Neonati e caldo: i consigli per proteggere i più piccoli dalle alte temperature

In collaborazione con Humanitas San Pio X Milano

Ed ecco l’estate con le sue meraviglie: le ore di luce che tanto abbiamo desiderato sono arrivate e finalmente ci permettono di trascorrere le nostre giornate molte più ore fuori casa.

La natura si mostra in tutto il suo splendore e ogni cosa attorno a noi sembra risplendere di nuova luce: anche il parco vicino a casa diventa una meta quotidiana e per la gioia dei nostri piccoli si organizzano sempre più di frequente gite fuori porta, pic-nic in spiaggia, passeggiate tra lago e montagna, in poche parole le occasioni di svago si moltiplicano.

Sembrerebbe un quadretto idilliaco se non fosse per un dettaglio che non va trascurato, ovvero il caldo, che quando in particolar modo supera una certa soglia, può davvero diventare un problema soprattutto per i più piccoli pregiudicando e non di poco il loro benessere.

Per capirne di più e per sapere come gestire le giornate dei bambini in estate ci siamo avvalsi del parere e dell’esperienza della dottoressa Paola Marangione, responsabile di Neonatologia e Patologia Neonatale dell’ospedale Humanitas San Pio X che ci ha illustrato in modo efficace come proteggere i più piccoli dai rischi delle temperature alte senza privarli però dei tantissimi benefici che la bella stagione può offrire.neonati e caldo

Neonati e caldo: consigli pratici per una estate a prova di famiglia

Se è vero che le ore di luce e il desiderio di svago ci invogliano moltissimo a trascorrere tante ore fuori casa è altrettanto da considerare che con i neonati e bambini piccoli tutto non si può fare. Con giuste precauzioni, organizzazione e buonsenso si può fare molto, sempre però proteggendoli in modo adeguato: “I più piccoli non vanno mai portati fuori nelle ore più calde della giornata, dalle 11 alle 17 e devono essere vestiti in maniera adeguata, spesso il meno possibile.

Se il bambino suda molto dev’essere cambiato per liberare la pelle dal sudore che, per via del suo contenuto salino, può irritare la pelle e favorire la comparsa di dermatite; va rinfrescato e idratato regolarmente, anche se non ci comunica che ha sete, basta uno sguardo alle urine per valutare il suo stato di idratazione. Se fa pipì meno frequentemente e le urine sono più scure, concentrate, allora è bene aumentare l’idratazione. Il pannolino è un segnale indiretto dello stato di salute del piccolo.

I bambini in estate tendono a sudare molto perdendo liquidi e sali minerali anche quando non ce ne rendiamo conto perché sudano in modo meno evidente rispetto agli adulti. Per questo è necessario idratarli di continuo, dando loro acqua da far bere a piccoli sorsi e a temperatura ambiente. Se il bambino è più che un lattante può gradire  anche un frutto o un succo di frutta.

Queste poche regole sono semplici e vanno rispettate: non si può pensare di prevenire gli effetti del caldo se si esce a mezzogiorno pur usando cappellini, creme solari e ombrellini. E se si esce in macchina ricordarsi di rinfrescare e deumidificare l’abitacolo prima di mettersi in marcia è un obbligo”.

Come evitare i colpi di calore? 

Quando le temperature sono molto alte, neonati e bambini piccoli sono le categorie maggiormente esposte a fattori di rischio. Subiscono per primi gli effetti del caldo non riuscendo a disperdere il calore in eccesso e necessitano assistenza: alte temperature ed elevati tassi di umidità possono infatti interferire con le capacità dell’organismo di autoregolare la propria temperatura e gli effetti possono essere più o meno gravi. Malessere generale, senso di spossatezza, disorientamento e accelerazione del battito cardiaco sono i sintomi principali del cosiddetto stress da calore. L’idratazione e il riposo all’ombra sono fondamentali per recuperare nel giro di poche ore.

Agire tempestivamente è davvero importante per non arrivare al colpo di calore con temperature corporee che possono raggiungere i 40°C con conseguenze per l’organismo molto più rischiose che possono arrivare a rendere necessario il ricovero in ospedale.

Ci sono poi segnali da non sottovalutare con cui il bambino cerca di comunicare il suo disagio, spiega la dottoressa Marangione: “Il piccolo richiama la nostra attenzione piangendo in modo inconsolabile ovvero, se il caldo è molto intenso e ha già pregiudicato il suo benessere, può mostrarsi poco reattivo agli stimoli.  Se si ha la possibilità si consiglia un bagnetto per raffreddare la cute, l’organo più esteso del corpo umano, e favorire rapidamente l’eliminazione del calore. Se si è fuori casa invece il piccolo deve essere rinfrescato comunque e portato in una zona ombreggiata. Fondamentale è poi l’idratazione: dal latte, materno o artificiale, all’acqua, alle tisane, al bambino dev’essere dato da bere”.

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