Un anno con Avent

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Nell’ultimo anno sono stata una mamma fortunata. Molto più fortunata di quanto in realtà già non fossi.
In casa nostra ha fatto ingresso un nuovo membro nato dall’amore tra me e mio marito. Un bambino desiderato e voluto fortemente con tutte le mie e le nostre forze.
Un bambino che mi ha regalato gioie e paure come mai avrei creduto.

Poco più di dodici mesi fa nasceva Enea: 3,750 kg per 53 cm di amore puro e vero. Un amore che solo chi è una mamma può realmente conoscere.

Con il suo arrivo è iniziata per me una nuova e bellissima avventura nel mondo della maternità. Un mondo così pieno di certezze tanto quanto lo è di incredibili ed a volte intensi dubbi.
Nonostante la mia “già quasi esperienza” con due bimbi più grandi, mi sono ritrovata a pormi vecchie domande incontrandone di nuove. Molte con delle risposte dopo i punti di domanda finale e altre con delle incognite risolte dopo brevi o lunghi periodi.

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Mese per mese i consigli migliori per te ed il tuo bambino.
  
Proseguendo, confermo di accettare i termini di utilizzo e il trattamento dei miei dati di Periodo Fertile.

Ricordo che come per ogni figlio, il mio dubbio più grande ed immediato fu proprio l’allattamento.

Avrei allattato anche lui con la stessa voglia e le stesse possibilità che mi erano state date per i due fratelli più grandi?
Avrei avuto la forza di superare i dolori causati dalle ragadi che puntualmente hanno fatto capolinea sul mio seno e che ero certa sarebbero ricomparse anche con il nuovo arrivato?
Sarei stata in grado di comprendere i bisogni di fame e sete di mio figlio con quella infinita pazienza della quale bisogna munirsi con un bambino piccolo spesso alla ricerca del seno e delle braccia della mamma?

Non fu facile di certo ma per ognuna di queste domande, oggi, posso assolutamente rispondere sì. Per tenacia, per fortuna o per entrambe le cose non importa: ci sono comunque riuscita.
Interpretare le sue richieste tra una smorfia e un pianto, comprendere i suoi bisogni prima durante e dopo averlo allattato, imparare a conoscere e a riscoprire il mio corpo di mamma in ogni occasione vissuta al suo fianco nutrendolo e tenendolo forte a me. Emozioni difficili da dimenticare nonostante il tempo che passa.

Aver avuto fiducia in me stessa e nel mio desiderio dell’essere parte di lui mi ha aiutata a compiere quello che per me non è mai stato solo un dovere ma anche un vero e proprio piacere personale, sfruttando anche tutti gli strumenti a mia disposizione dal tiralatte, quando la mia produzione era eccessiva, alle coppette assorbilatte, che spesso mi hanno salvato da momenti alquanto imbarazzanti.

Un allattamento avviato con un po’ di fatica ma che, una volta stabilizzato, ci ha portato a conoscerci pian piano fino a raggiungere altre tappe di questa meravigliosa storia d’amore madre-figlio.

Il primo emozionante gradino successivo fu proprio lo svezzamento.

Dalle prime pappe con farina e brodo ai vari passaggi seguenti dove, unendo piano piano diversi ingredienti e differenti consistenze, ci siamo ritrovati catapultati in una fase nuova per entrambi: per lui molti momenti da conoscere e scoprire e per me l’ennesima prova che non tutti i bambini sono uguali.

Le attenzioni riservate e le necessità del momento mi hanno riportato a cucinare grandi quantità e differenti porzioni di passati di verdura e secondi piatti che potessero anche accompagnarci nei nostri frequenti viaggi. Gli stessi che con il mio primo bambino non mi sarei mai sognata di vivere.
Se c’è però una cosa che la maternità insegna è che non solo ci si adatta e ci si plasma in base alle proprie esigenze ma, se si riesce a far vivere in modo sereno al bimbo i propri bisogni, si riesce a vivere una vita ancora più intensa e speciale, tra un pranzo fuori casa e una cena adattata al momento.

