Philips Avent anti-colic, il biberon con valvola airfree: niente aria nel pancino, per ridurre coliche e reflusso.

In collaborazione con Philips Avent

Poche esperienze nella vita sono emozionanti come abbracciare per la prima volta il proprio bambino: tutto ciò che si era immaginato durante i nove mesi della gravidanza, finalmente diventa realtà. Un nuovo mondo da scoprire ha inizio!

Il primo grande passo dei neogenitori è proprio quello che compiono tornando a casa dall’ospedale, quando affrontano per la prima volta da soli tutte le sfide della nuova vita.

Spesso non sono né i nuovi ritmi, né la qualità del sonno, che sicuramente cala, né la routine familiare che si stravolge a destare più preoccupazione, ma è il timore tipico di ogni neogenitore di non riuscire a interpretare correttamente il pianto del bambino, di non trovare il modo di soddisfare i suoi bisogni in maniera tempestiva ed efficace, di non riuscire a sintonizzarsi sulla sua lunghezza d’onda.

Il pianto del bambino, veicolo fondamentale di comunicazione, può mettere in difficoltà, soprattutto quando ci si sente poco “esperti” e quando, dopo diversi tentativi di calmarlo, non si placa ma al contrario si protrae per parecchio tempo.

Uno dei primi ostacoli per mamme e papà sono le cosiddette “coliche”. Per i genitori di un bambino che sta attraversando questa fase, l’arrivo della sera può essere vissuto con ansia, perché è sinonimo di ore di pianto e di stratagemmi per cercare di tranquillizzare il neonato.

Non bastano le rassicurazioni del pediatra sul fatto che si tratta di una fase e, come tale, è destinata ad avere una fine: sentirsi impotenti di fronte al pianto è tutto tranne che semplice.

Solitamente le cosiddette coliche arrivano verso sera e si manifestano proprio in eccessi di pianto: ciò che li rende però diversi dal pianto normale è il fatto che non sembra esserci modo di placarle e la situazione può protrarsi anche per ore.

bambino che piange per le coliche

La regola del tre

Per consuetudine i pediatri diagnosticano le coliche in base alla “Regola del tre”, almeno tre ore di pianto, per almeno tre giorni a settimana, per almeno tre settimane: “Il tipico neonato con le coliche inoltre, flette le gambe verso l’addome (posizione in cui avverte meno dolore), stringe i pugni ed è molto agitato, corruga la fronte e può arrivare a trattenere il respiro” spiega Heidi Murkoff in “Che cosa aspettarsi il primo anno”.

Il pianto è così intenso e prolungato da interferire con l’alimentazione e con il sonno: il neonato cerca il seno per poi rifiutarlo subito dopo aver iniziato a poppare oppure si assopisce per svegliarsi in seguito piangendo.

Non esiste una sintomatologia identica per tutti i bambini, come naturalmente non tutti genitori rispondono al pianto allo stesso modo.

Le coliche del lattante iniziano circa durante la seconda e terza settimana di vita e peggiorano fino a sei settimane. I genitori temono che non passeranno mai, in realtà la loro comparsa inizia a scemare verso la dodicesima settimana e nella maggior parte dei bambini sintomi tendono a scomparire. (Fonte: Marcello Bernardi, Pediatra, “Il Nuovo Bambino” pag.257)

Le cause delle coliche: un mistero della natura

Di tutti quei sintomi elencati sopra tra cui pianto inconsolabile, agitazione, ripiegamento delle gambe sull’addome, emissione di gas intestinali (senza essere accompagnati ovviamente da segni di malattia) e che rientrano nella definizione di “colica”, ancora oggi non si conoscono le cause.

Dato il ripetersi degli episodi a un orario fisso, di solito la sera, è probabile che anche la stanchezza accumulata nella giornata giochi il suo ruolo. Se la causa rimane un’incognita, le possibili teorie invece abbondano e molte di queste sono state in totalmente o in parte rifiutate, ma le ultime ricerche sembrano indicare alcune probabili ragioni.

Anche American Academy of Pediatrics (AAP) riconosce che la causa delle coliche sia tuttora ignota, ma suggerisce che i bambini che ne soffrono potrebbero essere “particolarmente sensibili agli stimoli o non in grado di auto-consolarsi o di regolare il proprio sistema nervoso”.

Nelle prime settimane di vita i neonati possiedono una sorprendente facoltà, quella di bloccare gli stimoli estranei al loro ambiente riuscendo a concentrarsi sulle attività fondamentali come mangiare e dormire. Quando prendono consapevolezza del mondo che li circonda, può capitare che vengano sopraffatti da più stimoli di quanti siano realmente in grado di gestire.

