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Figli legittimi e figli naturali

La filiazione legittima è un istituto, presente in vari ordinamenti nazionali, che attribuisce un particolare status, quello di FIGLIO LEGITTIMO, al soggetto nato in costanza di matrimonio.

Essa si contrappone alla filiazione naturale. Secondo l’ordinamento giuridico italiano è legittimo il figlio nato da genitori uniti in matrimonio. In base al principio “mater sempre certa est pater numquam” la legge per accertare che il figlio sia nato in costanza di matrimonio utilizza due presunzioni: la presunzione di paternità e quella di concepimento durante il matrimonio.

In base alla prima si presume che il marito sia padre del figlio concepito durante il matrimonio; In base alla seconda si presume concepito durante il matrimonio il figlio nato non prima di 180 giorni dalla sua celebrazione e non dopo 300 giorni dall’eventuale scioglimento, annullamento e cessazione degli effetti civili. Tale presunzione è assoluta.

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Lo status di figlio legittimo comunque viene comprovato in concreto dall’atto di nascita e dal certificato di matrimonio.  

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Il FIGLIO NATURALE è  il figlio nato tra due persone non unite tra loro in matrimonio e può essere riconosciuto, nei modi previsti dalla legge,dal padre e dalla madre anche se già uniti con altra persona all’epoca del concepimento. Il riconoscimento è un atto formale ( dichiarazione unilaterale di scienza) fatto contestualmente all’atto di nascita o successivamente con atto pubblico o con un testamento; in esso il soggetto dichiarerà di essere padre o madre di un’altra persona.

Il nostro ordinamento giuridico ammette il riconoscimento dei figli incestuosi, un tempo vietato, solo previa autorizzazione del Tribunale competente ; tuttavia in mancanza il figlio incestuoso potrà agire per il riconoscimento al fine di ottenere il mantenimento, l’istruzione o l’educazione e se maggiorenne ed in stato di bisogno per ottenere gli alimenti.

Per riconoscere un figlio sono necessari i 16 anni compiuti, la capacità di intendere e di volere  e l’autorizzazione del giudice; se il figlio ha compiuto i 14 anni sarà necessario il suo consenso, se minore di anni 14 il consenso dell’altro genitore. Tuttavia l’autorizzazione del giudice può autorizzare il riconoscimento del minore nel suo interesse anche senza consenso.

La nuova legge sulla filiazione naturale (L.219/2012) ha lo scopo di eliminare qualsiasi forma di discriminazione tra figli legittimi e naturali. In particolare, l’art.315 cc così come riformato afferma che “tutti i figli hanno il medesimo stato giuridico”: questo significa che tutti i figli hanno diritto di crescere in una famiglia da cui ricevere educazione, cura, istruzione ed assistenza morale da entrambi i genitori, nel rispetto delle loro inclinazioni naturali ed aspirazioni. Ciascun figlio ha altresì il diritto di mantenere rapporti significativi con i parenti; la parentela è quel vincolo tra persone che discendono da uno stesso stipite sia nel caso in cui la filiazione sia avvenuta nel matrimonio sia in cui sia avvenuta fuori di esso.

Avv.to Silvia Fontana

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