Esattamente come abbiamo saputo far nostre altre abitudini consolidate in diversi momenti della giornata.

Persino il bagnetto non sempre quotidiano ci ha aiutato a conoscerci meglio l’un l’altra.
Giocare all’interno di una vaschetta piena di schiuma, coccolarsi nelle onde di acqua tiepida e le carezze sul corpo sporcate di un leggero olio per godere di qualche piccolo massaggio rilassante che precedeva, e ancora precede, una consueta beauty routine ormai consolidata nel tempo.

In questo anno ho visto il mio bambino crescere e ho visto me stessa crescere con lui anche grazie al grande aiuto che abbiamo avuto conoscendo e utilizzando quotidianamente i prodotti di Philips Avent.

La stessa Philips Avent che con fiducia ci ha permesso di trascorrere insieme quest’ultimo anno pieno di emozioni e di necessità.

Questo ormai notissimo brand ci ha dato la possibilità di scoprire in prima persona molti dei prodotti usati negli ultimi dodici mesi. Prodotti che si sono evoluti in base alle nostre necessità e che alle volte sono cambiati per passare ad una tappa successiva.
Ecco perché dopo un anno da quella prima prova posso dire di essere rimasta piacevolmente soddisfatta da tutti i passaggi fatti di volta in volta, giorno dopo giorno e mese dopo mese.

Il tiralatte fu una manna dal cielo e i vasetti per preservare prima il latte si son rivelati ottimi anche per la conservazione delle pappe. Pappe che permesi ho preparato grazie al comodissimo Easy Pappa 4 in 1, che con il tempo è stato affiancato non solo da stoviglie pensate per le prime pappe ma anche da una linea di tazze che ancora oggi il piccolo Enea adora.

I bagnetti fatti in tarda serata come nel bel mezzo di una mattina qualsiasi, all’insegna di forbicette per i piccoli artigli unite a tutta una serie di accessori, che con il tempo abbiamo utilizzato in quella che è diventata una routine.

Il tutto senza dimenticare lo smart baby monitor, un video monitor del quale non potrei più fare a meno nemmeno volendo.

Un anno dopo mi ritrovo a non dover più utilizzare alcuni prodotti, avendo però la possibilità di proseguire con altri che non vanno bene solo per il primo anno di vita di un bambino ma che accompagnano lui e la sua mamma per un arco di tempo decisamente più lungo ed entusiasmante alla costante scoperta della vita e di noi.

Esattamente come sia io che Enea facciamo ogni giorno da allora e come mai, almeno spero, ci stancheremo di fare.

Ringrazio Philips Avent per averci dato la possibilità di lavorare insieme permettendomi di dare voce ai miei pensieri, alle mie parole e soprattutto alle mie opinioni. Il tutto nella speranza che possano sempre essere di aiuto per altre mamme che come me si sono inoltrare o si stanno inoltrando nell’entusiasmante mondo della maternità, magari potendo trovare qualche riposta alle loro domande o qualche comoda soluzione ai loro dubbi.

Perché noi mamme possiamo tutto ma se riusciamo anche a sfruttare degli alleati che ci agevolino la “difficoltosa” routine che ogni mamma scopre quotidianamente, tutto sarà decisamente vissuto in modo molto più semplice. E chi meglio di un’altra mamma può dare una sincera e reale opinione?

In bocca al lupo alle future mamme, in bocca al lupo alle già mamme. L’avventura che state vivendo e che starete per vivere è qualcosa che farà sentire speciali e in compagnia di Philips Avent potrebbe esserlo ancora di più.

Giada Lopresti di Mammachevita.it

Potete seguire Giada Lopresti  e le buone abitudini quotidiane che utilizza con i suoi bambini anche su A Forma di mamma.

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