E’ meglio un’alimentazione corretta oggi che un bambino obeso domani #NutritionalProgramming

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La salute del bambino va tutelata fin dalla sua “progettazione”, sin da quando cioè è ancora un’idea. Prima quindi che diventi  un embrioncino, prima che si sviluppi e nasca. Questo lo si fa adottando uno stile di vita sano che porta benefici alla mamma e di conseguenza al bimbo che si porta in grembo.

Una volta venuto al mondo il meglio che gli possiamo offrire per la sua salute è allattarlo al seno in modo esclusivo, fino ai 6 mesi di età come raccomanda l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il perché lo abbiamo ripetuto molte volte: il latte materno è sicuro, nutrizionalmente bilanciato, fornisce un apporto proteico ottimale, è ricco in acidi grassi polinsaturi e contiene ormoni e molecole in grado di favorire la regolazione del senso di fame e sazietà del lattante.

E poi l’allattamento contribuisce a creare quel legame madre-figlio che porta moltissimi di benefici sotto l’aspetto affettivo del bambino ma anche psicologico della neo mamma (per non parlare dell’effetto dimagrante post parto!).

Dopo i 6 mesi con lo svezzamento potrebbero iniziare i primi grossi dubbi sulla gestione dell’alimentazione del bambino.

E’ importante non sottovalutare questo periodo e fare delle scelte che siano  il più possibile in linea con le esigenze nutrizionali e di crescita del bambino.

Ci sono attualmente molte linee di pensiero sul metodo con cui svezzare il bambino: divezzamento tradizionale, auto svezzamento, ecc.

E’ di fondamentale importanza che la scelta, qualsiasi essa sia,  vada fatta con consapevolezza ma che soprattutto permetta di assicurare al bambino i nutrienti insostituibili che ne permettano una crescita sana. Il vostro pediatra potrà sicuramente essere un valido aiuto nelle vostre scelte.

I primi 1000 giorni di vita

La teoria del Nutritional programming descrive l’impatto che ha la nutrizione, a partire dalla gravidanza passando per alcuni momenti cruciali della crescita del bambino (come l’allattamento e lo svezzamento),  sulla crescita del bambino, ma anche sulla salute del futuro adulto.

Il periodo del divezzamento ma anche l’alimentazione in generale del bambino fino ai tre anni (i famosi 1000 giorni di vita del bambino), hanno un impatto non  trascurabile sulla salute  futura. Sta a noi genitori fare in modo che al bambino non vengano a mancare i macronutrienti e che soprattutto vengano dosati nel modo corretto.

Per aiutare i genitori a orientarsi nelle scelte alimentari per i propri figli Mellin ha promosso quest’anno il  “1000 Giorni Tour”,  un progetto itinerante dedicato alla nutrizione dei bambini, nei loro primi 1000 giorni di vita. Con questa iniziativa si è voluto porre l’accento, attraverso l’intervento di un pediatra,  sull’importanza di una sana alimentazione nei bambini e dei suoi benefici a lungo termine.

In molti infatti sottovalutano gli effetti di diete nutrizionalmente sbilanciate nei bambini.

Un carico eccessivo di proteine per esempio è associato a un maggior rischio di sovrappeso ed obesità in età adulta, due problematiche che sono sempre più diffuse soprattutto a causa  di scorrette abitudini alimentari fin da piccoli.

Un occhio di riguardo va anche ai carboidrati. E’ bene favorire gli zuccheri complessi  e a basso indice glicemico per tenere bassi i livelli di insulina nel sangue. Si vanno a ridurre cosi i rischi di diabete e di problematiche ormonali.

Scegliere per nostro figlio una alimentazione sana ed equilibrata  significa garantirgli un futuro più salutare.

Quando inizia a rifiutare certi cibi

Purtroppo non  è sempre facile perché intorno ai 14-20 mesi iniziano a manifestare i loro gusti personali, iniziano a rifiutare molti cibi che fino a poco prima mangiavano regolarmente.

Ci sono bambini che non danno questi problemi e mangiano con appetito qualsiasi cosa gli venga preparata, e altri invece che fanno diventare matti mamma e papà che non sanno più cosa portare in tavola.

In questi ultimi casi occorre armarsi di pazienza infinita, cercando di coinvolgerli nella preparazione  dei pasti e della tavola. Cercate sempre di puntare sulla qualità più che sulla quantità, i bambini non hanno bisogno di porzioni enormi, e hanno decisamente più soddisfazione se riescono a finire quello che hanno ne piatto. Saranno loro eventualmente a chiedere aggiunte e in questo modo ne saranno ancora più fieri.

Potrebbe essere un percorso lungo ed estenuante ma nessuno ha mai detto che fare il genitore è  facile. Ricordatevi che queste fatiche  saranno ricompensate  dalla consapevolezza di aver fatto di tutto per garantire a vostro figlio  un futuro salutare  almeno dal punto di vista alimentare.

Troppi genitori sottovalutano quanto sia importante una sana alimentazione: secondo una ricerca (condotta da GfK Eurisko, Settembre 2012 -255 pediatri Fimp) il 70% dei genitori ha una consapevolezza scarsa delle implicazioni che la  nutrizione nei primi anni di vita può avere sulla salute o per contro sullo sviluppo di patologie in età adulta.

Il cambiamento però è dietro l’angolo, basta informarsi correttamente, ne va della salute dei nostri figli.

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