La febbre nei bambini: tutti i consigli della pediatra

In collaborazione con Reckitt Benckiser

La febbre nei bambini costituisce un tema pediatrico di primaria importanza ed è un argomento tutt’altro che banale.

Per chiarire tutti i dubbi su un argomento così importante abbiamo chiesto consiglio alla Pediatra, la Dott.ssa Elisa Sabbioni del Policentro Pediatrico

Innanzitutto va specificato che la febbre non è altro che un meccanismo di difesa del nostro organismo.  Quando è sotto attacco da forme virali, batteriche, infettive, il nostro corpo cerca di aumentare la temperatura per attivare dei meccanismi di difesa nei confronti di questi agenti esterni. Non si tratta di qualcosa di patologico ma di un processo che è in grado di aiutare il nostro organismo.

Infine, dobbiamo aggiungere che la febbre non è solamente causata dalle infezioni, anche se in età pediatrica nella maggior parte dei casi è dovuta a quello. Dobbiamo tenere presente che esistono febbri legate ad altri processi patologici che vanno valutate con molta accuratezza: febbricole persistenti ad esempio, possono essere campanelli d’allarme che richiedono sempre un controllo medico.

Non fermiamoci mai al numero sul termometro

I numeri contano, ma fino a un certo punto, spiega la Dottoressa Sabbioni.

Si può presentare il caso di un bambino con 37.6°C persistente per settimane con altri sintomi associati che può avere una patologia più seria di quelle che siamo abituati a trattare nella quotidianità in ambulatorio.  Al contrario una febbre a 40°C. può essere legata ad una “semplice” faringo-tonsillite e dunque espressione di un processo infettivo che non avrà alcuno strascico successivo.

La febbre va sempre quindi valutata nel contesto generale delle condizioni del bambino: anche 40°C di un bambino a cui si somministra un antiepiretico e che dopo due ore si abbassa a 38, non è un numero che deve destare particolare preoccupazione se il bambino appare in buone condizioni.

Febbre nei bambini: quando somministrare le cure

Si dice spesso che i medicinali vadano somministrati sopra i 38°C, ma anche questa è un’indicazione che va presa con elasticità e buonsenso: più che la febbre in sé è il benessere del bambino il primo dato da osservare.

Impariamo a metterci nei panni dei piccoli e a considerare i loro sintomi con gli stessi criteri che applichiamo su noi stessi: quando abbiamo l’influenza o il raffreddore può bastare anche una temperatura inferiore a 38°C per farci sentire “a pezzi”, magari quando è accompagnata da mal di gola, dolori muscolari, spossatezza, o mal di orecchie.

Per i piccoli non è diverso, quindi osserviamo le loro condizioni di salute al di là del numero riportato sul termometro e se ci rendiamo conto che un farmaco può essere di giovamento non esitiamo a somministrarlo.

Quali sono i farmaci per trattare la febbre nei bambini?

I farmaci che si utilizzano in età pediatrica sono solamente Ibuprofene e Paracetamolo a dosaggi terapeutici e sotto consiglio medico: dopo numerosi studi è stato dimostrato che entrambe le molecole hanno un ottimo profilo di tollerabilità nei bambini.

febbre nei bambini

L’importanza del corretto dosaggio

Ciò che è davvero fondamentale è seguire attentamente le indicazioni del pediatra sul corretto dosaggio e non “fare di testa propria”.

È assolutamente sbagliato pensare che aumentare il dosaggio possa massimizzare l’efficacia del prodotto e dare un sollievo più immediato al bambino.

Tutti i farmaci e se somministrati a dosaggi scorretti possono causare effetti collaterali anche molto significativi. Per questo motivo è necessario più che mai attenersi alle indicazioni del pediatra sia per la quantità che per le tempistiche.

Evitare di alternare Ibuprofene e Paracetamolo

È possibile alternare ibuprofene e paracetamolo? Questa domanda ricorre molto spesso sul web nei gruppi dedicati alle mamme.

Va precisato che i pediatri sconsigliano con assoluta fermezza l’uso alternato di queste due molecole.

Innanzitutto perché i genitori potrebbero confondersi sui tempi di somministrazione dei 2 farmaci con una maggior possibilità di errore. Ma soprattutto perché le due molecole combinate potrebbero aumentare la tossicità l’una dell’altra.

Differenze tra Ibuprofene e Paracetamolo

Sono due molecole diverse che hanno in comune l’attività antipiretica e analgesica (entrambe abbassano la febbre e calmano il dolore). L’ibuprofene rispetto al paracetamolo ha in più un’attività antinfiammatoria. 

Per quale motivo capita  che i farmaci non facciano effetto nelle tempistiche che ci si aspettava?

A volte il motivo può essere associato all’assunzione di cibo: ci sono casi infatti in cui prendere il medicinale a stomaco pieno può alterare i tempi di assorbimento. In realtà, contrariamente a quanto spesso si crede, non è necessario assumere gli antipiretici a stomaco pieno, quindi evitiamo di forzare i bambini a mangiare a tutti i costi prima di dare il farmaco.

Quali sono le formulazioni maggiormente indicate per i bambini?

Le case farmaceutiche hanno messo a punto nuove formulazioni per venire incontro alle esigenze dei bambini, in modo da limitare il più possibile il “disagio” nell’assumere i medicinali.

