Amare è proteggere: Tippy, il dispositivo anti-abbandono per la sicurezza dei nostri bambini

In collaborazione con Tippy

“Dimenticare un bambino non è un problema di negligenza, ma di memoria. E una questione di circostanze. Può succedere a chiunque”
David Diamond, professore di psicologia alla South Florida University

 Insieme a un bambino, nascono anche i suoi genitori. Persone che un giorno si trovano a stringere tra le braccia un immenso dono e insieme alla gratitudine per una possibilità così preziosa, fanno i conti forse come mai prima con il senso di responsabilità nei confronti di una nuova vita da amare in ogni modo.

Questo e molto altro è l’esperienza della genitorialità, un viaggio inedito tra felicità, domande, paure e dubbi. Desiderio di offrire il meglio, timore di non esserne all’altezza, volontà di migliorarsi.

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Essere genitori è forse tra le esperienze più intense e trasformative che una persona possa vivere, e forse una di quelle che ci rende più consapevoli dei nostri limiti.

Limiti dati dalla nostra stanchezza, limiti dati da tutto ciò che non si può prevedere, limiti dati dall’inevitabile imponderabilità di alcune situazioni. Per un genitore, anche solo immaginare che la vita del proprio bambino possa essere messa in pericolo, corrisponde a un pensiero spesso così doloroso e angosciante che si preferisce evitarlo.

Eppure, purtroppo, a volte accade anche ciò che nessuno mai vorrebbe, e fare i conti con la realtà è forse il primo passo per evitare il più possibile rischi e pericoli inutili.

Ogni anno per esempio i fatti di cronaca ci hanno fatto scontrare con una realtà non semplice con la quale fare i conti: anche il più amorevole dei genitori può dimenticare in macchina il proprio bambino.

Immagine: https://www.tippyonboard.com/it/come-possibile-dimenticare-un-figlio

 Non è né questione di superficialità, né imprudenza a cui fare la morale, si tratta di un disturbo chiamato amnesia dissociativa. In poche parole la persona, che vive quelle situazioni di stanchezza e stress che un genitore conosce bene, non riesce a ricordare ciò che è avvenuto poche ore prima: si tratta di un momento di black out, una pericolosa sconnessione della memoria, come se una parte della corteccia cerebrale dimenticasse un pezzo di esistenza, un’amnesia così grave da portare addirittura a dimenticare in macchina ciò che si ha di più prezioso nella vita.

Questi automatismi insieme a scarso riposo, preoccupazioni e lavoro stressante possono ripercuotersi sulla memoria: durante questo disturbo momentaneo, la mente si divide fisicamente dal corpo ed automatizza quest’ultimo convincendo il cervello di aver compiuto un’azione mai accaduta, come ad esempio aver lasciato il proprio figlio all’asilo.

L’amnesia dissociativa è un fenomeno che ognuno di noi, anche necessariamente senza conseguenze drammatiche, ha probabilmente sperimentato almeno una volta nella sua vita. Si chiama fenomeno della Sindrome del Bambino Dimenticato ed è quello che accade quando un genitore senza essere consapevole lascia il bambino in automobile, spesso addormentato, con conseguenze che possono diventare fatali.

Seggiolini anti – abbandono: la legge che protegge le famiglie

Sapevate che ogni anno nel mondo muoiono più di 30 bambini in auto a causa delle alte temperature? Negli ultimi 20 anni si sono registrati centinaia di casi di abbandono, alcuni con esiti purtroppo negativi.

abbandono

Immagine: https://www.tippyonboard.com/it/abbandono-di-minori-in-auto-numeri-e-cause/

L’area maggiormente colpita è quella degli Stati Uniti. Dall’inizio del 2019 sono già stati registrati 30 casi di decesso. Come si vede all’interno dell’infografica, l’America non è la sola, anche Europa e Asia mostrano che l’abbandono di minori in auto è un problema sempre più reale. Paesi come l’Australia, Emirati Arabi, Israele, Sud-Corea etc. riportano numeri molto più alti, ma con esiti positivi.

Per aiutare i genitori a proteggere i loro bambini da inutili e talvolta fatali rischi, è entrato in vigore il regolamento di attuazione dell’articolo 172 del Codice della strada che disciplina l’uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta e sicurezza per bambini: diventa operativo l’obbligo di installare a bordo dei veicoli un dispositivo di allarme per prevenire i casi di abbandono in auto di bambini di età inferiore ai 4 anni, introdotto dalla legge 1 ottobre 2018, n.117.

Il regolamento, adottato con decreto n.122/2019 del ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, il cosiddetto “decreto seggiolino”, individua i requisiti tecnici che il dispositivo antiabbandono deve possedere:

  • può essere integrato all’origine nel sistema di ritenuta per bambini;
  • può essere all’interno di una dotazione di base o un accessorio del veicolo, compreso nel suo fascicolo di omologazione;
  • può essere indipendente sia dal sistema di ritenuta sia dal veicolo;

Queste caratteristiche sono in realtà le tipologie di sistemi antiabbandono, come si possono configurare.

