L’ educazione al gusto inizia nella pancia della mamma

Sappiamo che il senso del gusto si forma da piccoli e che il momento dello svezzamento, intorno al quarto-quinto mese di vita, viene considerato il punto di partenza per la sua formazione.

Tuttavia, prima di questa fase, la madre può intervenire in altri momenti per guidare il bambino attraverso la conoscenza dei sapori.

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Recenti studi infatti hanno correlato l’alimentazione pre-natale e post-natale della donna con lo sviluppo e il comportamento del bambino: non solo l’elevato consumo di frutta e verdura della madre in gravidanza è uno dei maggiori predittori del quoziente intellettivo del nascituro, ma alcuni alimenti possono predisporre il neonato a una maggiore accettazione di nuovi cibi.

A tal proposito, uno studio americano (Prenatal and Postnatal Flavor Learning by Human Infants) ha osservato come la somministrazione di succo di carota o di carote crude a un gruppo di donne, durante l’ultimo trimestre di gravidanza e nei primi mesi di allattamento, diminuisse il rifiuto di pappe a base di carote e cereali al momento dello svezzamento. Risultati simili sono stati ottenuti con la cipolla e con la vaniglia.

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L’influenza dell’allattamento sul gusto

Anche il tipo di allattamento è una fattore che incide notevolmente: se il latte artificiale ha una composizione e un sapore standard, il latte materno, ricco in vitamine e minerali, contiene anche alcuni aromi che derivano dalle scelte alimentari della madre; abitua quindi già da subito il bambino a una diversità di sapori e a diversi gradi di dolcezza.

È come se la ricchezza e variabilità in composizione del latte materno fungessero da ponte nel graduale passaggio da un’alimentazione a base di latte a un’alimentazione mista.

La fase della scoperta

Infine dai 2- 3 anni inizia la fase di vera e propria scoperta, capace di determinare il gusto e le scelte alimentari da adulti; è questo il momento essenziale per educare i bambini al gusto, per introdurli alla cultura del cibo e per combattere la negazione ad assaggiare – la cosiddetta neofobia alimentare.

Questo comportamento adattativo del bambino viene attivato quando viene esposto ad alimenti che non riconosce; si rifugia in ciò che trova dolce e, soprattutto, famigliare, e spesso l’accettazione richiede fino a 15 tentativi. Pertanto, più l’alimentazione della madre sarà varia, più lo sarà quello del figlio.

L’educazione al gusto inizia nella pancia della mamma!

Francesca Giopp per Madegus

Fonti: Pubmed, Scopus

Madegus

Maestri del Gusto è una società spin off accademico che si occupa di educazione alimentare e divulgazione ludico scientifica nel campo della nutrizione. Studia, progetta e realizza corsi, laboratori, interventi didattici e apposite strumentazioni rivolti a tutti gli interessati, scuole, aziende e professionisti.