Le Linee Guida sconsigliano la somministrazione rettale tranne che per pochi casi, ad esempio se il bambino ha nausea e vomito. Le supposte, infatti, non permettono un dosaggio mirato rispetto al peso del bambino.

La formulazione orale, invece, permette un dosaggio molto più preciso.

Ultima raccomandazione ma non di minor importanza: non utilizzare mai i medicinali per gli adulti “divisi” o modificati in qualche modo per renderli adatti ai piccoli. Pastiglie tagliate a metà, supposte a cui viene tolto un pezzetto o tentativi simili non ci assicurano il giusto dosaggio.

In poche parole, evitiamo il “fai da te”, e somministriamo ai piccoli i prodotti in commercio pensati appositamente per loro.

Rimedi della nonna: Si o NO?

febbre nei bambini rimedi

Tutti i mezzi fisici come ghiaccio, bagni freddi, alcol vanno assolutamente evitati in quanto l’innalzamento della temperatura è un meccanismo complesso con il quale l’organismo sta combattendo il virus. Abbassarla in modo forzato e repentino non solo è inutile e in molti casi poco piacevole (basti pensare a un bambino con la febbre alta e tutti malesseri che questa comporta, immerso nell’acqua fredda), ma l’organismo la riporterà immediatamente allo stato che gli è più funzionale in quel momento.

Mantenere idratato il bambino quando ha la febbre

 Idratare il bambino è di fondamentale importanza anche per il corretto assorbimento dei medicinali, mentre se non se la sente di mangiare non è il caso di insistere: si può provare a proporre cibo ma in piccole quantità.

Convulsioni febbrili: non sono legate alla febbre alta

Le convulsioni febbrili sono un episodio che difficilmente passa inosservato e molto spesso hanno una componente ereditaria. Arrivano come un fulmine a ciel sereno e non sono prevedibili, aspetto che spesso spiazza non poco i genitori.

C’è da sfatare il mito che siano legate alla temperatura alta: ci sono bambini che con 40°C di febbre non le hanno mai avute e altri che hanno avuto episodi a temperature molto più basse.

Sono facili da riconoscere perché il bambino inizia improvvisamente ad avere “scosse e irrigidimenti” che coinvolgono tutto il corpo.

Le convulsioni febbrili semplici non hanno conseguenze, ma è indispensabile che il medico valuti successivamente le condizioni di salute del bambino: è importante che i genitori osservino durante l’episodio se c’è stata una prevalenza di movimento da una parte del corpo piuttosto che dall’altra e che controllino la durata della convulsione.

Nei casi di febbre quando ci si deve rivolgere al pediatra?

Ci sono febbri che devono essere valutate rapidamente, sicuramente nei neonati fino a sei mesi. In bambini così piccoli la febbre può essere un campanello d’allarme che deve essere valutato dal medico in tempi brevi.

Anche bambini con convulsioni, o con uno stato generale molto compromesso, prostrato o abbattuto, con difficoltà respiratoria, o quando la febbre non risponde ai medicinali devono sicuramente essere visitati.

Febbri e vaccini

Non ci sono indicazioni che sia utile somministrare un farmaco antidolorifico o antipiretico prima di un vaccino. La febbre post vaccinale così come il dolore dopo il vaccino (in sede di iniezione ad esempio) merita invece di essere trattata con ibuprofene o paracetamolo per alleviare il disagio del bambino.

Febbre da dentini: esiste o è un falso mito?

Non ci sono studi che dimostrano che l’eruzione dentaria provochi febbre: tuttavia sappiamo che si tratta di un evento stressante per l’organismo dei piccoli.

Come ogni evento stressante può provocare un abbassamento delle difese immunitarie: è probabile quindi che un virus banale che normalmente sarebbe passato inosservato, insieme all’eruzione dentaria possa causare problemi. Quindi se ci rendiamo conto che il bambino è in uno stato di malessere, è opportuno considerare la somministrazione di ibuprofene o paracetamolo. 

Un bambino con la febbre può uscire? Sì, con un po’ di buonsenso

 Se la febbre è gestita e il bambino pur non essendo al massimo della forma ha desiderio di prendere un po’ di aria e fare una breve passeggiata non c’è nessuna controindicazione particolare. Ovviamente deve prevalere il buonsenso e la capacità del genitore di valutare la situazione.

 Il dolore nei bambini va ascoltato con massima attenzione

Molti i genitori vanno letteralmente nel panico quando si trovano ad affrontare la febbre, mentre il dolore nei piccoli rischia di essere spesso sottostimato.

Ad esempio un bambino che non presenta 38°C di febbre ma ha un’otite in corso, è un bambino che vive un malessere importante da tenere in considerazione e gestire con la massima attenzione.

Impariamo a osservare e ascoltare i più piccoli e a saper intervenire tempestivamente in modo da evitare loro disagi assolutamente non necessari.

Valentina Desario

Spirito libero, da sempre. Appassionata di sceneggiatura, sociologia e letteratura. Copywriter, redattrice, divoratrice di libri, sognatrice con i piedi per terra. Da qualche mese totalmente stravolta dall’arrivo di un paio di occhi più limpidi dell’acqua.