Plagiocefalia: che cos’é e quali rimedi si possono adottare?

L’Osteopatia si basa sulla perfezione del lavoro della Natura. Quando tutte le parti del corpo umano sono in ordine stiamo bene”.
Andrew Taylor Still, medico statunitense, fondatore dell’osteopatia e della medicina osteopatica.

Con il termine plagiocefalia si intendono le asimmetrie craniali  del neonato.

Deriva dal greco “Plagios” (obliquo) e “Kephalè” (cranio): si può definire sinostotica, causata da un anormale sviluppo delle suture craniali, o posizionale, causata da forze esterne che agiscono sul cranio.

Si tratta di un’alterazione morfologica della testa del neonato causata da una plagiocrania, una deformazione delle ossa del cranio.

All’esame obiettivo si riscontra nei piccoli pazienti una asimmetria del cranio a causa dell’appiattimento di un lato e l’anomala espansione della parte controlaterale.

Ciao, posso accompagnarti nei primi mesi del tuo piccolo?
Mese per mese tante piccole notizie ed idee per stare bene con il piccolo e tutta la famiglia. Elena.
  
Proseguendo, confermo di accettare i termini di utilizzo e il trattamento dei miei dati di Periodo Fertile.

Negli ultimi anni la plagiocefalia è diventata tra i principali motivi di consulto e preoccupazione da parte dei genitori.

Qualunque sia la sua origine:

  • posizione intrauterina,
  • torcicollo congenito
  • parto traumatico,

è importante non solo che venga individuata e trattata tempestivamente, ma che si instauri un corretto rapporto genitori-osteopata, per proseguire anche a casa secondo le indicazioni fornite dallo specialista.

plagiocefalia

Come si presenta la plagiocefalia?

 La plagiocefalia posizionale è una “deformazione cranio-facciale” che comporta un appiattimento di un lato del cranio. Se invece l’appiattimento interessa entrambi i lati, sarà definita brachicefalia.

A seconda della severità, la plagiocefalia si presenta nei seguenti modi:

  • Appiattimento della testa nella parte posteriore del cranio (occipite)
  • Alterazione della forma nella parte mediana
  • Asimmetrie sul volto (coinvolgimento osso frontale, zigomatico e mascellare)

Se l’appiattimento occipitale è una costante, le altre variabili dipendono da fattori quali il tipo e prolungamento della “forza” deformante a cui è stato sottoposto il cranio, la sua malleabilità e insorgenza di altri fattori, e in particolar modo, la tempestività dell’intervento.

Prima si agisce, in altre parole, maggiore sarà la possibilità di buona riuscita: la risoluzione della plagiocefalia non è spontanea e per questa ragione è fondamentale intervenire fin dalla prima settimana di vita senza interrompere fino ai 12-18 mesi.

Prendersi cura di questo problema fin da subito è il primo fattore di prevenzione per evitare percorsi di cura una volta adulti.

Le mani che curano: l’osteopatia neonatale

 I neonati con plagiocefalia avranno maggior inclinazione a ruotare il capo in una direzione piuttosto che nell’altra, tendendo ad appoggiarsi sempre sullo stesso lato.

L’osteopatia, nei casi di plagiocefalia, potrà rivelarsi un approccio davvero utile per ristabilire l’integrità strutturale e favorire la continuità dei tessuti in modo da permettere al corpo di attivarsi e dare il via a tutti i suoi straordinari poteri di autoguarigione.

Lo specialista “agirà” sul cranio per riportarlo in modo dolce a quella “normalità” che permette la corretta fisiologia: tramite la terapia osteopatica infatti, viene incentivata la corretta simmetria della crescita del bambino.

Nei casi di plagiocefalia il trattamento osteopatico includerà:

  • La normalizzazione della base del cranio e delle sue membrane;
  • L’allineamento vertebrale e la mobilità di testa e collo;

Plagiocefalia: che cosa possono fare i genitori a casa?

 Come accennato sopra, nel trattamento della plagiocefalia la sinergia specialista-genitori è fondamentale ed esistono accorgimenti che anche mamma e papà possono mettere in atto una volta a casa, in modo da massimizzare l’efficacia dei trattamenti.

Il primo è non solo ridurre il tempo in cui il cranio sarà appoggiato in posizione supina, ma stimolare il piccolo a ruotare la testa dalla parte opposta, invogliandolo posizionando dei giochini che possono essere di suo interesse proprio in quella direzione.

Se è vero che per questioni di sicurezza i bambini devono dormire supini, quando invece sono svegli è bene favorire il loro sviluppo neurologico facendo loro sperimentare altre posizioni.

Se i muscoli del collo del piccolo sono molto tesi è possibile sdraiarlo sul fianco opposto alla plagiocefalia, preferibilmente a 45° con l’ausilio di supporti stabili per sostenere la schiena (ad esempio con il cuscino per l’allattamento).

Anche quando il bambino viene tenuto in braccio, è importante evitare le posture sconsigliate, facendogliene sperimentare di nuove e quando lo si allatta, al seno o al biberon è fondamentale non dimenticarsi di spostarlo in entrambi i lati.

Infine, i supporti come ovetto e sdraiette sono utili ma vanno utilizzati con buonsenso e moderazione: costringono il bambino nella stessa posizione per molto tempo, rischiando di peggiorare le problematiche.

A seguito della valutazione generale da parte dell’osteopata della mobilità del neonato e l’analisi delle eventuali asimmetrie, lo specialista libererà le tensioni che contribuiscono al mantenimento delle posizioni scorrette e proporrà una serie di suggerimenti ed esercizi che i genitori dovranno far compiere nelle settimane che seguono il trattamento, in modo non solo da consolidare il nuovo equilibrio, ma favorire i meccanismi di autoregolazione dell’organismo.



Valentina Desario

Spirito libero, da sempre. Appassionata di sceneggiatura, sociologia e letteratura. Copywriter, redattrice, divoratrice di libri, sognatrice con i piedi per terra. Da qualche mese totalmente stravolta dall’arrivo di un paio di occhi più limpidi dell’acqua.

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