Come preparare e conservare gli alimenti dei bambini

Ogni mamma vuole nutrire il proprio bambino in modo corretto e quando si inizia con i primi approcci al cibo solido, vi è sempre il dubbio e la preoccupazione di non fare le cose in maniera sana e giusta, ad esempio uno dei primi dubbi è: seguire svezzamento tradizionale o auto svezzamento?

Personalmente non demonizzo né uno, né l’altro approccio, In questo articolo affronteremo ciò che riguarda lo svezzamento ‘tradizionale’ , per quanto riguarda l’autosvezzamento vi consiglio di consultare il sito: www.autosvezzamento.it.

E’ meglio comprare gli omogeneizzati o farli in casa?

Diverse sono le scuole di pensiero, ma di fatto la qualità degli ingredienti, come questi vengano trattati, la ‘sicurezza’ di un prodotto confezionato contro i prodotti freschi e fatti in casa e l’incertezza di non riuscire a cuocere bene gli alimenti sono passi difficili che ogni neomamma si trova ad affrontare.

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Proseguendo, confermo di accettare i termini di utilizzo e il trattamento dei miei dati di Periodo Fertile.

Qualsiasi sia la vostra scelta, l’importante sarà seguire delle semplici regole: alimentazione equilibrata e varia, non eccedere con le proteine e con il sale, accertarsi che i prodotti utilizzati siano sicuri e non avere fretta di bruciare le tappe considerando che lo svezzamento deve essere graduale, deve essere complementare e non sostitutivo all’allattamento finché il bambino non si abitua completamente alla nuova alimentazione, non dovrebbe essere iniziato prima del 6° mese compiuto del bambino (linee guida OMS) e deve assecondare i bisogni, i tempi e i gusti del piccolo, perché cresca avendo una relazione ‘sana’ con il cibo.

Oggi ci occuperemo di come preparare gli alimenti destinati ai più piccoli in casa con il metodo tradizionale.

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Brodo vegetale

Il brodo vegetale è il primo passo, si inizia lessando poche verdure alla volta da origine biologica in abbondante acqua non salata, le prime verdure da inserire sono solitamente patata, carota e zucchina, il brodo deve essere filtrato almeno all’inizio e prima di inserire una nuova verdura sarebbe opportuno aspettare una settimana (per tenere sotto controllo eventuali reazioni), fino ad avere un piccolo minestrone che può essere variato di volta in volta, dopo circa due settimane le verdure lessate possono essere passate con il frullatore ad immersione (che al contrario del classico frullatore minimizza le bollicine d’aria), o con apposito omogeneizzatore per poi aggiungerne un cucchiaio o due alla pappa.

Il brodo va conservato in frigorifero per un massimo di 48 ore, oltre potrebbe essere potenzialmente rischioso, in quanto i nitrati rilasciati dalle verdure che vengono a contatto con l’aria, si trasformano in nitriti che ad alte dosi possono essere nocivi per l’organismo; può anche essere congelato in monoporzioni da scongelare all’occorrenza, ma meglio consumarlo entro dieci giorni e comunque mai oltre le due settimane.

Stesso discorso per il brodo di legumi si inizia con una manciatina e si seguono gli stessi passi.

Brodo di carne

Il brodo di carne va fatto immergendo in abbondante acqua fredda non salata un pezzo di carne magra (vitello, pollo senza pelle, tacchino…) da venditori sicuri con tracciabilità controllata e filiera corta; portare a bollore continuando a cuocere per almeno un ora; a cottura ultimata il brodo è già ricco di tutte le sostanze nutritive presenti nella carne, e non è necessario aggiungere omogeneizzato.

Va conservato in frigorifero per 24 ore al massimo, nel congelatore per non più di una settimana.

Brodo di pesce

Stesso discorso per il brodo di pesce si parte da acqua fredda non salata e si seguono gli stessi step; rimane l’accortezza di utilizzare pesce acquistato da venditori  affidabili, variare e non eccedere con pesci quali tonno, sgombro, Maccarello, Cernia perché potrebbero avere concentrazioni di mercurio più alte rispetto ad altri come salmone, merluzzo, trota, sogliola, spigola, orata, triglia e pesce azzurro.

Omogeneizzato

Per fare un buon omogeneizzato è consigliabile la cottura a vapore che fa variare di poco le sostanze nutritive, le vitamine e i sali minerali contenuti negli alimenti freschi, mantenendone quindi tutte le proprietà;

Verdure: cottura a vapore per un tempo variabile a seconda della verdura, l’importante è comunque non ‘stracuocere’ dopodiché verranno passate con frullatore ad immersione o omogeneizzate con apposito strumento, e aggiunte alla pappa, in quantità pari a circa 60/70 gr di prodotto finito per pasto. E’ consigliabile che la preparazione avvenga di volta in volta o al massimo per due pasti, conservandolo ben chiuso in frigorifero.

Carne e pesce: cottura a vapore per il tempo necessario perché il prodotto risulti ben cotto dentro e fuori, dopodiché aiutandosi con un po’ di brodo di cottura, passare finemente o omogeneizzare controllando bene che non  siano rimasti pezzi interi, fibre e nervi, o lische nel pesce; la quantità d prodotto finito per pasto è di circa 40 gr, va conservato ben chiuso in frigorifero e va consumato in 24 ore al massimo.

Anna Gerace

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