Il sistema antiabbandono, ha specificato la Polizia di Stato, deve attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente, emettendo un segnale di allarme percepibile dentro o fuori il veicolo che attiri tempestivamente l’attenzione. La Polizia consiglia, inoltre, di verificare al momento dell’acquisto la conformità del dispositivo ai requisiti tecnici previsti dal regolamento, consultando la documentazione tecnica.

Un vero e proprio dispositivo di allarme composto da uno o più elementi interconnessi, con la funzione di prevenire l’abbandono dei bambini di età inferiore ai 4 anni a bordo dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 e che si attiva nel caso di allontanamento del conducente dal veicolo.

Dispositivo antiabbandono: quali caratteristiche deve avere?

Compito del dispositivo, è quello di segnalare tempestivamente l’abbandono mediante l’attivazione di un allarme che dovrà essere in grado di attirare l’attenzione del conducente attraverso appositi segnali visivi e acustici, percepibili all’interno o esterno del veicolo.

Il dispositivo innanzitutto dovrà essere in grado di attivarsi in automatico senza alcuna sollecitazione da parte del conducente e di segnalare eventuali bassi livelli di batteria.

In sintesi, ecco le caratteristiche imprescindibili di un dispositivo antiabbandono:

  • Attivarsi appena il bambino si siede sul seggiolino e dare segnale di accensione;
  • Disporre di un allarme che invii segnali chiaramente percepibili anche al di fuori della vettura;
  • Essere conforme alle norme Ue sulla sicurezza dei prodotti e avere la marcatura CE;
  • Avere un segnale di batteria scarica, se alimentato a batteria;
  • Inviare automaticamente messaggi o chiamate;

Tippy Pad, il sistema antiabbandono più venduto in Italia: una scelta d’amore per i nostri bambini

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Con Tippy Pad, mai più bambini dimenticati in auto: un sistema che permette di adattare i seggiolini alla nuova regolamentazione approvata dal governo, per la sicurezza di tutti i bambini, dotato di un innovativo sistema anti-abbandono Bluetooth, che consente di rilevare efficacemente la presenza del bambino all’interno dell’abitacolo.

Installarlo è facile: basta far scorrere l’ancoraggio della cintura di sicurezza attraverso la fessura orizzontale di Tippy, dotato di sensore di pressione.

Una volta compiuta questa semplice operazione, è necessario scaricare l’applicazione “Tippy” tramite App Store o Play Store, a seconda del sistema operativo del proprio cellulare: App Tippy è disponibile per le versioni Android 5.0 e iOs 10.0 e superiori. Successivamente, si deve effettuare login registrandosi oppure accedendo tramite un account Facebook o Google e seguire le indicazioni per associare il dispositivo. Al temine dell’operazione verrà richiesto ai genitori di inserire sul telefono i due numeri di emergenza a cui inoltrare l’sms di allarme. A questo punto, il dispositivo è pronto per l’uso.

La batteria del dispositivo ha una durata di 4 anni (con utilizzo giornaliero di due ore). Una volta terminata l’obbligatorietà, la batteria sarà arrivata al suo fine vita. La batteria non è ricaricabile né sostituibile.

L’azienda ha effettuato questa scelta per una questione di sicurezza nei confronti dei consumatori, affinché sostituendola o ricaricandola non vadano a comprometterne la funzionalità essendo un prodotto elettronico.

Inoltre Digicom ha scelto di utilizzare una batteria che resiste fino a 85 gradi, perché all’interno dell’auto si possono raggiungere temperature molto alte. Le batterie sostituibili in commercio normalmente non reggono oltre i 60 gradi. La batteria di Tippy Pad garantisce massima performance e sicurezza anche in ambienti estremi.

Prima di utilizzare Tippy l’utente dovrà verificare che lo smartphone abbia il Bluetooth e il traffico dati attivo e che il dispositivo sia correttamente associato allo smartphone. Devono essere attivi sullo smartphone anche i servizi di localizzazione e GPS, in modo che l’app possa comunicare anche le corrette coordinate geografiche in caso di allarme. L’utente deve tenere sempre presente anche i livelli di batteria dello smartphone: con lo smartphone spento non c’è modo di utilizzare il dispositivo per questo l’azienda ha introdotto sul mercato l’accessorio aggiuntivo Tippy-Fi, per gli utenti meno avvezzi o inclini alla tecnologia. Tippy-Fi abbinandosi al cuscinetto si sostituisce allo smartphone ed emetterà un allarme visivo e sonoro qualora l’adulto dovesse lasciare il bimbo all’interno dell’auto.

La sicurezza del proprio bambino è la priorità di ogni genitore, che può generare stress che spesso si va a sommare alla moltitudine di preoccupazioni e alla frenesia di ogni giorno.
L’interesse di Digicom per la sicurezza del bambino sia in auto che in ambiente domestico, ha permesso la nascita di Tippy smart tech solutions. Sistemi di sicurezza all’avanguardia che affiancano i genitori nella vita quotidiana supportando il loro già presente monitoraggio e rispondendo tempestivamente alle situazioni fuori dal nostro controllo.

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Valentina Desario

Spirito libero, da sempre. Appassionata di sceneggiatura, sociologia e letteratura. Copywriter, redattrice, divoratrice di libri, sognatrice con i piedi per terra. Da qualche mese totalmente stravolta dall’arrivo di un paio di occhi più limpidi dell’acqua.