosse una nuova possibilità, un’occasione di una felicità “raggiungibile”, che parte da una profonda connessione con la propria quotidianità, con il proprio presente.

Nel caos della vita di tutti i giorni, nelle corse quotidiane, nelle settimane che scorrono frenetiche e a volte appaiono tutte uguali, è facile “perdersi”, lasciarsi sopraffare dallo stress e identificare costantemente la felicità con ciò che non si possiede, o che in quel momento non si riesce a raggiungere.

Eppure, senza quasi rendercene conto, sono le tante piccole azioni che costellano le nostre giornate a darci solidi punti fermi di cui abbiamo bisogno senza saperlo, a cui aggrapparci nel momenti di incertezza e insicurezza. Non si tratta di “buonismo”, o di soluzioni semplicistiche ai piccoli dilemmi del quotidiano e alle domande esistenziali, si tratta di fermarsi un attimo a riflettere cercando di adottare uno stile di vita più positivo in cui non si devono nascondere difficoltà, problemi e insuccessi, ma si deve far prevalere la voglia e la capacità di affrontarle, anche con un sorriso.

Si tratta di cambiare prospettiva, di focalizzarsi sulle cose belle e farne tesoro: sicuramente è un esercizio non semplice, ma necessario per restituire ad ogni cosa le giuste proporzioni. Si tratta di un’attitudine positiva alla vita che mi piacerebbe avere la determinazione e la costanza di trasmettere anche a mio figlio. Chissà se ci riuscirò, ma sicuramente ne vale il tentativo

Fra una manciata di giorni aggiungeremo all’album di famiglia una pagina importante, il battesimo del nostro bambino e c’è un progetto della Fondazione Telethon che abbiamo fortemente desiderato facesse parte di una giornata ricordare.

casette telethon 3

Si tratta di casette bellissime che fanno bene agli occhi e al cuore, noi le utilizzeremo come segnaposto a tavola, ma sono perfette per ogni occasione da ricordare (e per ogni giornata “normale” da rendere speciale) dalle bomboniere per battesimi e matrimoni, ai pensieri per i compleanni.

Le trovate qui: Telethon Shop

Si chiamano “Casette del pensiero felice” e sono state realizzate dall’azienda W-Lamp in esclusiva per la Fondazione Telethon che si impegna ogni giorno dal 1990 per dare risposte concrete a tutte le persone che lottano contro le malattie genetiche così rare da essere spesso dimenticate dai grandi investimenti pubblici o privati in ricerca.

casetta telethon 4

All’interno di ogni casetta (disponibile in cinque colori), è presente un bigliettino in cui il giorno del battesimo chiederemo di condividere un pensiero felice in tema con la giornata. Conserveremo tutti i pensieri felici tra i nostri ricordi più preziosi e così facendo un giorno potrà leggerli anche nostro figlio.

casetta telethon 5

I nostri invitati a fine giornata porteranno con sé la casetta come custodia delle loro emozioni più autentiche: la nostra speranza è che conservino anche un po’ dello lo spirito con cui l’ abbiamo pensata per loro.

Ricordarsi ogni giorno che tutti noi abbiamo bisogno di pensieri felici, e abbiamo ancor più bisogno di far presente a noi stessi tutto ciò che di bello abbiamo, di condividerlo con gli altri e quando possiamo, di essere di aiuto al prossimo. Poche cose appagano di più del sentirsi realmente parte di qualcosa: spesso basta meno di quel che crediamo per partecipare a progetti davvero importanti e sostenere la ricerca è un primo passo in questa direzione.

È tempo che tu smetta di cercare fuori di te, tutto quello che a tuo avviso potrebbe renderti felice. Guarda in te, torna a casa”, scriveva Osho.

Forse basta meno di quello che ci fanno credere per stare meglio con se stessi: c’è chi dice che il raggiungimento della felicità è l’ultimo gradino di un percorso di consapevolezza.

Se è così, noi abbiamo iniziato con il primo passo.

A cura di Valentina Desario

Valentina Desario

Spirito libero, da sempre. Appassionata di sceneggiatura, sociologia e letteratura. Copywriter, redattrice, divoratrice di libri, sognatrice con i piedi per terra. Da qualche mese totalmente stravolta dall’arrivo di un paio di occhi più limpidi dell’acqua.