Nuovi suoni, colori, odori, li portano a una condizione di sovraccarico sensoriale; i neonati particolarmente recettivi possono essere infastiditi o turbati e questo può sfociare la sera in un pianto a dirotto. Nel momento in cui i piccoli imparano a bloccare il sovraccarico di stimoli, anche il malessere che ne deriva scompare.

Un’altra teoria accreditata è quella che vede l’apparato digerente di alcuni bambini maggiormente sensibile rispetto a quello di altri e che possa contenere una quantità di enzimi digestivi non adeguata alla corretta digestione dei nutrienti. La non totale e perfetta digestione delle proteine del latte vaccino o del lattosio potrebbe essere responsabile di questo disturbo.

Fonte: https://www.philips.it/c-e/mo/a-forma-di-mamma/blog/crescita-e-salute/2016-02-coliche-gassose-nei-neonati-cosa-fare.html

La serenità dei genitori fa la differenza

Sappiamo bene che il pianto di un neonato non è sempre facile da gestire e che non riuscire a calmarlo può preoccupare e far sentire inadeguati o frustrati.

Il pianto mette in difficoltà anche perché non è mai uguale e nel rispondere il genitore deve imparare a valutarlo. E come ogni apprendimento, anche questo porta con sé inevitabili successi ma anche molti tentativi e frustrazioni.

Nel caso di coliche, ciò che sicuramente sarà di aiuto e conforto al neonato è la serenità da parte di chi lo accudisce: le emozioni dei genitori, attraverso canali insondabili, arrivano al bambino e queste esperienze emotive hanno un impatto da non sottovalutare. Percepire di essere in mani salde, solide e sicure è un primo importante conforto per il bambino.

Informazioni tratte da Marcello Bernardi, “Il Nuovo Bambino” pag. 258-259

papa neonato

Consigli pratici

Se il neonato è allattato al seno è importante che la sua bocca aderisca al capezzolo in modo da evitare il passaggio dell’aria. Se invece è allattato con il biberon, è fondamentale che quest’ultimo sia sempre adeguatamente sollevato e che la tettarella risulti sempre piena, in modo che il piccolo non ingerisca aria.

Per dare sollievo al neonato può essere utile tenerlo in braccio a pancia in giù facendo aderire una mano sull’addome ed effettuare un massaggio circolare in modo da favorire l’espulsione d’aria.

Fonti:

https://www.philips.it/c-m-mo/crm/12-le-coliche-del-neonato

https://www.philips.it/c-m-mo/articles-bottle-feeding-health/baby-colic-what-you-need-to-know

Infine, il contatto fisico con mamma e papà mentre camminano per casa ha un effetto calmante. Da non sottovalutare è anche l’ambiente: tranquillità e luci soffuse e magari un bel bagnetto in acqua tiepida prima di dormire rendono sicuramente l’atmosfera più piacevole e rilassata.

Un alleato prezioso: Philips Avent anti-colic con valvola airfree

Esiste una relazione tra coliche e biberon? Assolutamente sì, in quanto uno dei fattori che certamente non aiutano le coliche è proprio l’ingestione di aria nello stomaco durante la poppata.

Questo va tenuto in considerazione in particolar modo nei bambini allattati con il biberon che in genere soffrono maggiormente di coliche, proprio perché nella tettarella è più probabile che entri aria.

philips avent anti colic

Per questo, Philips Avent ha progettato una valvola esclusiva all’interno del biberon che permette alla tettarella di rimanere sempre piena di latte evitando l’accumulo di vuoto.  L’aria è spinta quindi nella parte posteriore del biberon, lontano dal pancino del bambino, contribuendo a ridurre la formazione di gas e aiutando a ridurre problemi di alimentazione come coliche, gas e reflusso.***

biberon philips avent anti colic

La tettarella (disponibile in varie tipologie di flusso) rimane sempre piena di latte, anche quando il biberon è in posizione orizzontale, in modo che il bimbo possa essere allattato in posizione verticale.

***A 2 settimane di età, i bambini allatattati con un biberon Philips Avent mostrano meno coliche rispetto ai bambini allattati con un biberon tradizionale e meno fastidi rispetto ai bambini allattati con un biberon di una marca leader in Nord America (Studi clinici condotti nel Regno Unito dall’Institute of Child Health nel 1994 su un campione di 145 bambini e nel 2012, su un campione di 63 bambini)

Valentina Desario

Spirito libero, da sempre. Appassionata di sceneggiatura, sociologia e letteratura. Copywriter, redattrice, divoratrice di libri, sognatrice con i piedi per terra. Da qualche mese totalmente stravolta dall’arrivo di un paio di occhi più limpidi dell’acqua.